Suarez, la Mano di Dio nel match contro il Ghana a Sudafrica 2010

Suarez, la Mano di Dio nel match contro il Ghana a Sudafrica 2010

Il suo gesto più importante non è stato un goal e nemmeno il morso a Chiellini, ma la parata di Suarez permise di salvare la Celeste dall’eliminazione ai quarti di finale di Sudafrica 2010.

 

 

Luis Suarez colpevole non significa solo morso: il 2 luglio 2010, nel match dei quarti di finale della Coppa del Mondo in Sudafrica, l’attaccante della Celeste, salvò l’Uruguay dall’eliminazione parando deliberatamente con entrambe le mani la sfera colpita di testa dall’attaccante del Ghana Dominic Adiyiah.

Se la palla fosse entrata in porta, gli africani avrebbero raggiunto le semifinali, evento finora mai accaduto per una compagine del Continente, mentre gli uruguaiani avrebbero fatto quasi sicuramente le valigie, dato che l’episodio accadde nel minuto finale del secondo tempo supplementare.

Le due squadre infatti erano impegnati nell’extra-time dopo che i 90 minuti regolamentari si erano chiusi sull’ 1-1 per le reti di  Sulley Muntari (45’+2) e Diego Forlán (55′).

Suarez, più avvezzo a trovarsi dall’altra parte della barricata, non ebbe il minimo indugio nel fermare il pallone, con l’arbitro che estrasse il cartellino rosso appena subito dopo.

Ma l’attaccante ghanese Asamoah Gyan spedì il pallone sopra la traversa, scheggiandola e la giacchetta nera fischiò appena dopo la fine del match. Nella lotteria dei rigori l’Uruguay trionfò per 4-2, raggiungendo le semifinali, persa contro l’Olanda. Nela fialina di consolazione, l’ulteriore sconfitta contro la Germania posizionò i sudamericani al quarto posto finale.

In quella stessa estate Suarez passerà dall’Ajax al Liverpool, diventando prima una delle stelle della Premier League e poi, sempre dopo un Mondiale (2104) si trasferirà in Spagna costituendo con Messi e Neymar il trio delle meraviglie del Barcellona. E non mostrando alcun rimorso per il gesto compiuto in campo, dopo l’incontro dichiarò “La mano di Dio ora appartiene a me”, noi lo tradurremmo con meno enfasi semplicemente la parata di Suarez.

 

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