Rachele Perinelli: chi è la moglie di Vincenzo Nibali

Rachele Perinelli, moglie di Vincenzo Nibali, detto lo Squalo dello Stretto, non arriva dalla Sicilia, bensì da Acuto, un piccolo centro della provincia di Frosinone.

Essere la moglie di un ciclista non è fra i lavori più semplici: con il calendario ormai esteso a 10-11 mesi di sole gare a cui aggiungere gli stages invernali, per la compagna di un corridore spesso la casa è “vuota”. Ecco perchè Vincenzo Nibali, come tanti atleti del pedale, preferiscono portare all’altare la propria donna mentre la carriera è in pieno svolgimento, segnale che le distrazioni “femminili” non fanno parte dei pensieri.

Per Nibali, che ben presto ha dovuto lasciare la sua isola per inseguire il sogno di diventare un ciclista professionista, l’Italia non ha segreti, avendo vissuto diversi anni in Toscana ed in Lombardia. Non appare strano che Rachele arrivi dal piccolo centro frusinate, dove tuttora abita la famiglia d’origine. Nata il 4 ottobre 1985, ha dato alla luce la piccola Emma Vittoria nel febbraio 2014, portandola sul podio dei Campi Elisi nel luglio successivo dove la famiglia ha potuto festeggiare il successo di Vincenzo nel Tour de France.

Rachele non manca d’ironia ed usando i social, all’inizio della stagione 2017 ha saputo stimolare  in maniera simpatica il marito nella rincorsa a nuovi successi. Con una foto in cui vengono ritratti i trofei in bacheca, nel profilo di Rachele il messaggio per il marito più che eloquente: “spolverare casa!! Missione troppo lunga !!! #vincenzonibali non finirò mai”. Siamo sicuri che il messaggio non sia una provocazione ma una speranza, che nella stagione a venire e nel futuro, in casa Nibali siano necessarie molte più mensole e che negli armadi le maglie rosa e gialla diventino una felice ossessione.

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Le frasi famose di Pierluigi Pardo

Pierluigi Pardo è da un paio di stagioni l’uomo della Champions League, prima voce delle telecronache su Mediaset Premium e su Canale 5 in occasioni dei grandi matches della Coppa delle Grandi Orecchie.

NOn solo calcio live, ma anche trasmissioni tv come Tiki-Taka, il lunedì sera su Italia 1 e la partecipazione radiofonica a Tutti Convocati, dal lunedì al venerdì dalle 14.00 alle 15.00 su Radio24, senza tralasciare i suoi interventi sulla carta stampata. Ecco allora che il suo modo particolare di raccontare il calcio è diventato ormai uno status, nell’esultanza per una rete o nel commentare una prodezza.

Le frasi famose di Pierluigi Pardo

Cassano parla italiano, poi all’improvviso comincia a urlare in barese: “Vin’ d’da’! Vin’ d’dou!….

Ecco Silva, ancora Balotelli, c’è Dzeko avanzato, palla per lui, occhio al bosniaco… in pressione… il raddoppio di marcatura… palla dentro, ARONICA SPAZZA MALE, OCCHIO ALLA CONCLUSIONE! DE SANCTIS… [boato] e c’è l’1-1… e c’è l’1-1! Ma l’errore clamoroso… Balotelli non esulta, ma più del solito… l’errore clamoroso è stato al momento del rinvio; il pallone era del Napoli…

E allora De Jong, cerca Dzeko… trova la pancia di Aronica… che tiene il pallone, che prova a ripartire, che mette in movimento Cavani. Attenzione a Lavezzi che prova a partire, Cavani in possesso di palla, De Jong su di lui, palla verso Lavezzi. Attenzione alla sovrapposizione, il cross dentro, CAVANIIII! [boato] CAVANIIII! CAVANIIII! CAVANIIII! HA SEGNATO… CAVANI! 2-1 NAPOLI! [… ] Cavani, 4° gol in Champions League in questa stagione, 11° gol europeo! Sempre di più nella storia del Napoli! È l’uomo delle notti grandi, è l’uomo delle notti che valgono una vita intera, è l’uomo delle grandi partite, è l’uomo delle 5 triplette in azzurro, è l’uomo del 2-1 Napoli! E adesso cambia tutto, di nuovo…

Occhio alla battuta, cercato Cavani, ECCOLO! [boato] 1-0 NAPOLI! 1-0 NAPOLI! FORSE HA TOCCATO IL MATADOR! 1-0 NAPOLI! CAMBIA TUTTO, PRIMA DEL 20′!

Manca ancora qualche secondo, bisogna gestire un ultimo pallone [fischio finale e boato] È FINITA! È FINITA! È FINITA! 2-1 NAPOLI! SI VA A VILLARREAL! SI VA CON LA POSSIBILITÀ DI SOGNARE ANCORA! SI VA CON GLI OCCHI LUCIDI, DI GIOIA, NON PIÙ DI PAURA! Si va con la consapevolezza di aver fermato la squadra più in forma d’Europa, la squadra che aveva vinto le ultime 9 partite. Si va con gli occhi del matador Cavani! Si va, pronti a cantare Oje vita mia, per 30 secondi, dopo il super-spot!

Mancano 600 secondi alla fine della partita

Salgono i 5 saltatori

Ecco il cambio, fuori Alessandro Del Piero. E allora, adesso, l’unica colonna sonora dev’essere lo stadio. È un momento storico. Dentro Pepe, fuori Del Piero. Eccoci qui. Le strette di mano degli avversari, le braccia verso l’alto, questo giocatore è di tutti, è di tutto il calcio italiano, è di tutti quelli che amano il calcio, è di tutti quelli che amano il bello, è di qualsiasi bambino quando comincia a giocare a pallone, quando istintivamente rincorre un pallone, sogna di essere un grandissimo, sogna di essere un grande dentro il campo e fuori. 704 presenze, 289 goal. Sempre dalla stessa parte, sempre con la stessa maglia. Anche Colantuono, quasi con una carezza. PELLE D’OCA!

Duecento volte Del Piero! La storia, l’esempio, la maglia. […] È un momento storico per la Juve, per Del Piero, per il calcio italiano perché quest’uomo è davvero una leggenda vivente, un esempio assoluto e oggi ha toccato un traguardo straordinario: duecento gol con la stessa maglia.

Una nuova possibilità, 49:35, uno contro uno, se la porta sul mancino, va morbido dentro! [boato] Dentro! Sergi Roberto! Sergi Roberto! Sergi Roberto! Sergi Roberto! Sergi Roberto! Sergi Roberto! Sei volte Barça! Sei volte Barça! Io non ci capisco niente! Io non ci capisco niente! […] Se siamo pazzi di questo gioco è per questo motivo! [gol di Sergi Roberto al 95′]
Non ha più tempo. Vince il Barça! Vince 6-1! Per la prima volta in 186 tentativi una squadra riesce a ribaltare il 4-0, e c’è qualcosa di logico nel pensare che questa squadra sia il Barcellona. E che tutto sia avvenuto in questo stadio, con questa musica, con questa spinta, e con questi giocatori. [fischio finale]

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Albo d’Oro Giro di Romandia

Il Giro di Romandia, la cui prima edizione si disputò nel secondo dopoguerra, anno 1947, è ormai da qualche anno punto di riferimento per chi vuole vincere il Tour de France. L’albo d’oro della corsa romanda parla spesso italiano: sono ben 13 le vittorie azzurre, sebbene l’ultimo successo risalga nel lontano (ormai) 2000 quando Dario Frigo seppe bissare il trionfo dell’annno precedente.

Nella classifica All-time segue la Svizzera con 12 successi mentre la Francia si ferma a 10.

L’Albo d’Oro del Giro di Romandia
annoprimosecondoterzo
1947(BEL) Désiré Keteleer(ITA) Gino Bartali(SVI) Ferdi Kübler
1948(SVI) Ferdi Kübler(LUX) Jean Goldschmit(LUX) Mathias Clemens
1949(ITA) Gino Bartali(SVI) Ferdi Kübler(ITA) Settimio Simonini
1950(FRA) Edouard Fachleitner(SVI) Hugo Koblet(FRA) Kléber Piot
1951(SVI) Ferdi Kübler(SVI) Hugo Koblet(SVI) Fritz Schär
1952(NED) Wout Wagtmans(SVI) Hugo Koblet(BEL) Raymond Impanis
1953(SVI) Hugo Koblet(ITA) Pasquale Fornara(FRA) Louison Bobet
1954(FRA) Jean Forestier(ITA) Pasquale Fornara(SVI) Carlo Clerici
1955(SVI) René Strehler(SVI) Hugo Koblet(SVI) Max Schellenberg
1956(ITA) Pasquale Fornara(SVI) Carlo Clerici(SVI) René Strehler
1957(FRA) Jean Forestier(ITA) Guido Carlesi(SVI) Hugo Koblet
1958(FRA) Gilbert Bauvin(BEL) Pino Cerami(ITA) Giovanni Pettinati
1959(SVI) Kurt Gimmi(SVI) Rolf Graf(SVI) Alfred Rüegg
1960(FRA) Louis Rostollan(FRA) Édouard Delberghe(BEL) Joseph Hoevenaers
1961(FRA) Louis Rostollan(ITA) Giuseppe Fezzardi(ITA) Imerio Massignan
1962(ITA) Guido De Rosso(ITA) Franco Cribiori(FRA) Joseph Novales
1963(BEL) Willy Bocklant(ESP) Federico Bahamontes(ITA) Guido De Rosso
1964(SVI) Rolf Maurer(NED) Hubertus Zilverberg(ITA) Gastone Nencini
1965(ITA) Vittorio Adorni(SVI) Rolf Maurer(SVI) Robert Hagmann
1966(ITA) Gianni Motta(FRA) Raymond Delisle(SVI) Rolf Maurer
1967(ITA) Vittorio Adorni(SVI) Louis Pfenninger(BEL) Armand Desmet
1968(BEL) Eddy Merckx(FRA) Raymond Delisle(SVI) Robert Hagmann
1969(ITA) Felice Gimondi(ITA) Vittorio Adorni(BEL) Antoine Houbrechts
1970(SWE) Gösta Pettersson(ITA) Davide Boifava(NED) Joop Zoetemelk
1971(ITA) Gianni Motta(ITA) Antonio Salutini(BEL) Willy Van Neste
1972(FRA) Bernard Thévenet(BEL) Lucien Van Impe(FRA) Raymond Delisle
1973(BEL) Wilfried David(BEL) Lucien Van Impe(BEL) Michel Pollentier
1974(NED) Joop Zoetemelk(ITA) Wladimiro Panizza(NED) Fedor den Hertog
1975(ESP) Francisco Galdós(SVI) Josef Fuchs(NOR) Knut Knudsen
1976(BEL) Johan De Muynck(BEL) Roger De Vlaeminck(BEL) Eddy Merckx
1977(ITA) Gianbattista Baronchelli(NED) Joop Zoetemelk(NOR) Knut Knudsen
1978(NED) Johan van der Velde(NED) Hennie Kuiper(BEL) Johan De Muynck
1979(ITA) Giuseppe Saronni(ITA) Gianbattista Baronchelli(NED) Henk Lubberding
1980(FRA) Bernard Hinault(ITA) Silvano Contini(ITA) Giuseppe Saronni
1981(SWE) Tommy Prim(ITA) Giuseppe Saronni(NED) Peter Winnen
1982(NOR) Jostein Wilmann(SWE) Tommy Prim(ITA) Silvano Contini
1983(IRL) Stephen Roche(AUS) Phil Anderson(SWE) Tommy Prim
1984(IRL) Stephen Roche(SVI) Jean-Marie Grezet(SVI) Niki Rüttimann
1985(SVI) Jörg Müller(POR) Acácio da Silva(SWE) Tommy Prim
1986(BEL) Claude Criquielion(FRA) Jean-François Bernard(FRA) Bruno Cornillet
1987(IRL) Stephen Roche(FRA) Jean-Claude Leclercq(FRA) Ronan Pensec
1988(NED) Gerard Veldscholten(SVI) Tony Rominger(SVI) Urs Zimmermann
1989(AUS) Phil Anderson(FRA) Gilles Delion(GBR) Robert Millar
1990(FRA) Charly Mottet(GBR) Robert Millar(BEL) Luc Roosen
1991(SVI) Tony Rominger(GBR) Robert Millar(USA) Mike Carter
1992(USA) Andrew Hampsten(ESP) Miguel Indurain(FRA) Charly Mottet
1993(SVI) Pascal Richard(ITA) Claudio Chiappucci(USA) Andrew Hampsten
1994(SVI) Pascal Richard(FRA) Armand de Las Cuevas(USA) Andrew Hampsten
1995(SVI) Tony Rominger(LET) Pëtr Ugrumov(ITA) Francesco Casagrande
1996(ESP) Abraham Olano(UCR) Oleksandr Honcenkov(ITA) Giuseppe Guerini
1997(RUS) Pavel Tonkov(GBR) Chris Boardman(SVI) Beat Zberg
1998(SVI) Laurent Dufaux(SVI) Alex Zülle(ITA) Francesco Casagrande
1999(FRA) Laurent Jalabert(SVI) Beat Zberg(ITA) Wladimir Belli
2000(ITA) Paolo Savoldelli(ESP) Joseba Beloki(SVI) Laurent Dufaux
2001(ITA) Dario Frigo(ESP) Félix García Casas(ITA) Wladimir Belli
2002(ITA) Dario Frigo(SVI) Alex Zülle(AUS) Cadel Evans
2003(USA) Tyler Hamilton(SVI) Laurent Dufaux(ESP) Francisco Pérez
2004(USA) Tyler Hamilton(SVI) Fabian Jeker(ITA) Leonardo Piepoli
2005(COL) Santiago Botero(ITA) Damiano Cunego(RUS) Denis Men’šov
2006(AUS) Cadel Evans(ESP) Alberto Contador(ESP) Alejandro Valverde
2007(NED) Thomas Dekker(ITA) Paolo Savoldelli(KZK) Andrej Kašeckin
2008(GER) Andreas Klöden(CEZ) Roman Kreuziger(ITA) Marco Pinotti
2009(CEZ) Roman Kreuziger(RUS) Vladimir Karpec(EST) Rein Taaramäe
2010(SLO) Simon Špilak*(RUS) Denis Men’šov(AUS) Michael Rogers
2011(AUS) Cadel Evans(GER) Tony Martin(KZK) Aleksandr Vinokurov
2012(GBR) Bradley Wiggins(USA) Andrew Talansky(POR) Rui Costa
2013(GBR) Chris Froome(SLO) Simon Špilak(POR) Rui Costa
2014(GBR) Chris Froome(SLO) Simon Špilak(POR) Rui Costa
2015(RUS) Ilnur Zakarin(SLO) Simon Špilak(GBR) Chris Froome
2016(COL) Nairo Quintana(FRA) Thibaut Pinot(ESP) Jon Izagirre
2017

In Rosso i ciclisti che vinsero nello stesso anche il Tour de France*L’edizione 2010 venne vinta dallo spagnolo Valverde, poi squalificato dal TAS di Losanna per due anni dal 1º gennaio 2010, quindi i risultati ottenuti da quella data vennero successivamente cancellati.

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Romania-Italia 1-0: finisce l’era Bearzot nella primavera 1983

Romania – Italia: da campioni del mondo nell’estate 1982, gli azzurri di Bearzot avrebbero dovuto fare un sol boccone degli avversari nel girone di qualificazione agli Europei che si sarebbero svolti a casa di Michel Platini, nel giugno 1984. Chi non ricordava la rapidità di Paolo “Pablito” Rossi, le corse di Cabrini sulla fascia, i “morsi” di Claudio Gentile alle caviglie di assi come Maradona e Zico oppure il grido di gioia di Tardelli che mostrò a tutto il mondo cosa significa segnare in una finale mondiale.

Ebbene pochi mesi e tutto si dissolse: fu l’est europeo a sbarrarci la strada, prima la Cecoslovacchia e poi la Romania guidata in panchina da quella volpe che risponde al nome di Mircea Lucescu che lasciò le sue impronte anche nella Serie A italiana.

La notte di Bucarest fu l’inizio del declino per tanti, a partire da Enzo Bearzot che rimarrà ancora sulla panchina chiudendo mestamente il ciclo a Messico 1986. La critica, che aveva dovuto ingoiare l’amaro successo in Spagna dopo averlo seppellito durante la fase di preparazione ed i primi tre matches del girone di Vigo, non aspettava altro.

Le curiosità del match

-Match numero 315 per la Romania e numero 404 per l’Italia

-Era il nono confronto fra le due nazionali.

-La Romania non aveva mai battuto gli azzurri.

– Il precedente incontro aveva visto, il 4 dicembre 1982, terminare 0-0 a Firenze. L’Italia schierò nuovamente Zoff, Gentile, Marini, Collovati, Conti, Tardelli, Rossi, Antognoni ed Altobelli mentre la Romania giocò ancora con Rednic, Ungureanu, Iorgulescu, Stefanescu, Andone, Klein, Camataru, Augustin, Boloni e Balaci.
Fra gli azzurri Bordon e Vierchowod rimasero ancora in panchina mentre la Romania fece rimanere seduti ancora Moraru e Geolgau.

-Italia non vinceva dalla notte del Bernabeu contro la Germania Ovest. Tornerà alla vittoria soltanto il 5 ottobre di quell’anno contro la Grecia in amichevole per 3-0.

-Fu la prima apparizione di Roberto Bettega dopo il tremendo infortunio che aveva subito nel novembre 1981 in uno scontro di gioco con il portiere dell’Anderlecht. Fu anche la sua ultima partita con la maglia azzurra.

Il tabellino del match

Aprile 16, 1983 Romania 1-Italia 0
Qualificazione Europei Francia 1984-Gruppo5 5
Stadio: 23 Agosto di Bucarest
Spettatori: 80,000
Arbitro: Michel Vautrot (Francia)
Marcatore: Ladislau Boloni 23

Romania:
1-Dumitru Moraru (Dinamo Bucurest) [23 caps / 0 goals]
2-Mircea Rednic (Corvinul) [18 caps / 0 goals]
6-Gino Iorgulescu (Sportul Studentesc) [18 caps / 0 goals]
3-Costica Stefanescu (Universitatea Craiova) [40 caps / 0 goals]
4-Nicolae Ungureanu (Universitatea Craiova) [12 caps / 0 goals]
5-Ionel Augustin (Dinamo Bucurest) [21 caps / 2 goals] (14-Ioan Andone (Corvinul) [15 caps / 1 goals] 70)
10-Ladislau Boloni Tîrgu) [60 caps / 15 goals]
8-Michael Klein (Corvinul) [18 caps / 4 goals]
11-Ilie Balaci (Universitatea Craiova) [61 caps / 8 goals]
7-Ion Geolgau (Universitatea Craiova) [9 caps / 0 goals] (16-Sorin Cirtu (Universitatea Craiova) [6 caps / 0 goals] 87)
9-Rodion Doru Gorun Camataru (Universitatea Craiova) [27 caps / 8 goals]

Coach: Mircea Lucescu
Booked: Ungureanu,Camataru

Other Subs:
12-Vasile Iordache (Steaua)
13-Nicolae Negrilla Universitatea Craiova)
15-Zoltan Crisan (Universitatea Craiova)

Italia:
1- Dino Zoff (Juventus) [111 caps / 0 goals]
2-Claudio Gentile (Juventus) [67 caps / 1 goals]
3-Antonio Cabrini (Juventus) [43 caps / 4 goals]
4- Giampiero Marini (Internazionale) [20 caps / 0 goals]
5-Fulvio Collovati (Internazionale) [38 caps / 3 goals]
6-Gaetano Scirea (Juventus) [60 caps / 2 goals]
7-Bruno Conti (Roma) [24 caps / 3 goals]
8-Marco Tardelli (Juventus) [67 caps / 6 goals]
9-Paolo Rossi (Juventus) [32 caps / 13 goals]
10-Giancarlo Antognoni (Fiorentina) [71 caps / 7 goals] (15-Giuseppe Dossena (Torino) [12 caps / 1 goals] 56)
11-Roberto Bettega (Juventus) [42 caps / 19 goals] (16-Alessandro Altobelli (Internazionale) [17 caps / 4 goals] 69)

Coach: Enzo Bearzot
Booked: Collovati, Antognoni

A disposizione:
12-Ivano Bordon (Internazionale)
13-Pietro Vierchowod (Roma)
14-Carlo Ancelotti (Roma)

 

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Lincoln City, il club con il diavoletto come simbolo

Arrivare agli ultimi turni di FA Cup può diventare un’impresa da ricordare negli annali, soprattutto se il club storicamente milita nelle categorie inferiori. In questa edizione della Coppa d’Inghilterra a salire agli onori della cronaca è stato il Lincoln City, squadra della quinta categoria anglosassone, che ha stabilito un particolare primato diventando la prima squadra dilettantistica dal 1914 a riuscire a qualificarsi ai quarti di finale della competizione. Sebbene poi sia stata eliminata con un sonoro 5-0 dall’Arsenal di Wenger, la pagina di storia è stata scritta.

Il club, dell’omonima città di Lincoln, è noto per aver un particolare soprannome, ovvero ‘The Imps’, traducibile in italiano con I Diavoletti.

Il nickname ha un’origine indubbia ed è legata al mondo dell’architettura e della religione. Nella città l’edificio più imponente e rinomato è sicuramente la Cattedrale gotica, che per circa 240 anni circa (fra il 1311 ed il 1549) fu addirittura l’edificio più alto del mondo, superando la Piramide di Cheope in Egitto.

All’interno della chiesa, inserito nel capitello di una delle colonne del tempio, venne posizionata una scultura seminascosta di un diavoletto con una gamba incrociata, il che divenne un gioco per i visitatori nello scovarla.

Ma perché venne scelto il diavoletto? La leggenda narra che Satana inviò alcuni demoni sulla Terra per causare il Male. Due di questi sarebbero atterrati, è il caso di dire, nella Cattedrale di Lincoln, con l’obbiettivo di causare disastri.  Uno di questi volle entrare in un libro di preghiere, per lasciare “i suoi ricordi” mentre il secondo finì in un capitello, volendo lanciare dall’alto pietre agli angeli.

Finì la sua corsa però rimanendo incastrato e pietrificato  per l’eternità, diventando esempio per le forze del male di come si può rimanere per sempre.

Dunque l’ ‘imp’ divenne uno dei simboli della città e la squadra di calcio non potè che acquisirlo come soprannome. Sarà soltanto nel 2001 cje avverrà l’incorporazione nel logo.

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Albo d’oro della Premier League

Con il titolo onorifico di campionato di calcio più antico del mondo, il torneo inglese riscuote ogni anno un notevole successo di pubblico. Alzare il trofeo alla fine dell’anno, magari davanti ai propri tifosi, ha un fascino speciale. Il campionato venne disputato per la prima volta nel 1888-89, con un girone di dodici squadre che si affrontarono in partite di andata e ritorno. Ad aggiudicarsi il successo finale fu il Preston North End.

Nella stagione 1992-93 nacque la Premier League che andò a sostituirsi alla Division One quale massimo campionato inglese. Il torneo fu sospeso in due occasioni, a causa delle due guerre mondiali.
Il Manchester United è la squadra più titolata con venti titoli, di cui ben tredici ottenuti a partire dal 1993. Il Liverpool si trova al secondo posto con diciotto riconoscimenti, ed è seguito dall’Arsenal con tredici affermazioni.

StagioneVincitoreSecondo postoTerzo posto
1888-89Preston N.E. (1)Aston VillaWolverhampton
1889-90Preston N.E. (2)EvertonBlackburn
1890-91Everton (1)Preston N.E.Notts County
1891-92Sunderland (1)Preston N.E.Bolton Bolton
1892-93Sunderland (2)Preston N.E.Everton
1893-94Aston Villa(1)SunderlandDerby County
1894-95Sunderland (3)EvertonAston Villa
1895-96Aston Villa(2)Derby CountyEverton
1896-97Aston Villa(3)Sheffield UtdDerby County
1897-98Sheffield Utd (1)SunderlandWolverhampton
1898-99Aston Villa(4)LiverpoolBurnley
1899-00Aston Villa(5)Sheffield UtdSunderland
1900-01Liverpool (1)SunderlandNotts County
1901-02Sunderland (4)EvertonNewcastle Utd
1902-03Sheffield Weds (1)Aston VillaSunderland
1903-04Sheffield Weds (2)Manchester CityEverton
1904-05Newcastle Utd (1)EvertonManchester City
1905-06Liverpool (2)Preston N.E.Sheffield Weds
1906-07Newcastle Utd (2)Bristol CityEverton
1907-08Manchester Utd (1)Aston VillaManchester City
1908-09Newcastle Utd (3)EvertonSunderland
1909-10Aston Villa(6)LiverpoolBlackburn
1910-11Manchester Utd (2)Aston VillaSunderland
1911-12Blackburn (1)EvertonNewcastle Utd
1912-13Sunderland (5)Aston VillaSheffield Weds
1913-14Blackburn (2)Aston VillaMiddlesbrough
1914-15Everton (2)OldhamBlackburn
1919-20West Bromwich (1)BurnleyChelsea
1920-21Burnley (1)Manchester CityBolton Bolton
1921-22Liverpool (3)TottenhamBurnley
1922-23Liverpool (4)SunderlandHuddersfield Town
1923-24Huddersfield Town (1)Cardiff CitySunderland
1924-25Huddersfield Town (2)West BromwichBolton
1925-26Huddersfield Town (3)ArsenalSunderland
1926-27Newcastle Utd (4)Huddersfield TownSunderland
1927-28Everton (3)Huddersfield TownLeicester City
1928-29Sheffield Weds (3)Leicester CityAston Villa
1929-30Sheffield Weds (4)Derby CountyManchester City
1930-31Arsenal (1)Aston VillaSheffield Weds
1931-32Everton (4)ArsenalSheffield Weds
1932-33Arsenal (2)Aston VillaSheffield Weds
1933-34Arsenal (3)Huddersfield TownTottenham
1934-35Arsenal (4)SunderlandSheffield Weds
1935-36Sunderland (6)Derby CountyHuddersfield Town
1936-37Manchester City (1)CharltonArsenal
1937-38Arsenal (5)WolverhamptonPreston N.E.
1938-39Everton (5)WolverhamptonCharlton Charlton
1946-47Liverpool (5)Manchester UtdWolverhampton
1947-48Arsenal (6)Manchester UtdBurnley
1948-49Portsmouth (1)Manchester UtdDerby County
1949-50Portsmouth (2)WolverhamptonSunderland
1950-51Tottenham (1)Manchester UtdBlackpool
1951-52Manchester Utd (3)TottenhamArsenal
1952-53Arsenal (7)Preston N.E.Wolverhampton
1953-54Wolverhampton (1)West BromwichHuddersfield Town
1954-55Chelsea (1)WolverhamptonPortsmouth
1955-56Manchester Utd (4)BlackpoolWolverhampton
1956-57Manchester Utd (5)TottenhamPreston N.E.
1957-58Wolverhampton (2)Preston N.E.Tottenham
1958-59Wolverhampton (3)Manchester UtdArsenal
1959-60Burnley (2)WolverhamptonTottenham
1960-61Tottenham (2)Sheffield WedsWolverhampton
1961-62Ipswich Town (1)BurnleyTottenham
1962-63Everton (6)TottenhamBurnley
1963-64Liverpool (6)Manchester UtdEverton
1964-65Manchester Utd (6)Leeds UtdChelsea
1965-66Liverpool (7)Leeds UtdBurnley
1966-67Manchester Utd (7)Nottingham ForestTottenham
1967-68Manchester City (2)Manchester UtdLiverpool
1968-69Leeds Utd (1)LiverpoolEverton
1969-70Everton (7)Leeds UtdChelsea
1970-71Arsenal (8)Leeds UtdTottenham
1971-72Derby County (1)Leeds UtdLiverpool
1972-73Liverpool (8)ArsenalLeeds Utd
1973-74Leeds Utd (2)LiverpoolDerby County
1974-75Derby County (2)LiverpoolIpswich Town
1975-76Liverpool (9)QPR QPRManchester Utd
1976-77Liverpool (10)Manchester CityIpswich Town
1977-78Nottingham Forest (1)LiverpoolEverton
1978-79Liverpool (11)Nottingham ForestWest Bromwich
1979-80Liverpool (12)Manchester UtdIpswich Town
1980-81Aston Villa(7)Ipswich TownArsenal
1981-82Liverpool (13)Ipswich TownManchester Utd
1982-83Liverpool (14)WatfordManchester Utd
1983-84Liverpool (15)SouthamptonNottingham Forest
1984-85Everton (8)LiverpoolTottenham
1985-86Liverpool (16)EvertonWest Ham Utd
1986-87Everton (9)LiverpoolTottenham
1987-88Liverpool (17)Manchester UtdNottingham Forest
1988-89Arsenal (9)LiverpoolNottingham Forest
1989-90Liverpool (18)Aston VillaTottenham
1990-91Arsenal (10)LiverpoolCrystal Palace
1991-92Leeds Utd (3)Manchester UtdSheffield Weds
Premier League
StagioneVincitoreSecondo postoTerzo posto
1992-93Manchester Utd (8)Aston VillaNorwich City
1993-94Manchester Utd (9)BlackburnNewcastle Utd
1994-95Blackburn (3)Manchester UtdNottingham Forest
1995-96Manchester Utd (10)Newcastle UtdLiverpool
1996-97Manchester Utd (11)Newcastle UtdArsenal
1997-98Arsenal (11)Manchester UtdLiverpool
1998-99Manchester Utd (12)ArsenalChelsea
1999-00Manchester Utd (13)ArsenalLeeds Utd
2000-01Manchester Utd (14)ArsenalLiverpool
2001-02Arsenal (12)LiverpoolManchester Utd
2002-03Manchester Utd (15)ArsenalNewcastle Utd
2003-04Arsenal (13)ChelseaManchester Utd
2004-05Chelsea (2)ArsenalManchester Utd
2005-06Chelsea (3)Manchester UtdLiverpool
2006-07Manchester Utd (16)ChelseaLiverpool
2007-08Manchester Utd (17)ChelseaArsenal
2008-09Manchester Utd (18)LiverpoolChelsea
2009-10Chelsea (4)Manchester UtdArsenal
2010-11Manchester Utd (19)ChelseaManchester City
2011-12Manchester City (3)Manchester UtdArsenal
2012-13Manchester Utd (20)Manchester CityChelsea
2013-14Manchester City (4)LiverpoolChelsea
2014-15Chelsea (5)Manchester CityArsenal
2015-16Leicester City (1)ArsenalTottenham
2016-17
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Amstel Gold Race: il record di Raas beffando Roche e Kelly

Classica della celebre marca di birra olandese, l’Amstel Gold Race appunto, curiosamente non è mai stata vinta da un corridore irlandese, sebbene la nazione del quadrifoglio possa vantare campioni del calibro di Sean Kelly e Stephen Roche, specialisti nelle corse di un giorno.

E fu proprio un “arancione” a beffare il duo Irish, Jan Raas, nella classica del 1982, approfittando della loro aspra rivalità.

La corsa quell’anno partiva da Heerlen a Meersen per complessivi 237 chilometri e la prima grande selezione si ebbe non appena Gerrie Knetemann della TI-Raleigh cominciò a menare le danze sulla salita di Lange Raarberg.

Knetemann lavorava in funzione del suo leader, Raas appunto, che aveva già trionfato in sequenza nel  1977, 1978, 1979 ed 1980. Assieme ai compagni di squadra Leo van Vliet e Frits Pirard, il terzetto fu capace di fare un’aspra selezione riducendo il gruppo a soli 16 corridori, di cui ben 5 erano marchiati TI-Raleigh!!!

Un’ulteriore selezione venne fatta sul Keutenberg quando  il gruppo al comando si ridusse a soli sei elementi. Raas era presente, ma era rimasto da solo.

Compagni d’avventura erano Sean Kelly (Sem-France Loire-Campagnolo) e Stephen Roche (Peugeot-Shell-Michelin), quest’ultimo con uno scudiero, Phil Anderson, oltre a Hennie Kuiper (DAF Trucks-Teve Blad-Rossin) ed il tedesco Gregor Braun (Capri Sonne-Eddy Merckx-Campagnolo).

Il favorito per la vittoria era senza dubbio Kelly, per un arrivo allo sprint. In quell’annata l’irlandese si era già aggiudicato quattro tappe e la classifica finale della Parigi-Nizza.

Ma Roche e Anderson potevano giocarsi le loro chances con un gioco di squadra mentre il tedesco Braun godeva di un’ottima condizione avendo raggiunto la terza moneta alla Paris-Roubaix ed essendosi aggiudicato la Kuurne-Brussels-Kuurne.

Raas volle rompere gli indugi e ad un km dal traguardo partì da solo mentre gli altri rimasero in attesa. Roche non ci stava a perdere e si lanciò all’inseguimento. Il ritardo però si rivelò incolmabile e per il l’Olandese Volante fu il suo quinto successo, record tuttora imbattuto.

Classifica finale
1 Jan Raas (TI-Raleigh-Campagnolo) 6hr 10min 45sec
2 Stephen Roche (Peugeot-Shell-Michelin) @ 2″
3 Gregor Braun (Capri Sonne-Eddy Merckx-Campagnolo) 7″
4 Sean Kelly (Sem-France Loire-Campagnolo)
5 Phil Anderson (Peugeot-Shell-Michelin)
6 Hennie Kuiper (DAF Trucks-Teve Blad-Rossin)
7 Ludo Peeters (TI-Raleigh-Campagnolo) 1’14”
8 Adrie Van Der Poel (DAF Trucks-Teve Blad-Rossin)
9 Jostein Wilmann (Capri Sonne-Eddy Merckx-Campagnolo)
10 Ad Wijnands (TI-Raleigh-Campagnolo) 2’18”

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