Italian Saints: in alto i cuori, siamo il Southampton!

Italian Saints: in alto i cuori, siamo il Southampton!

Con Francesco Giorgetti, presidente del fans club italiano del Southampton, conosciamo gli Italian Saints, nato nel giorno di una sconfitta e rimasto unito, in salute ed in malattia, come nel migliore dei matrimoni, per tifare il club con casa nel mitico St. Mary.

 

Cosa è nato il gruppo e la passione per i Saints e come l’avete diffusa

Nasce per le ragioni più disparate e irrazionali, anche perché i Saints non sono certo una squadra di blasone o abituata a vincere. Tanti dei nostri soci hanno iniziato a seguire il Southampton grazie alle gesta di Matthew le Tissier. Il club nacque nel 2001 e utilizzammo annunci sul Guerin Sportivo e Gazzetta per raccogliere membri. Oggi siamo in più di 300 simpatizzanti.

 

Come seguite le vicende del club a distanza: ritrovi comune, dirette live, via internet etc

Ogni anno andiamo diverse volte a Southampton, la scorsa stagione è stata esaltante per via delle partite contro l’Inter in Europa League e la finale di League Cup a Wembley. In alternativa, commentiamo live sul gruppo whatsapp o sulla pagina Facebook.

 

Italian Saints, in alto i bicchieri

 

Quale giocatore che milita in Serie A vedreste bene con la maglia dei Saints

Pavoletti. Sarebbe un attaccante perfetto per la Premier e conoscendo il suo carattere (ha giocato nel mio Varese), a Southampton si troverebbe benissimo.

 

Quali iniziative portate avanti durante la stagione ed i programmi per la prossima stagione.

Tentiamo di organizzare viaggi di gruppo tutte le volte che c’è la possibilità, o diamo supporto ai membri che hanno l’occasione di assistere ad una partita perché magari di passaggio in UK. Per la prossima stagione, stiamo valutando il calendario. Senza gli impegni in Europa, il focus tornerà sul campionato, magari visitando qualche nuovo stadio.

 

In trasferta, tutti appassionatamente

 

I contatti che avete con il club ufficiale, amicizie nate con i tifosi inglesi

Il Southampton non ha una policy di riconoscimento ufficiale dei propri gruppi di tifosi. Detto questo, Italian Saints ha sempre avuto buoni rapporti con le dirigenze che si sono succedute. Abbiamo di recente incontrato il presidente. Negli anni abbiamo inoltre consolidato amicizie con tifosi locali, con cui ci ritroviamo in occasione di ogni trasferta.

 

Un’ideal Top Ten dei giocatori che più vi son rimasti nel cuore

La mia personale (dal 2000 ad oggi): Niemi, Dodd, M Svensson, Fonte, Bale, Walcott, A. Svensson, Marsden, Le Tissier, Pahars, Lambert. In panchina Jones, Bridge, Lundekvam, Oakley, Schneiderlin, Lallana, Beattie.

Trasferte a Southampton: i vostri luoghi preferiti, come decidete la partita da seguire, la vostra road-map per e dopo gara

Di solito ci troviamo direttamente a Southampton, facilmente raggiungibile in treno da Londra. E’ tradizione il drink prima della gara al Banana Wharf, in zona Marina: locale tranquillo ma che porta bene! Poi a piedi fino allo Stadio dove visitiamo lo shop, prima di attendere giocatori e “celebrities” all’ingresso principale.

Le partite sono scelte considerando diversi fattori: lo stadio di Southampton non è enorme, quindi per trovare un buon numero di biglietti dobbiamo puntare a gare con squadre non blasonate o partite di Coppa. In trasferta, le partite a Londra sono quelle più comode ma anche quelle più complicate lato tagliandi… fattibili solo nei turni infrasettimanali.

I rapporti con tifoserie italiane di squadre inglesi

Siamo nell’Italian Connection di Quellichelapremierleague.com. Partecipiamo ogni anno all’omonimo torneo con alterne fortune calcistiche, ma con grande risultato il termini di amicizia, condivisione e divertimento con i nostri “colleghi” malati di Premier!

 

Italian Saints al torneo di Milano 2017

 

Cosa pensate della Premier League e del calcio inglese ed un confronto con quello italiano

La Premier League è sempre stata più spettacolare della Serie A, e il clima con cui viene vissuto l’evento è molto diverso. Si ha la sensazione di assistere ad un “Evento sportivo”, confezionato in modo da renderlo sempre più accattivante, e non a una mera partita di calcio in cui il risultato è l’unico driver. Detto questo, la Premier si sta evolvendo, in alcuni casi in peggio. Personalmente i tanti (troppi) soldi hanno aumentato la qualità, ma “corrotto” lo spirito del football inglese. Coppa di Lega e FA Cup spesso trascurate, giocatori più preoccupati dell’immagine e del portafoglio che di giocare a calcio … etc. E’ un calcio più “internazionale” e meno caratteristico, e da alcuni punti di vista è un male.

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