Le frasi famose di Massimo Moratti

Le frasi famose di Massimo Moratti

Massimo Moratti è stato il patron, non padrone, ma papà dell’Inter per tanti anni, dopo aver visto il proprio padre Angelo fare grande i colori nerazzurri nel corso degli Anni Sessanta.

E forse, in rispetto ed onore del proprio genitore, ha voluto mantenere la presidenza e la proprietà del Biscione fino a quando non è riuscito a trionfare, portandola addirittura al Triplete, prima ed unica squadra italiana finora ad essere riuscita.

Ecco allora le frasi famose di Massimo Moratti, ora e sempre nerazzurro a vita.

Le frasi famose di Massimo Moratti

Come regalo ad un arbitro? Prosciutto, a Natale. Anche sciarpe o guanti, ma il prosciutto è il regalo più gradito. Si mangia e non rimane come prova.

Per me è difficile vedermi di sinistra, sono petroliere, proprietario di una squadra di calcio, quello tra i presidenti che spende di più… Ma la gente mi considera di sinistra.

Siamo in un paese democratico e non si può impedire a nessuno di andare allo stadio. Io penso che i tifosi debbano andare anche in trasferta, ma è chiaro che questo è valido quando i tifosi fanno i tifosi. Se fanno qualcos’altro sono qualcos’altro e allora devono essere presi dei provvedimenti.

Lippi disse: “Ho allenato l’Inter, ma mi sono sempre sentito della Juve”. Fece male. Credeva fosse una cortesia nei confronti degli juventini, ma era una scortesia nei confronti degli interisti.

Non importa se Balotelli non esulta, se segna un paio di gol del genere per partita accetto tutto.

L’Inter è un grande allenamento alla pazienza.

Il fatto che l’Inter abbia vinto dopo Calciopoli dimostra quanto questa sia stata una vera truffa per il calcio italiano, una prova in più di quanto stava accadendo. Era frustrante quando dicevano che spendevo e non vincevo. Calciopoli è stata una cosa veramente volgare oltre ad una fregatura economica.

L’Inter è Milano, i tifosi dell’Inter sono sempre stati considerati i milanesi veri… L’Inter ha sempre rappresentato l’orgoglio dello sport milanese, ha più radici l’Inter per la città che il Milan anche se poi, comunque, anche la squadra rossonera ha fatto bene.

 

Moratti nel giorno della vittoria della Champions

 

Blatter è un grande dirigente del calcio mondiale ed è bene che ne resti il punto di riferimento in un momento così delicato per il movimento.

Cantare con Celentano è come giocare con Pelé: fantastico.

Chi vince lo scudetto se lo merita sempre perché ha avuto più continuità, più possibilità di esprimersi al meglio e quindi chi lo vince lo merita sempre.

[Javier Zanetti] Anche quando è stanchissimo riesce comunque a mantenere la dignità, la voglia, l’orgoglio di un giocatore professionale, come credo non ce ne siano mai stati.

[Alla domanda “Moggi dice che con Bergamo ci parlava anche Facchetti…”] Non c’è niente di male a parlare con Bergamo. La differenza sta nelle cose che si dicono.

[Su Marotta e le polemiche con Stramaccioni] È simpatico, ma spensierato per il suo significato in italiano è qualcosa di peggio rispetto a quello che lui ha voluto lasciare intendere a fine partita.

Sono presidente da anni. La mancanza di uno scudetto vinto sul campo mi pesa in maniera terribile. Ma quanti scudetti avremmo vinto se i campionati fossero stati regolari? Questa volta abbiamo un avversario in meno, vincere sembra obbligatorio e facile. La responsabilità di vincere ce la siamo sempre sentita ma stavolta siamo in una situazione difficilissima.

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