Quando ad Anfield i tifosi del Liverpool si fecero la doccia

A volte può piovere quando c’è il sole, a volte può piovere dal basso!! Così fu nel novembre 2012 per una parte di tifosi del Liverpool che, assiepati nelle prime file vicino al terreno di gioco, vennero innaffiate da uno spruzzatore guasto che si mise a funzionare in maniera irregolare poco prima del rientro in campo dei Reds e del Newcastle, la squadra ospitante.

I tifosi delle prima 20 fila del settore cosiddetto Paddock ebbero così una doccia inattesa e non gradita, data la stagione autunnale. La partita si chiuse sul punteggio di 1-1: per il Liverpool, guidati da Brendan Rodgers, la Premier League si chiuse con un dignitoso settimo posto mentre i Magpies si salvarono a stento all’ultimo turno.

Le Grandi rimonte nel ciclismo: Basso-Bitossi a Gap 1972

Il caldo pomeriggio di Gap 72: Bitossi credeva di aver vinto e Marino Basso lo superò a pochi metri dal traguardo. Le Grandi Rimonte nel ciclismo.

Il Mondiale di ciclismo è proprio la corsa di un giorno: sui circa 280 km che ogni anno vede i più forti ciclisti del globo confrontarsi per poter indossare per un anno intero la maglia iridata, la vittoria di un outsider è più di una semplice coincidenza.

Ma quando il sogno sta per diventare realtà e ti viene strappato dalle mani, tutto o quasi può finire quel giorno. Probabilmente per “Cuore Matto” Franco Bitossi, il traguardo di Gap, quel 7 agosto 1972, sarà ancora un incubo.

L’italiano sembrò involarsi a tre chilometri dal traguardo e parve irraggiungibile per il gruppo. Quei trenta metri di vantaggio, lieve, parvero sufficienti. Alle sue spalle, come avvoltoi pronti a piombare sul povero “animale ferito” c’erano i grandi nomi delle due ruote come Merckx, Guimard, Zoetemelk mentre quattro italiani tentavano di frenare gli inseguitori.

A 200 metri dall’arrivo è sempre primo, seppure la strada prenda leggermente a salire. Merckx e Guimard tentano l’ultimo scatto per riacciuffare il fuggitivo. Marino Basso, ancora fresco, quando si accorse che Bitossi stava per essere inghiottito dal gruppo, operò uno scatto fulminante che sorprese i due. Poi il povero Bitossi venne agilmente dall’uomo di Caldogno che si aggiudicò il titolo, lasciando al compagno di nazionale soltanto la piazza d’onore, davanti a Guimard e Merckx.

Arnoux-Villeneuve, la sfida infinita al GP di Francia 1979

Mario Poltronieri, indimenticato telecronista della Formula 1 sulle reti Rai, ci ha appena lasciato ad 87 anni. Lo vogliamo ricordare nel racconto del duello al Gp di Francia del 1979 sul circuito di Digione fra Gilles Villenueve (Ferrari) e René Arnoux (Renault).

Ciao Mario, da lassù vedrai la Formula 1 meno romantica della tua epoca, ma saprai osservare sempre il lato tecnico ed umano del Circus.

Napoli-Pescara 8-2: la valanga azzurra si abbatte su Galeone

Partito il campionato nel mese di ottobre, causa Giochi Olimpici di Seul, la Serie A 1988-89 vede ai nastri di partenza il Napoli di Maradona teso a riprendersi lo scudetto, perso nella stagione precedente sul filo di lana quando gli azzurri vennero sorpassati solo al terzultimo turno dal Milan che nello scontro diretto al San Paolo trionfò per 3-2.

Dopo l’epurazione estiva, che vide partire uomini del calibro di Giordano e Bagni, il Napoli al terzo turno si trovava già con l’ansia di dover  vincere e convincere. Gli avversari, il Pescara di Mister Galeone, sfiorarono il record negativo di reti subite in un torneo della massima serie. Per gli spettatori partenopei, si trattò di un pomeriggio assai piacevole….

IL TABELLINO

Domenica 23 ottobre 1988 Napoli – Stadio San Paolo, 3° turno di andata

NAPOLI-PESCARA 8-2 (4-0)

Reti: 3′Careca, 7′ Carnevale, 36′ Maradona, 39′ Alemao; 51′ e 53′ Carnevale; 59′ Gasperini (rig), 60′ Careca, 65′ Edmar (rig), 84′ Maradona

Napoli: Giuliani, Ferrara, Francini (46′Carannante) Corradini, Alemao, Fusi, Crippa, De Napoli, (60′Filardi), Careca, Maradona, Carnevale. All Bianchi In panchina: Di Fusco, Bigliardi, Giacchetta

Pescara: Zinetti, Bruno R, Camplone, Di Cara, Junior, Bergodi, (46′ Marchegiani F.), Pagano, Gasperini, Edmar, Tita, Miano. All Galeone In panchina: Gatta, Caffarelli, Zanone

Arbitro: Amendolia di Messina

Ammoniti: Carnevale (N), Pagano (P) – Spettatori: 57.624

Serie A, la partita con il record di goals: Milan-Atalanta 9-3

Campionato 1972-73: il 15 ottobre scendono in campo a San Siro Milan ed Atalanta. Era la terza giornata di Serie A, ed obbiettivi diversi separavano le due compagini: ospiti in caccia di un punto, in lotta strenuamente per la salvezza mentre rossoneri desiderosi di conquistare lo scudetto per cucirsi sul petto la stella.

L’andamento del match fu segnato ben presto: tre reti nella prima mezzora e fu notte fonda per gli orobici. Milan-Atalanta 1972-73 detiene tuttora il primato di partita di Serie A con il maggior numero di reti. Il precedente primato era dl undici gol ed apparteneva allo stesso Milan (con Ambrosiana. Inter e Genoa), che lo aveva stabilito per ben due volte nel ’50-’51: sempre contro l’Atalanta (7-4 a Bergamo) e contro 11 Novara (9-2 a Milano). Undici reti erano infatti state realizzate anche nel ’37-’38 in Ambrosiana-Bari (9-2) e nel ’42’43 in Genoa-Lazio (6-5). La maggiore differenza reti venne invece inflitta dal Torino all’Alessandria nel campionato ’47-’48: 10-0 al Filadelfia.

Tuttavia, entrambi i contendenti, videro la loro stagione finire in maniera tragica, sportivamente parlando.

Il Milan, dopo aver conquistato la Coppa delle Coppe a Salonicco, perderà lo scudetto all’ultima giornata nella Fatal Verona. Peggio andrà all’Atalanta, che retrocederà in Serie B per differenza reti complessiva (!!!)

“Ad un certo punto anche il tabellone luminoso di San Siro fece « tilt »: troppi gol, troppi marcatori per cui l’operatore continuò a segnare il nome di Rivera per tre, quattro volte come se in campo ci fosse soltanto lui”. Inizia così il racconto di Giorgio Gandolfi sulla Stampa di una delle partite più incredibili del campionato italiano, l’incontro con più gol nella storia del nostro calcio.

LE CURIOSITA’

L’estremo difensore dei bergamaschi Pianta non subiva goals da 7 partite. Tale fu la situazione che si era creata in campo che dopo la settima rete subita, il tecnico Corsini lo sostituì con Marcello Grassi. L’Atalanta, in maniera beffarda, vincerà la partita dei calci d’angolo per 9-3.

IL TABELLINO DEL MATCH

Domenica 15 ottobre 1972 – San Siro, Milano
MILAN-ATALANTA 9-3
Reti: 16′ Prati, 30′ Bigon I, 33′ Divina, 35′ Rivera, 40′ Benetti II, 50′ Chiarugi, 52′ Rivera, 54′ Ghio, 55′ Prati, 64′ Bigon I, 88′ Carelli, 90′ Prati
MILAN: Belli, Anquilletti, Zignoli, Rosato I, Schnellinger, Biasiolo I, Bigon I, Benetti II, Prati, Rivera, Chiarugi (67′ Magherini) – All.: C. Maldini – DT: Rocco
ATALANTA: Pianta (56′ Grassi), Maggioni, Divina, Savoia, Vianello, Picella, Sacco, Carelli, Pirola, Ghio, Vernacchia – All.: Corsini
Arbitro: Giunti

Quando Carl Lewis fece flop cantando l’inno nazionale americano

Cantare l’inno nazionale americano: per Carl Lewis fischi alla velocità della luce

E’ tradizione ormai secolare negli USA che prima di ogni evento sportivo venga cantato l’inno nazionale americano. E se nella maggior parte delle volte sono cantanti professionistici o perlomeno che sappiano utilizzare al meglio le loro corde vocali, può accadere che colui il quale abbia l’onore, possa miseramente fallire. Ed esattamente questo accadde al mitico Carl Lewis: il “Figlio del Vento” seppe rimediare i fischi così rapidamente che dovette interrompere e riprendere da capo, visto che le prime note parevano poco più di un gorgheggio.

Il 21 gennaio 1993, quando ormai Lewis dominava da un decennio le piste in tartan, volle provare a cimentarsi di fronte al pubblico; stava già da qualche anno pensando al suo futuro post-gare, e l’arte canora lo stimolava. Peccato che già i primi dischi, che furono lanciati sul mercato giapponese, non facevano ben sperare in un avvenire luminoso. Alla Brendan Byrne Arena, prima della partita NBA New Jersey Nets- Chicago Bulls e di fronte ad un’altra leggenda dello sport mondiale come Michael Jordan, Carl Lewis scese sul terreno di gioco con una giacca color rosso fiammante e, preso il microfono in mano, riuscì a steccare dopo  le prime note, provocando le grasse risate di alcuni giocatori ed i fischi (meritati) di una parte del pubblico.

 

Saronni vince mondiale 1982: la fucilata di Goodwood

Se l’anno prima a Praga 1981, Giuseppe Saronni, detto Beppe, aveva perso il Mondiale per un nonnulla, battuto in volata, sul filo di lana, dal belga Freddy Maertens, il ciclista lombardo aveva dentro di sè una gran voglia di rivincita. Ed il percorso di Goodwood sembrava proprio il teatro adatto. Piatto, con il traguardo in leggera ascesa che avrebbe potuto far accendere il suo motore, ed il suo spunto finale che lascerà tutti sorpresi per la rapidità, verrà ribattezzato la fucilata di Goodwood.

Ecco gli attimi finali, rivisti con la telecronaca originale di Adriano De Zan. Sull’onda emotiva, il finale di stagione per Saronni sarà trionfale: alzerà le braccia al cielo in occasione della vittoria al Giro di Lombardia. E nella primavera successiva completerà l’opera andando a conquistarsi in maglia iridata la Milano-Sanremo, ultima corsa di prestigio che mancava nel suo carniere.