Le frasi famose di Peppino Prisco

Le frasi famose di Peppino Prisco

Giuseppe Prisco, detto Peppino, si è reso famoso per le sue frasi nel quasi mezzo secolo passato con la carica di vicepresidente dell’Inter, avendo iniziato nella società nerazzurra nel lontano 1963. E’ stato al fianco di ben cinque presidenti, passando da Carlo Rinaldo Masseroni ad Angelo Moratti, da Ivanoe Fraizzoli ad Ernesto Pellegrini per finire con Massimo Moratti. E’ venuto a mancare il il 12 dicembre 2001 in seguito ad un infarto.

Le citazioni più famose di Peppino Prisco

Dopo aver stretto la mano a un milanista corro a lavarmela. Dopo averla stretta ad uno juventino, mi conto le dita.

A Milano ci sono due squadre: l’Inter e la primavera dell’Inter.

I festini a luci rosse dei giocatori dell’Inter? Non ne so niente, quando escono non mi chiamano mai.

Prima di morire mi faccio la tessera del Milan, così sparisce uno di loro.

Un pronostico per Juventus-Milan di questa sera? Spero perdano entrambe.

[Dopo la partita di Coppa dei Campioni interrotta a Marsiglia da un improvviso black-out dell’illuminazione, che i rossoneri non vollero riprendere] Sto preparando lo striscione del Milan Club Marsiglia. C’è già lo sponsor: l’Enel.

Se lo scudetto non potesse andare all’Inter, farei certo il tifo per l’altra squadra di Milano: la Scarioni, nella quale ho giocato anch’io.

Il Milan primo in classifica? Un refuso tipografico.

Vedere Milan-Cavese 1-2 del 1982 in televisione, con i cugini in B è una cosa che fa molto bene a chi è malato.

L’interista più simpatico? Giacinto Facchetti. Fece un gol al Napoli in mezzo alla nebbia e venne a cercarmi a bordo campo per abbracciarmi. Ci mise tre minuti per trovarmi.

Il Milan in B. E per ben due volte: una… a pagamento e una… gratis. Sono dell’idea che una retrocessione cancelli almeno cinque scudetti conquistati e che la vittoria di una Mitropa Cup elimini i residui.

Tutti i miei figli sono interisti. Una volta mi hanno chiesto se mio figlio Luigi avesse tifato per il Milan. Ho risposto: lui ha gli occhi azzurri ed è chiaro di capelli, mentre io ero scuro e ho gli occhi neri. Se Luigi avesse tifato Milan, avrei chiesto la prova del sangue. Perché a quel punto non mi sarei fidato neanche di mia moglie.

Io sono contro ogni forma di razzismo, ma mia figlia in sposa a un giocatore del Milan non la darei mai.

Il rigore negato in Juventus-Inter? Non è stato assolutamente un furto. In realtà si è trattato di ricettazione.

L’errore più grande dell’Inter… Cedere Roberto Carlos e non comprare Platini: era già nostro.

Il presidente vorrebbe un 3-0. Io invece nei confronti dei milanisti sono più generoso, mi accontento di una vittoria su autorete allo scadere.

La Juventus è come una malattia che uno si trascina dall’infanzia. Alla lunga ci si rassegna.

Chiedo scusa ai miei genitori, ma in mezzo alla foto di loro due io porto sempre quella di Ronaldo.

L’Inter nacque da una scissione del Milan… Ecco la dimostrazione che si può fare qualcosa di importante partendo da niente!

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