Reebok Pump: il mito degli Anni 80

Reebok Pump: il mito degli Anni 80

Reebok Pump, chi non le conosce, è pregato di alzare la mano, vista  la fama mondiale che la tipica calzatura da basket, arrivata da Oltreoceano dal mondo NBA ha permesso a qualcuno di schiacciare dall’alto die pochi centimetri o di segnare il canestro decisivo nella sfida al campo. Ed era l’anno 1989, che diventerà più famoso per la Caduta del Muro che per la fase Pump della vita di milioni di persone.

La tecnologia è entrata da qualche anno nello sviluppo delle calzature: quando ancora non si pensava a potenziare i fisici oltremisura, si curava il particolare e la battaglie delle scarpe era rivolta innanzitutto a far firmare i contratti alle star americane. Se Nike si era lanciata con Air, grazie anche ad un campione come  MJ, al secolo Michael Jordan, Reebok rincorreva. E quella mente visionaria di Paul Brown, designer Reebok, non temeva certo di trovare l’idea giusta al momento giusto. Ed assieme all’azienda Design Continuum, fondata da pochi anni, era il 1983, il matrimonio in termini di design avveniristico era bello che siglato.

 

reebok-the-pump-1989

 

Occorreva passare da una semplice scarpa che ci si limitava ad allacciare, magari con un doppio nodo, a qualcosa di esplosivo, che bucasse gli schermi. Ed ecco che in un quel piccolo centro del Massachusetts, a Canton, veniva alla luca l’IDEA. Una pompa ad aria completamente autonoma, piazzata sulla linguetta e sul retro una semplice valvola di rilascio: per gli atleti dunque, bastava piegarsi e pompare aria all’interno della calzatura, in modo da raggiungere la piena calzabilità della scarpa, in perfetto comfort.  Inoltre il sistema Reebok pump garantiva anche una maggior sicurezza sul fronte infortuni, riducendo al massimo la possibilità di slogature.

 

Reebok Pump: ed ora chi fa da uomo immagine ?

 

Ultimato il prodotto, ora serviva trovare il Campione che spingesse il marchio e “pompasse” oltre che le scarpe, anche le vendite. Peccato, Dr. J, alias Julius Erving si era ritirato due anni prima, Michael Jordan invece manco a parlarne, sotto contratto super-blindato con Nike, l’unico nome accessibile era in quella fase storica della NBA Dominque Wilkins aka The Human Highlight Film.

 

 

Il campione c’era, d’altronde una media in carriera di 24.8 punti/partita lo testimonia ed anche le capacità atletiche non erano da poco: lo spettacolo era servito, Reebok Pump sfidava il mondo NIKE.

 

reebok-pump-pubblicità

 

E poi, ci vuole anche un pò di fortuna. Se la stella degli Atlanta Hawks era il giusto mix, arrivava il personaggio che non ti aspetti. In una gara delle schiacciate, in occasione dell’All Star Game 1991,  un carneade che rispondeva al nome di Dee Brown, in maglia Boston Celtics all’epoca, e poi visto anche con le canotte di Raptors e Magic, diventava l’icona. Indossando ai piedi un paio di Reebok Pump OmniLite, Brown vince la gara. E prima di ogni singola schiacciata, in favore di telecamere e del pubblico presente, si inginocchia per pompare le sue calzature al massimo. Non c’è che dire, una schiacciata val bene un piegamento…

Era il 24 Novembre 1989 quando le Reebok’s Pump uscirono in commercio. Il prezzo di lancio, così dovremmo definirlo, non era propriamente alla portata di tutte le tasche, era di 170$. Niente male, anche se correvano i meravigliosi Anni 80 ed i soldi si spendevano molto più facilmente rispetto ai giorni nostri.

 

Share on Facebook0Tweet about this on TwitterShare on Google+0Pin on Pinterest2Share on Reddit0Email this to someone

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.