I calciatori che hanno concluso la carriera con un espulsione

I calciatori che hanno concluso la carriera con un espulsione

Terminare la carriera con un’espulsione, nel momento in cui il mondo calcistico è pronto ad applaudirti anche se sei stato avversario per una vita intera, e rovinare tutto, partita ed immagine personale.

Se tutti conosciamo la vicenda di Zinedine Zidane che si fece cacciare nel corso della finale della Coppa del Mondo 2006, contribuendo in un certo modo alla vittoria dell’Italia, vi sono altri personaggi che hanno fatto la stessa fine.

Per esempio Jürgen Kohler, roccioso difensore tedesco visto in Italia con la maglia della Juventus che diede il passo d’addio facendosi sventolare il cartellino rosso al minuto 31 della finale di Coppa Uefa 2002 quando indossava la maglia del Borussia Dortmund. I suoi compagni, rimasti in dieci, persero per 3-2 contro il Feyenoord che ebbe anche la fortuna di alzare la coppa al cielo di fronte ai suoi tifosi, visto che quell’edizione vide lo svolgimento della finalissima (in gara unica), proprio a Rotterdam.

l'espulsione di Kohler

 

Quasi a farlo apposta, anche un altro ex juventino terminò la carriera…negli spogliatoi. Edgar Davids, che fu plurivincitore in patria con l’Ajax, tra Eredivisie, Champions League e Coppa Uefa e poi, alla Juve, tre volte scudettato, terminò di giocare in Inghilterra, indossando la maglia del Barnet, squadra di un quartiere di Londra dove l’olandese si era trasferito per vivere.

Nel match contro il Salisbury City, Edgar svolgeva il doppio ruolo di allenatore-giocatore ma, forse per un eccesso di grinta, si vide sventolare il cartellino rosso, il terzo in stagione. Fu la svolta; comunicò immediatamente la decisione alla dirigenza di appendere le scarpette al chiodo e si dedicò esclusivamente alla gestione tecnica della squadra londinese.

l'espulsione di Edgar Davids

 

Cambiamo torneo e passiamo a quello olandese. Mark van Bommel, ex del Milan, concluse la sua carriera in patria, tra le fila del PSV e con il grado di capitano. Nell’ultimo di campionato, contro il Twente, il 12 maggio 2013, si vide ammonire due volte e dunque espulso dal direttore di gara che ne decretò con leggero anticipo, la fine della carriera.

van Bommel, commentando l’episodio, seppe far buon uso dell’ironia e, facendo un collegamento con la stagione degli uomini Philips disse: “Il cartellino rosso che ho ricevuto forse è un riflesso dell’intera stagione”.

Il PSV infatti terminò al secondo posto in campionato e perse la finale di Coppa d’Olanda contro l’AZ Alkmaar.

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