SERIE D: GIOVANI “D VALORE” CON 10 IN CONDOTTA !!

Il Calcio Montebelluna non solo “Cantera di talenti sportivi” ma anche di Disciplina !!

La Prima Squadra del Monte, da cinque anni la più giovane d’Italia, si è posizionata al SECONDO POSTO NELLA CLASSIFICA NAZIONALE di Coppa Disciplina, trofeo che premia la squadra che meglio si è comportata nel corso della Stagione Sportiva.

I giovani “D valore” hanno lasciato alle spalle 160 squadre, incorrendo in sole 47 ammonizioni in 34 giornate di campionato; significa che in media in ogni partita è stato ammonito un solo giocatore !!

Mister Zulian, lo scorso anno si era aggiudicato il trofeo alla giuda della squadra Juniores Nazionale del Monte.

Il primato nazionale è stato consolidato dal buon comportamento dei dirigenti biancocelesti mai incorsi in sanzioni sportive.

Il Capitano Perosin afferma: ”Per noi raggiungere il secondo posto nella Coppa Disciplina è motivo di orgoglio. In partita ci possono essere momenti dove un giocatore può perdere la testa, ma in questa squadra, nonostante ci fossero personalità forti, si è sempre stati corretti, grazie alla coesione dello SPOGLIATOIO. Lo stile del Calcio Montebelluna è uscito ancora una volta”.

Uno spogliatoio di ragazzi di grandi valori umani e comportamentali in linea con lo stile della Società del Presidente Marzio Brombal che esprime così la sua soddisfazione: “Squadra Brava, Giovane e…. Corretta!”.

 

Il Metodo Monte lo fanno i comportamenti !!

Ufficio Stampa _ Calcio Montebelluna 1919

Giro d’Italia 1987: quando la crono fu la discesa del Poggio!

Per l’edizione 1987 del Giro d’Italia, gli organizzatori vollero sconvolgere il piano classico della corsa rosa proponendo ben tre tappe, nei soli primi quattro giorni, contro il tempo. Dopo il cronoprologo di 4 km a Sanremo e prima di una tappa contro il tempo dal chilometraggio classico (43 km), venne inserita una tappa speciale per la sua conformazione, la discesa del Poggio, 8 km fondamentali per stabilire chi potrebbe vincere (e chi al contrario non vincerà) la Milano-Sanremo.
Il prologo venne vinto dal bresciano Roberto Visentini, il vincitore della corsa rosa dell’anno precedente, battendo di stretta misura il canadese Steve Bauer.

La mattina seguente, la semitappa vide salire agli onori della cronaca l’olandese Erik Breukink che riuscì ad avere la meglio, sui limitatissimi 31 km complessivi, su Phil Anderson, secondo a 16 secondi. Il pomeriggio, i ciclisti si sarebbero dovuti trasformare in discesisti sopraffini, ma i pareri non erano concordi. L’asfalto era ritenuto molto più pericoloso di quello attuale e l’irlandese Stephen Roche non ebbe timori ad esprimere la sua opinione: “Quest’anno sono già morti tre colleghi-disse ai giornalisti-mi sembra che stiano cercando di avere il quarto”.

A differenza dei favoriti per la vittoria finale, Roche scelse di utilizzare una bici classica e la sua scelta fu fondamentale. Battè il polacco Lech Piasecki, uno degli specialisti dell’epoca, di tre soli secondi mentre Erik Breukink, staccato di ulteriori tre secondi, prese la maglia rosa.
Per Roche basterà attendere la terza tappa pr conquistare il sigillo del primato, che lascerà poi al compagno di squadra Visentini. Alla tappa n° 15 Roche strapperà la testa della classifica all’italiano, conducendo fino alla fine ed iniziando l’anno che lo porterà alla vittoria al Tour e poi al Mondiale di Villach, realizzando un clamoroso Triplete.

Qual’è l’inno della Roma: Venditti e la sua passione per i giallorossi

Sebbene tanti ritengano la popolare canzone di Antonello Venditti l’inno ufficiale del club giallorosso, la canzone iscritta come la musica che deve accompagnare ogni partita casalinga dei Lupi è “Roma (non si discute, si ama)” (noto anche come Roma Roma o Roma Roma Roma), sembra scritta e cantata dal popolare cantautore romano, pubblicata per la prima volta nel 1975 come tredicesima traccia della raccolta Canzone d’autore ed uscita nello stesso anno come singolo.

La canzone nasce da una sfida: uno degli autori, Giampiero Scalamogna, alias Gepy & Gepy, (gli altri furono Sergio Bardotti e Franco Latini), raccontò che nel 1974, come sfida, dopo un incontro presso gli studi della RCA italiana con Giorgio Chinaglia e gli Oliver Onions.

Il brano venne presentato alla squadra, alla presenza del presidente Gaetano Anzalone e dell’allenatore Nils Liedholm ed il derby cittadino con la Lazio fu l’occasione, il 1° dicembre 1974, per sentirlo allo stadio. Poi, fatto curioso, nel successivo match casalingo contro la Fiorentina del 15 dicembre 1974, la canzone venne diffusa dagli altoparlanti dello stadio Olimpico dopo la rete di Domenico Penzo, il che portò la società ad essere sanzionata.

La canzone divenne l’inno ufficiale della Roma, diffuso prima dell’inizio della partita, tranne la parentesi 1978-1983, quando venne sostituito dal brano “Forza Roma Forza Lupi” di Lando Fiorini, “sembra per volontà del presidente Dino Viola che non gradiva avere un inno composto da un cantautore all’epoca politicamente esposto come Venditti”[4].
Nel 2013, a seguito di un’intervista radiofonica nella quale Venditti dichiarò che lo spirito della sua canzone non si identificava più con l’attuale impostazione della società, si diffuse sulla stampa italiana la notizia, poi smentita dallo stesso Venditti, che l’autore volesse “Togliere l’inno” alla squadra.
Sul lato B del singolo era presente “Derby” che conteneva “cori, suoni e rumori” registrati durante una partita, intervallati da una musica firmata da Sergepy ed eseguita dalla Pyrol.

Il testo dell’Inno della Roma

Roma Roma Roma
core de ‘sta Città
unico grande amore
de tanta e tanta ggente
che fai sospirà.
Roma Roma Roma
lassace cantà,
da ‘sta voce nasce n’coro
so’ centomila voci
ciai fatto ‘nnamorà.
Roma Roma bella,
t’ho dipinta io
gialla come er sole
rossa come er core mio
Roma Roma mia
nun te fà ‘ncantà
tu sei nata grande
e grande hai da restà
Roma Roma Roma
core de ‘sta Città
unico grande amore
de tanta e tanta gente
m’hai fatto ‘nammorà

Rosario Central, il club di Messi nato grazie alla ferrovia

Da quale squadra arriva Leo Messi? Tanti sanno che è nato nella città di Rosario, spesso definita la Milano d’Argentina per la sua impronta industriale e d’affari, ma nello specificare il nome del club, per chi conosce la geografia calcistica, a prima vista si tratta di rispondere con il 50% di probabilità

E’ il Rosario Centrale la squadra che vide nascere e svilupparsi il talento del numero 10 albiceleste e del Barcellona. Il club rosarino nacque il 24 dicembre 1889, quando un gruppo di lavoratori delle ferrovie della provincia di Santa Fè, diedero origine al Central Argentine Railway Athletic Club, più semplicemente conosciuto come Rosario Central.

Il club è uno dei più antichi del paese ancora esistenti, creato soltanto 20 anni dopo l’introduzione del gioco del calcio da cittadini inglesi emigrati per lavoro nel lontano 1868. Dominarono la lega locale, vincendo nel complesso 12 titoli fra il 1908 ed il 1938, inclusa una striscia consecutiva dal 1914 al 1917.

Nel 1939 entrarono a far parte della lega nazionale, ma dovettero aspettare fino al 1971 per togliersi la soddisfazione di trionfare nel campionato. Finora vantano tre successi, di cui l’ultimo risale al 1987. Nel palmares vantano anche un coppa CONMEBOL, che diventerà poi la Coppa Sudamericana.

La casa del Rosario, l’Estadio Gigante de Arroyito, ha visto scendere sul terreno di gioco assi del calibro di Mario Kempes, poi vincitore del Mondiale di casa del 1978, oltrechè top-scorer e l’attuale stella del PSG  Ángel di María (35 presenze dal 2005 al 2007).

Tuttavia nella storia delle “canaglie” vi è anche l’onta della retrocessione, subita nel 201o.

Tra i suoi tifosi più celebri vi fu senza ombra di dubbio Ernesto Che Guevara, rosarino di nascita, tanto che la sua effigie è riportata in svariati stendardi dai sostenitori del Central.

Quando i tifosi del Marsiglia appesero Valbuena in curva

L’esposizione dei manichini con addosso le maglie dei calciatori della Roma quali De Rossi, Salah e Nainggolan, fuori dal Colosseo,ha sicuramente suscitato ribrezzo. La successiva rivendicazione di alcuni tifosi laziali, sebbene ancora da vagliare, ha acceso la rivalità a distanza di una settimana dal derby della Capitale che ha visto la Lazio festeggiare una vittoria netta sul campo.

Ebbene, una tale manifestazione si ebbe anche in uno stadio, precisamente in un Marsiglia-Lione del settembre 2015, quando i tifosi di casa “rovesciarono” tutta la loro rabbia nei confronti dei due ex di turno, Jérémy Morel e Mathieu Valbuena.

Posticipo serale della Ligue 1, e dunque con un ampio ritorno mediatico, i tifosi dell’OM superarono senza dubbio i limiti della decenza. Oltre al lancio di oggetti verso i due “reprobi”, ad un certo punto venne addirittura issato un fantoccio dalle sembianze del trequartista francese e mostrandolo nel settore più caldo della tifoseria marsigliese.

L’arbitro interruppe il match per un quarto d’ora e proprio in questo lasso di tempo si palesò ancor di più l’inciviltà dei tifosi, che non smisero  di cantare cori offensivi nei confronti degli avversari e creare problemi rischiando di danneggiare la propria squadra con un 0-3 a tavolino. La partita poi, una volta ripresa, terminò con un pareggio per 1-1.

Derby di Istanbul: quando Souness piantò la bandiera del Gala in mezzo al campo

Dello scozzese Graeme Souness, visto in Italia con la maglia della Sampdoria, ricordiamo la statura, il controllo del gioco e la grinta come ogni buon calciatore che proviene da Oltremanica. Poi, smessi i panni d’atleta, i primi passi vennero mossi in patria con Rangers e poi con la squadra che lo rese celebre, il Liverpool. Ma fu l’acceso derby della capitale turca a renderlo memorabile, quando da tecnico del Galatasaray andò a piantare la bandiera giallorossa del club a centrocampo nello stadio degli odiati rivali del Fenerbahce, diventando per sempre icona dei tifosi del Gala.

Ai box causa un’operazione a cuore aperto, Souness tornò al lavoro in Turchia, ricevendo l’incarico dal club di Istanbul per la stagione 1995/96, terminando però soltanto al quarto posto del torneo nazionale.

La Coppa nazionale diventava il momento del riscatto. Con la formula delle coppe europee, andata/ritorno, avrebbe dovuto superare il Fenerbahce. In casa vinse per 1-0, rendendo il ritorno un match ad altissima tensione, sul campo e sugli spalti.

E tale fu l’agonismo, che il match richiese il prolungamento ai tempi supplementari, dopo lo 0-1 al 90°. Ma al minuto 116 Dean Saunders realizzò la rete del pareggio, dando così il successo ai giallorossi.

Manco a dirlo, l’atmosfera al Sukru Saracoglu Stadium divenne incandescente. Ed il tecnico scozzese, per dimostrare il suo attaccamento ai colori, prese dalle mani dei propri tifosi un’enorme bandiera e corse verso il centro del campo, sistemandola esattamente sul dischetto del calcio d’inizio.

Più tardi, intervistato dai media, motivò il gesto per un’offesa subita da uno dei dirigenti del club avversario, che osò definirlo “storpio” per via dell’operazione subita 18 mesi prima. Nei giorni precedenti la sfida di ritorno, tale personaggio dichiarò ad un giornale: “Come sono messi quelli del Galatasaray se mettono sotto contratto uno storpio?”.

L’orgoglio fu tale che, mentre lo stadio ribolliva di rabbia (avversaria), Souness pensò di dimostrare a quell’incauto dirigente come uno “storpio”, a suo dire, può fare cose impensabili.

Tuttavia il successo non fu sufficiente per rimanere in Turchia: la successiva sconfitta casalinga in campionato, un pesante 5-3 contro il Kocaelispor, determinò la fine del suo lavoro.

La prima cronoscalata al Tour de France

Tour de France e montagne, un binomio dai Pirenei alle Alpi: quando si svolse la prima cronoscalata sulle strade francesi

La prima cronoscalata inserita in un Giro di Francia si svolse nel 1958, domenica 13 luglio, e venne vinta dal lussemburghese Charly Gaul. La tappa in salita contro il cronometro prevedeva la partenza da Bedoin, un piccolo comune situato nel dipartimento di Vaucluse della regione Provenza-Alpi-Costa Azzurra, con arrivo sulla celebre vetta del Mont Ventoux, anche noto come il Monte Calvo. La distanza fu di 21,5 Km, percorsi dal vincitore in poco più di un’ora, precisamente in 1 h 02 min e 9 secondi, per una media oraria inferiore ai 20 km.

Era la quarta volta che gli organizzatori della corsa a tappe inserivano l’epica montagna, la prima come arrivo di tappa.

Da quel momento divenne normale “disegnare” una frazione contro il tempo ed in salita. Le due successive tappe, nel 1959 e nel 1962, vennero entrambe vinte dallo spagnolo Bahamontes. La prima delle due vedeva i corridori arrivare al Puy de Dome, anno in cui l’iberico si aggiudicò la classifica generale; la seconda invece trionfò sul traguardo di Superbargenes.

Finora sono solo 19 le cronoscalate disputate al Tour de France su un totale di 206 frazioni contro il tempo. L’ultima si tenne nel corso dell’edizione 2016, quando fu l’inglese Chris Froome ad aggiudicarsi la frazione da Sallanches a Megève.

Nel 1983 la crono al Puy de Dome vide sul podio il binomio spagnolo, con la vittoria di Arroyo ed il secondo posto di Pedro Delgado. Curiosamente, nell’epoca Indurain, venne inserita solo una di queste speciali tappe. Il navarro infatti, spesso “ammazzava” la corsa transalpina nelle lunghissime crono, imponendo distacchi abnormi e che toglievano ben presto interesse alla gara.

Il luglio 1994 però, fu il lettone Piotr Ugrumov a dominare la frazione con arrivo a Morzine Avoriaz, percorrendo i 47,5 km della tappa a 34,338 di media e distaccando Pantani di 1’38” mentre solo terzo fu Indurain, a 3’16”.

Tutte le cronoscalate al Tour de France
NrDataVincitoreKm/HrPartenzaArrivoDistanza
113/07/1958Gaul, Charly (LUX)20.756BEDOUINMONT VENTOUX21,5
210/07/1959Bahamontes, Federico (SPA)20.689CLERMONT-FERRANDPUY-DE-DOME12,5
306/07/1962Bahamontes, Federico (SPA)22.792BAGNERES-DE-LUCHONSUPERBAGNERES18,5
410/07/1965Gimondi, Felice (ITA)26.774AIX-LES-BAINSMONT REVARD26,9
517/07/1977Van Impe, Lucien (BEL)24.839MORZINEAVORIAZ14
629/06/1979Hinault, Bernard (FRA)26.812BAGNERES-DE-LUCHONSUPERBAGNERES23,9
713/07/1979Hinault, Bernard (FRA)34.750EVIANMORZINE-AVORIAZ54,2
816/07/1983Arroyo Lanchas, Angel (SPA)22.978CLERMONT-FERRANDPUY-DE-DOME15,6
921/07/1983Van Impe, Lucien (BEL)25.603MORZINEAVORIAZ15
1015/07/1984Fignon, Laurent (FRA)31.291LES ECHELLESLA RUCHERE-EN-CHARTREUSE22
1119/07/1987Bernard, Jean-Francois (FRA)27.500CARPENTRASMONT VENTOUX36,5
1215/07/1988Delgado Robledo, Pedro (SPA)36.538GRENOBLEVILLARD DE LANS38
1316/07/1989Rooks, Steven (NED)33.097GAPORCIERES MERLETTE39
1412/07/1990Breukink, Erik (NED)35.345FONTAINEVILLARD DE LANS33,5
1522/07/1994Ugrumov, Pjotr (LET)34.338CLUSESMORZINE-AVORIAZ47,5
1607/07/1996Berzin, Evguyny (RUS)35.271BOURG SAINT MAURICEVAL D’ISERE30,5
1718/07/2001Armstrong, Lance (USA)28.467GRENOBLECHAMROUSSE32
1821/07/2004Armstrong, Lance (USA)23.400BOURG D’OISANSL’ALPE D’HUEZ15,5
1921/07/2016Froome, Christopher (GBR)33.207SALLANCHESMEGÈVE17