Il Tour de France che ispirò Freddy Mercury ed i Queen

L’estate 1978 stava disegnando nel cielo del ciclismo la stella di Bernard Hinault: “il tasso”, come veniva chiamato, avrebbe vinto nel caldo luglio francese la sua prima (di cinque) Grande Boucle. Il bretone partiva nel lotto dei favoriti, dopo aver vinto in primavera la Vuelta di Spagna; inoltre il vincitore dell’edizione 1976, il belga Lucien Van Impe, si era fratturato la clavicola mentre il connazionale Bernard Thevenet appariva fuori forma, tanto che nel corso della 11-esima tappa fu costretto al ritiro.

Se per le prime due settimane sembrò una corsa dal pronostico aperto, l’ultima settimana si trasformò in una lotta a due fra Hinault e Joop Zoetemelk, quando il leader della corsa Michel Pollentier venne letteralmente sbattuto fuori dalla corsa dopo la vittoria all’Alpe d’Huez. Infatti il belga, dopo essersi aggiudicato una delle tappe regina ed aver conquistato la maglia gialla, venne scoperto a falsare il controllo antidoping, utilizzando una sorta di vescica artificiale, al fine di poter immettere urina “pulita” nella provetta del test.

Zoetemelk ottenne così il simbolo del primato, strappato dal francese in occasione della crono individuale con arrivo a Nancy e conservato dallo stesso fino ai Campi Elisi.

Mentre tutto questo susseguirsi di emozioni avveniva sulle strade francesi, la rock band dei Queen stava chiusa negli studi di registrazione del sud del paese, dove avrebbe dato vita ad un album con canzoni rimaste nella storia della musica come Fat Bottomed Girls e Don’t Stop Me Now. Un’altra opera contenuta nell’album sarà invece Bicycle Race.

I Queen avevano iniziato a produrre presso i Super Bear Studios, a Berre-les-Alpes vicino alla Costa Azzurra. Poi, quasi mossi da ispirazione, decisero di andare in direzione nord, presso i Mountain Studios a Montreux, e fu la cosa buona e giusta.

Mentre si trovavano nella città svizzera, si svolgeva la 18-esima tappa del Tour da Morzine a Losanna e lo spettacolo, parve, ispirò Freddie Mercury nel comporre proprio Bicycle Race.

La tappa si movimentò grazie all’attacco di Mariano Martinez, teso a conquistare la maglia a pois, il simbolo della classifica degli scalatori, fino a quel momento sulle spalle di Hinault; un attacco fortunato, dato che il bretone era concentrato sul bersaglio grosso, il Tour.

Martinez passò in vetta sul Pas-de-Morgins sul confine franco-elvetico ed anche sulla Côte de Blonay, non molte ore dopo che Mercury era giunto a Montreux.

Martinez venne ripreso da gruppo ed a soli 8 km dal traguardo, un gruppo comprendente Gerrie Knetemann, Joseph Bruyère, Paul Wellens, Joaquin Agostinho e Edouard Janssens, partì in fuga.

A 2 soli chilometri dalla meta, Knetemann s’involò ed andò a trionfare con 13 secondi di vantaggio su Bruyère. Zoetemelk mantenne la maglia gialla, che avrebbe perso soltanto due giorni dopo.

Tre mesi dopo quella magnifica tappa, Bicycle Race venne edita come single. Raggiunse la posizione N° 11 nella classifica UK ed la n° 24 in quella americana. Altra storia fu quella del video, che provocò scandalo per l’epoca. Affittato il Wimbledon Greyhound Stadium, 65 ragazze completamente nude vennero fatte girare in bici sull’anello del circuito, impegnate in una gara.

Quando l’azienda che aveva noleggiato le bici scoprì che fanciulle nude, seppur graziose, si erano sedute, pretese che venissero acquistati tutti i sellini!!!

La vincitrice della gara fu ritratta sulla copertina del 45 giri mentre all’interno del LP Jazz era possibile trovare in omaggio un poster rappresentante una bella panoramica delle cicliste nude. Questo video fu censurato perché considerato troppo spinto per l’epoca.

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