Che fine ha fatto Andy van der Meyde

Che fine ha fatto Andy van der Meyde

Andy van der Meyde poteva essere una stella di prima grandezza del calcio mondiale, ma il suo talento venne perso, e con quello rischiò anche di perdere la vita, fra alcol, donne, droghe pesanti come la cocaina e le folle corsi in auto. Ma andiamo con ordine. La sua vita non ebbe proprio degli inizi felici. Figlio di un padre alcolizzato e giocatore d’azzardo pesante,  Andy decise fin da giovane di dimenticare quel padre “perso”, optando per il cognome della madre poco prima di entrare a far parte del settore giovanile dell’Ajax.

La sua carriera, da quel momento, sembrava aver tracciato la strada giusta ma….cominciarono i primi divertimenti. Fra settore giovanile e prima squadra iniziò la sua amicizia con personaggi “poco raccomandabili” come Zlatan Ibrahimovic e Mido. Le prime corse in auto sulla tangenziale di Amsterdam, sfidandosi a chi schiacciava più l’acceleratore. Ma se lo svedese prese davvero il volo per l’Italia, cominciando a vestire le casacche delle squadre più prestigiose, per van der Meyde le prestazioni con i Lancieri furono un fuoco di paglia.

Lo volle l’Inter di Massimo Moratti, acquistandolo per 6 milioni di euro: preso il volo per Milano, iniziarono le passioni alternative. Innamoratissimo della sua prima moglie, allestì per la sua amata un vero e proprio giardino zoologico, con tanto di cammello. Il biennio interista si rivela poca cosa: 32 presenze ed una sola rete, sebbene spettacolare, nel match di Champions League contro l’Arsenal. Fa le valigie e passa all’Everton, ma poco cambia. Nellla prima stagione colleziona appena 10 presenze mentre i primi problemi seri d’alcolismo cominciano a manifestarsi. Finisce fuori squadra nella seconda annata, relegato nella squadra riserve poichè i guai di salute vengono a galla.

 

 

Il ritorno in patria, nelle file del PSV, è la sua prima ancora di salvezza. Nel marzo 2010 comincia ad allenarsi, senza disputare alcuna gara ufficiale. Svincolato, decide di ritirarsi ad appena 31 anni. Passano pochi mesi e firma un nuovo contratto con il WKE, club che milita in terza divisione olandese.  Le sole 6 presenze lo convincono che è meglio cedere il passo. Ma da quel momento non smette di apparire in pubblico. Comincia ad allenarsi seriamente praticando kickboxing e diventando personaggio pubblico con un programma televisivo curioso. Memore delle sue esperienze al volante, intervista per un emittente nazionale i calciatori della Eredivisie mentre è al volante della sua auto. Non c’è che dire, Andy van der Meyde va sempre al massimo!!

Andy van der Meyde: i suoi problemi con la droga

Come racconterà poi nella sua autobiografia “senza nessuna pietà”, nella sua esperienza inglese con la maglia dell’Everton, comincia a mischiare cocaina ed alcol come fosse cosa normale. Festini a base di droga e gite in strip-club gli costano la carriera e soprattutto l’amore della moglie che, dopo averlo fatto pedinare, lo mette di fronte al fatto compiuto. Lo lascia e porta via con sè le due figlie, di cui una affetta da una grave malattia all’intestino. Il fisico comincia a cedere e soprattutto la mente, tanto da arrivare a rubare le medicine dallo studio del medico sociale dei Toffies. Tocca il fondo quando, durante una conferenza stampa, si addormenta di fronte ai giornalisti.

L’ultima perla di Andy van der Meyde? Con l’Olanda non qualificata per i Mondiali di Russia 2018, ha voluto consigliare il suo amico Frank De Boer, possibile candidato alla panchina degli Orange. E l’ex interista lo ha fatto in maniera chiara, usando i canali social: “Frank de Boer vuole pensarci qualora gli venisse chiesto dell’Olanda? Non farlo cazzo! Pensa a te stesso”.

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