Stadio Sarrià di Barcellona: dove nacque l’Italia vincente di Spagna 82

Stadio Sarrià di Barcellona: dove nacque l’Italia vincente di Spagna 82

Lo Stadio del Sarrià fu la casa dell’Espanyol fra il 1923 ed il 1997, prima che il “secondo violino” di Barcellona si spostasse sulla collina che domina la città, il Montjuïc, presso lo Stadio Olimpico.

La storia inizia introno agli Anni Venti: il club, fin li residente in calle Muntaner, ritiene necessario spostarsi in una struttura più capiente. Ottiene allora per 170.000 pesetas, una vera fortuna per l’epoca, un terreno in Can Rabià.

Aperto il 18 febbraio, prima di terminare la costruzione, il progetto venne rivisto più volte in seguito all’esplosione dei costi che portò il club sull’orlo del tracollo finanziario. Così, al termine dei lavori, si era passati dagli ideali 40.000 posti ai soli 10.000 spettatori di capienza. Il primo match vide la vittoria dei padroni di casa per 4-1 contro il Sants.

Dopo pochi anni, venne aumentato la capienza grazie alla costruzione di un ulteriore serie di gradoni, ma è solo negli anni settanta che lo stadio assumerà la versione definitiva con due piani ulteriori che porteranno alla massima capienza di 44.000 persone.

Il Sarrià diventerà famoso per noi italiani nel 1982, quando l’Italia, inserita nel girone C del secondo turno dei Mondiali di Spagna 82, affronterà e batterà nell’ordine l’Argentina di Maradona ed il Brasile delle tante stelle, Zico e Socrates su tutti. Nei due matches, iniziati alle 17.00, un orario in cui la cosa migliore è starsene in casa in Catalogna visto  il cado, Bearzot guiderà gli azzurri a due imprese epiche che saranno trampolino di lancio verso la finale vittoriosa di Madrid.

Lo stadio fu teatro anche di alcune partite del torneo olimpico del 1992, fra cui due match dell’Italia contro Polonia (0-3) ed Irak (1-0 goal di Melli).

Sarà ancora una crisi finanziaria dell’Espanyol a determinare il destino dello stadio: a metà anni Novanta la dirigenza catalana si vide costretta a vendere il terreno agli investitori immobiliari e questa decisione trovò il consenso del governo cittadino, che aveva tutto l’interesse a trovare qualcuno che utilizzasse lo Stadio Olimpico, rimasto “orfano”.

I soci però si opposero inizialmente all’idea, in quanto la pista d’atletica andava a rompere quell’unione fra i tifosi ed i giocatori, che nel catino del Sarrià era fortissima. Tuttavia le cose andarono in modo diverso. sarrià-demolizione-stadio-barcellona

Il 21 giugno 1997 venne disputato l’ultimo incontro allo stadio, con l’Espanyol che, vincendo per 3-2 contro il Valencia, si salva all’ultima giornata. Dopo pochissimo tempo fu dato il via al processo di demolizione dell’opera. Al suo posto sorge ora un nuovo complesso immobiliare chic, poichè il quartiere omonimo da sempre era una zona di prestigio della città.

Nel periodo di permanenza nella Bombonera Perica, l’Espanyol ha vinto le quattro Coppe del re, tutte fra il 1929 ed il 1940, che sono nel suo palmares mentre nel 1988 disputò la finale di andata di Coppa Uefa contro il Bayer Leverkusen, vinta per 3-0, che rimarrà la più grande illusione nella sua storia in quanto al ritorno i tedeschi ribaltarono il punteggio ed alzarono al cielo il trofeo dopo aver vinto la lotteria dei rigori.

Dopo 12 trascorsi allo Stadio Olimpico, nel 2009 l’Espanyol si sposterà nel nuovo complesso Cornellà-El Prat, uno dei primi in Europa ad utilizzare le energie rinnovabili

Dove si trova il Sarrià

Al posto dello stadio è stato posto Jardins del Camp de Sarrià, un parco pubblico. Inserito nell’omonimo quartiere di Sarrià-Sant Gervasi, nella parte nord della città l’attrazione più importante è il Tibidabo , la cima più alta delle montagne di Collserola, che ospita il parco di divertimenti, la chiesa Cor Sagrat e la torre della televisione, progetto dall’architetto britannico Sir Norman Foster.

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