Le frasi famose di Gino Bartali

Le frasi famose di Gino Bartali

Gino Bartali, detto Ginettaccio, per via della sua lingua tagliente e del carattere a tratti scontroso e difficile da accettare. Ma il campione di ciclismo aveva un’anima ed un cuore di leone e, solo dopo la sua morte, si seppe della sua opera per salvare migliaia di ebrei dai lager nazisti perché in silenzio per una volta, Bartali seppe fare la miglior fuga della sua vita, senza applausi ma per amore della Vita.

Allora le sue frasi celebri rimangono e rimarranno per sempre scolpite nel marmo.

Il bene si fa ma non si dice. E certe medaglie si appendono all’anima, non alla giacca.

Gli italiani sono un popolo di sedentari. Chi fa carriera ottiene una poltrona.

Tutto sbagliato, tutto da rifare!

Alla Madonna ho promesso che avrei fatto le cose per bene, perché tutto quello che faccio, lo faccio a nome suo. E così lei è stata attenta a non farmi sbagliare.

[Dopo la tappa del Bondone al Giro d’Italia del 1956] Non avrei mai pensato di dover faticare così tanto anche in macchina.

Oggi prendo una pensione di 600 mila lire al mese, una lira per ogni chilometro finito in bici.

Inutile affannarsi in vita dietro i soldi. Tanto l’ultimo vestito è sempre senza tasche.

Ti ho conosciuto per sbaglio, ma è stato lo sbaglio più bello della mia vita!

Se lo sport non è scuola di vita e non è solidarietà, non serve a niente

 

E di lui dissero altri grandi dello sport e della cultura italiana

«Gino era generoso ed aveva coraggio da vendere. Poi era molto religioso e la sua era una religiosità profonda e attiva. Credo proprio che quel tipo di comportamento fosse in linea perfetta con la sua personalità: generosa e integerrima» – ALFREDO MARTINI  – Ciclista degli anni 40 e poi Commissario Tecnico della Nazionale Italiana.

«La liturgia non fa sempre Vangelo, come tutti sanno, e Starace non ha proprio inventato nulla offrendo strani paludamenti agli italiani. Anziché esibire pugnali (dal taglio falso) tu baciavi reliquie. E la difficile conciliazione della morale con la vita corrente era espressa dalla tua rabbia agonistica. Non la dolce rassegnazione del mistico, bensì la grinta dei santi guerrieri» – GIANNI BRERA  – “Sant’Ignazio nei garretti” Lettera a Gino Bartali

Fausto [Coppi] era ancora nella camera ardente. Arrivò Bartali. Prese la mano di Fausto e disse: «È incredibile, è incredibile». Pianse e pregò alla sua maniera. Il grande duello era finito per sempre. – Candido Cannavò

Gino si rivelò un personaggio meraviglioso, Se è vero che Coppi era il mito, Bartali era l’uomo della campagna toscana, che dal suo carattere riusciva a tirare fuori le cose migliori. (Adriano De Zan)

Oh, quanta strada nei miei sandali | quanta ne avrà fatta Bartali | quel naso triste come una salita | quegli occhi allegri da italiano in gita | […] | e vai che io sto qui e aspetto Bartali | scalpitando sui miei sandali | da quella curva spunterà | quel naso triste da italiano allegro. (Paolo Conte)

Riconosco la sua pedalata ascoltandone il suono. (Félicien Vervaecke)

Volete sapere chi transiterà per primo sotto il traguardo posto vicino al Santuario della Madonna? Ma chi, se non Gino il Pio? (Alfredo Binda)

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