Detroit Pistons: i Bad Boys torneranno presto

Detroit Pistons: i Bad Boys torneranno presto

La leggendaria epoca dei Bad Boys è lontana anni luce: ed allora? Tifare per i Detroit Pistons è roba da duri, come l’atmosfera per chi vive nella città dell’auto. Talento serve per vincere, ma anche durezza e qualche spigolosità, avere Isiah Thomas in squadra non ti serve se non hai un Bill Laimbeer pronto a fare a botte se serve.

 

Ed allora, sotto con l’intervista, step-back, jump and ciuff!!!

 

Fate a gara a chi colleziona il maggior numero di gadgets dei Detroit Pistons?

– No, nessuna gara di gadgets. Io, per dire, ho solo una giacca ed una canotta (anche se cerco il bis), ma l’importante è la passione che ci accomuna.

 

Perché ci si appassiona al basket americano.

-Ci si appassiona perché è il basket ai massimi livelli, a livello tecnico/tattico non è neanche distante anni luce rispetto il top delle squadre Europee, ma a livello fisico/atletico non c’è proprio paragone.

 

Dove trovate il tempo per seguire in maniera assidua la squadra, a cosa rinunciate insomma

-Il tempo bisogna ricavarlo rinunciando alle ore di sonno, ovviamente in base agli impegni. Quest’anno sono riuscito a seguire solo 20-25 partite in diretta, ma mi informo sempre su tutte le altre.

 

Seguite il basket italiano? In cosa lo trovate distante, carenze o cosa portereste nel mondo americano

-Il basket Italiano lo seguo abbastanza, le partite trasmesse da Sky le guardo quasi tutte, ma non mi appassiona come quello Americano.

-Le differenze principali riguardano fisico ed atletismo, anche se tuttavia anche giocatori che in NBA erano a dir poco mediocri, in campionati come quello italiano sono riusciti a fare la differenza: evidentemente non sono gli unici aspetti.

 

Come gestite, la pagina, quanti siete, come vi dividete i compiti

La pagina la gestisco da solo, è una pagina nata da a malapena un anno e la fanbase non è poi così ampia: speriamo sempre che la squadra inizi un ciclo vincente, in modo che si avvicinino più italiani possibili. Per esempio, fino 4 anni fa la fanbase dei Golden State Warriors in Italia era quasi inesistente, mentre ad oggi è una fra le 3-4 più numerose: però bisogna iniziare a vincere.

 

Quale giocatore italiano vi piacerebbe giocasse nella franchigia

– Mi sarebbe piaciuto vedere Melli, ho un debole per lui anche se il minutaggio sarebbe sicuramente limitato.

 

Avete un incontro comune, un raduno o vi sentite soltanto tramite i canali social

-Ci sentiamo solo attraverso canali social.

 

Quali altri sport americani seguite con passione eventualmente

-Nessuno, se non il torneo Big 3 (sempre legato al basket) che hanno organizzato questa estate: classica americanata, roba da nostalgici.

 

Con chi dei Pistons andreste al bar a divertirvi

-Con Stanley Johnson, dà l’idea di essere uno che sa come divertirsi.

 

La stella di Detroit Stanley Johnson

 

Con chi invece non vi mettereste nemmeno a tavola

-Con Jon Leuer, ha troppo la faccia da bravo ragazzo.

 

La rivalità più accesa per i Detroit Pistons

-Forse quella con i Pacers, per via delle serie PO nella prima metà degli anni’00 e della rissa più famosa della storia; c’è una grande antipatia, ma è andata scemando negli anni per via delle sfide poco importanti. Siamo sempre stati una squadra ‘ammazza grandi’, negli anni dei primi due titoli abbiamo spesso eliminato Jordan, chiuso il ciclo dei Celtics di Bird e battuto i Lakers di Magic in finale.
Nel 2004 abbiamo battuto i Lakers di Shaq e Kobe ai quali si erano aggiunte altre due leggende come Malone e Payton, a cui abbiamo negato (a Gary momentaneamente) le speranze di titolo. Insomma, sicuramente siamo stati antipatici a tanti, ma anche una delle squadre più rispettate della lega: speriamo di tornare a quei livelli già da quest’anno.

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