George Robledo, il calciatore che finì in un disco di John Lennon

George Robledo, il calciatore che finì in un disco di John Lennon

Musica e calcio vanno d’accordo? Certamente, numerosi sono i dischi realizzati per beneficenza ma talvolta può essere una prodezza ad entrare nella storia delle note musicale. La vicenda di Jorge Robledo e Lennon, in arte John.

 

 

Entrare direttamente in un disco di John Lennon come fece il calciatore cileno George Robledo merita di essere raccontato in un post.

Jorge Robledo Oliver nacque il 14 aprile 1926 a Iquique, in Cile. DI padre cileno e madre inglese, all’età di 5 anni si trasferì in Inghilterra, nei pressi di Brampton. Cominciò dapprima a lavorare nelle miniere locali e poi a praticare il gioco del calcio in maniera amatoriale, come attaccante, nella compagine dell’Huddersfield Town, fino al 1946, quando poi il Barnsley FC gli offrì un contratto professionistico che gli permise di abbandonare le umide e fredde miniere.

Nei primi tre anni di carriera mise a segno ben 45 reti, tanto che il Newcastle gli mise gli occhi addosso. Jorge però, mise una condizione al suo passaggio: solo se avessero firmato anche il fratello Ted, avrebbe accettato, altrimenti se ne sarebbe rimasto comodamente in provincia. Il Newcastle allora, per non farsi sfuggire il talento cileno, firmò entrambi per 26.500 sterline, ricomponendo la famiglia Robledo.

Entrò nelle fila della nazionale del suo paese, tanto da venire convocato per i Mondiali 1950 in Brasile, sebbene non parlasse nemmeno una parola di spagnolo. Ed il caso volle che il Cile esordì proprio contro l’Inghilterra, la nazione che lo aveva accolto. Uscì sconfitto per 2-0 e la nazionale non fece molto strada, non superando lo scoglio del girone eliminatorio.

Nel 1951 divenne primatista: ebbene si, fu il primo giocatore sudamericano a disputare una finale di FA Cup, nella quale sconfisse con il suo Newcastle per 2-1 il Blackpool. L’anno seguente altro trionfo, fu capocannoniere del torneo inglese e nuovamente raggiunse la finalissima di Coppa, segnando la rete decisiva contro l’Arsenal, al minuto 84. Un fotografo riuscì ad immortalare il momento esatto della segnatura ed al contempo, un bimbo di appena 11 anni, a Liverpool, decise di disegnare quel momento che gli era rimasto impresso.

Quel bambino si chiamava John Winston Lennon e conserverà per sempre quella sua opera artistica.

Nel 1974 John Lennon pubblicò il suo disco Walls and Bridges, e decise di mettere in copertina dell’album alcuni suoi disegni fatti da piccino, ed uno di quelli fu proprio il momento del goal di Robledo, vecchio di 22 anni.

Tornando al personaggio, Robledo era già rientrato nel paese natio, nel 1953, per giocare con il Colo-Colo, cosa che suo fratello aveva fatto poco prima. Dopo cinque stagioni, rimase fermo una stagione per poi concludere la carriera tra le fila del Deportivo O’Higgins, ritirandosi nel 1960.

Lavorò come ingegnere civile nelle miniere e successivamente, fu anche allenatore e maestro pedagogo in un collegio inglese presso Viña del Mar, città nella quale morirà il primo aprile  1989 in seguito ad infarto, all’età di appena 62 anni.

Il disco Walls and Bridges: la storia

Walls and Bridges fu il nono album da solista di John Lennon e venne pubblicato nell’ottobre del 1974.
Ideato e registrato durante il suo periodo di separazione da Yoko Ono, il disco cattura Lennon nel bel mezzo del suo famoso “lost weekend”, un lasso di tempo che durò diciotto mesi. L’album raggiunse la prima posizione in classifica negli Stati Uniti ed in Canada, la terza in Norvegia, la quarta in Australia, la sesta in Svezia e Regno Unito e la settima in Danimarca e contiene l’unico singolo da numero 1 dell’intera carriera solista in vita di Lennon, il brano Whatever Gets You Thru the Night.

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