Calcio e Martello: recensione del libro

Se di un pallone si osserva solo il suo rotolare, lento o rapido, verso la porta, si nota solo una piccola parte di ciò che rappresenta il football.

Non esiste solo il calcio dei vincenti, esiste il gioco del calcio, di tutti, ed ognuno scrive una pagina della Storia secondo la società in cui vive e la cultura che propone.

Con Calcio e Martello si riscopre, o si “scopre”, a seconda delle personali letture, ciò che abbiamo conosciuto spesso soltanto ai Mondiali, quando resoconti dai ritiri proponevano bocche cucite, scarne risposte e conseguenti opinioni dettate dal caso e non dalla conoscenza. L’Est è stato molto di più di una ideologia e le squadre e gli atleti che vengono narrati nel corso dell’opera, mediante un’attenta ricerca storiografica, raccontano le vite dietro quegli uomini che rappresentavano molto più di una nazione, sebbene rincorressero il sogno di ogni bambino di alzare un giorno la Coppa del Mondo.

Calcio e martello. Storie e uomini del calcio socialista
Autori: Fabio Belli, Marco Piccinelli
Editore: Rogas
Collana: Atena
Pagine: 112 p., Brossura

L’Intervista a Marco Piccinelli

L’inno dei Red Devils: “Glory Glory Man United”

Non poteva mancare l’inno ufficiale per il Manchester United, come da classico del calcio inglese.  “Glory Glory Man United” è un singolo che venne inciso direttamente dalla rosa della squadra prima della finale di FA Cup del 1983. Scritto da Frank Renshaw, che era un membro degli Herman’s Hermits nel periodo a cavallo degli Anni 70-80.  Venne registrato presso gli Strawberry Studios a Stockport con i giocatori appunto e gli amici di Renshaw, del quale cantò anche il figlio Lee.

I tifosi delle squadre avversarie dello United iniziarono la moda di storpiare le parole dell’inno, modificandolo in un più offensivo “Who the fuck are Man United?”, cantato in particolar modo quando i propri colori bucavano la rete dei Red Devils, a mò di sfottò.

Per la cronaca lo United poi vincerà l’edizione 1983 della Fa Cup, battendo a Wembley nel replay il Brighton & Hove Albion per 4-0, dopochè la prima sfida si era conclusa in parità sul 2-2.

Testo dell’Inno del Manchester United

Glory glory Man united,
Glory glory Man united,
Glory glory Man united,
As the reds go marching on on on!

Just like the busby babes in days gone by,
We’ll keep the red flags flying high,
Your gonna see us all from far and wide,
Your gonna hear the masses sing with pride.

United, Man united,
We’re the boys in red and we’re on our way to Wembley!

Wembley, Wembley,
We’re the famous Man united and we’re going to Wembley,
Wembley, Wembley,
We’re the famous Man united and we’re going to Wembley

In Seventy-Seven it was Docherty
Atkinson will make it Eighty-Three
And everyone will know just who we are,
They’ll be singing que sera sera

United, Man united,
We’re the boys in red and we’re on our way to Wembley!

Wembley, Wembley,
We’re the famous Man united and we’re going to Wembley,
Wembley, Wembley,
We’re the famous Man united and we’re going to Wembley

Glory glory Man united,
Glory glory Man united,
Glory glory Man united,
As the reds go marching on on on!

Glory glory Man united,
Glory glory Man united,
Glory glory Man united,
As the reds go marching on on on!

Glory glory Man united,
Glory glory Man united,
Glory glory Man united,
As the reds go marching on on on!

 

Cosa è il Meisterschale, trofeo per i vincitori della Bundesliga

Germania, calcio, Bundesliga, la somma come risultato ha Meisterschale, il trofeo che viene assegnato ogni anno alla squadra vincitrice del campionato nazionale tedesco.

Il primo trofeo per i campioni di Germania è datato 1903 ed era una scultura chiamata “Viktoria”. Il nome derivava dal semplice fatto che si trattava della Dea alata, sopra un piedistallo. Curioso che fosse stato creato tanto per premiare il vincitore del torneo di football, quanto per quello di rugby.

Nel 1944 fu la compagine del Dresdner l’ultima a poterla alzare, poi misteriosamente, durante il secondo conflitto bellico, il trofeo scomparve nel nulla.

Al termine della guerra, quando anche il calcio tedesco potè tornare alla sua vita, venne creato un nuovo trofeo per premiare i vincitori. A sorpresa, venne ideato un piatto, andando così oltre i normali canoni. Fabbricato in Germania, si chiama “Salatschüssel”, ovvero insalatiera per la forma particolarmente ampia.  E’ in argento di sterling, molto resistente ed il produttore è sito in Colonia.

Il diametro originale era pari a 50 cm, ma siccome viene inciso ogni anno il nome della squadra vincitrice, nel 1981 si dovette aggiungere un “secondo anello” ed un terzo nel 2009. Attualmente il diametro ha così raggiunto i 59 centimetri, utile fino al 2026. Il peso è pari a 11 kg, e giustamente è stata stipulato un’assicurazione dell’importo di €50.000.

Per gentile concessione della DFB, la Federazione di calcio tedesca, le squadre possono realizzare una copia da conservare nella propria sala dei trofei.

Ma torniamo un momento alla nostra Viktoria. In realtà, dopo essere sparita dalla piazza per mezzo secolo circa, al momento della riunificazione tedesca riapparve. Poco si seppe del luogo in cui venne conservata gelosamente. Attualmente, dopo aver “riposato” presso la sede della federazione a Francoforte, dal 2015 ha preso residenza nel Museo del Calcio tedesco a Dortmund.

La prima squadra campione di calcio dell’Argentina

Sabato 12 aprile 1891 si giocava a Buenos Aires la prima giornata del primo campionato di calcio argentino. In quel pomeriggio solo due erano le partite in programma, essendo soltanto cinque le squadre esistenti e dunque ammesse, nel grande paese sudamericano.

Ad aggiungere fascino alla giornata, era anche il primo torneo che poteva essere considerato campionato nazionale, disputato al di fuori del Regno Unito e dell’Olanda, le uniche due nazioni al mondo ad averlo finora adottato. Ed al via del campionato si presentava anche il Saint Andrew, scuola di origini scozzesi; le altre contendenti erano Old Caledonians, Buenos Aires e Rosario Railway (la compagnia ferroviaria), Belgrano FC ed il Buenos Aires FC. Si era iscritto anche l’Hurlingham FC, ma non si presentò.

Nella giornata inaugurale i biancazzurri del Saint Andrew vinsero per 5-2 contro il Buenos Aires FC, mentre gli Old Caledonians trionfarono nettamente per 6-0 contro il Belgrano FC. Le due squadre continuarono nel corso del torneo a braccetto, inanellando successi a ripetizione ed arrivando, alla conclusione, a pari merito: sei vittorie, un pareggio ed una sconfitta. A 13 punti, vennero considerati campioni a pari merito.

Ma, per attribuire le medaglie, si decise di disputare uno spareggio in gara secca, il 13 settembre, presso il Flores Polo Club, nel quale il Saint Andrew s’impose per 3-1 dopo un tempo supplementare grazie ad una tripletta di Charles Douglas Moffatt.

La prima edizione non ebbe però immediato seguito: nel 1893 infatti venne creata una nuova istituzione, con il medesimo nome. La Federazione nazionale del calcio argentino, che vedrà la luce appunto in questa data, non darà mai il riconoscimento ufficiale a quel primo torneo nazionale.

Il St. Andrew’s Scots School era un’istituto privato senza fini di lucro di origini scozzesi e fondata il primo settembre 1838 da un gruppo di emigranti che aveva come obbiettivo educare i propri figli secondo la cultura, la lingua e la religione tipiche della Scozia.

Tali emigranti erano giunti in Argentina il 22 maggio 1825: originariamente il collegio era misto, e situato presso la chiesa presbiteriana di calle Piedras 55, in Buenos Aires e successivamente trasferita presso  Ituzaingó 1026, nel quartiere della metropoli noto con il nome di Constitución. Nel 1947 un altro trasferimento ad Olivos, come scuola unicamente per alunni maschi. Nel 1966 venne invece aperta la sezione femminile, mantenendo comunque la rigorosa separazione fra i sessi.

Nel 1980 venne finalmente introdotta la “parità dei sessi” ed inaugurato il nuovo istituto a Punta Chica (Beccar), sempre nella zona nord della Grande Buenos Aires. Nel 1988 infine, il grande passo, con l’inaugurazione dell’Università di San Andrés.

La conquista del primo titolo, sebbene in compartecipazione con gli Old Caledonians, diede grande prestigio all’istituto in quella fase storica. Addirittura fu ispirazione per l’Independiente, celebre club del calcio nazionale, che 15 anni dopo venne fondato. Tuttora, in segno di rispetto, la seconda divisa porta sul petto come simbolo la croce di Sant’Andrea inseita in una bandiera che ricorda quella scozzese.

La vita calcistica importante della scuola ebbe però vita breve. Dopo il successo del 1891, e la non disputa nel 1892, nel 1893 non effettuò l’iscrizione.  Sarà invece affiliata nel 189, arrivando penultimo ed i dirigenti preferirono cancellare l’affiliazione, facendolo definitivamente sparire dalla piramide del calcio.

La salita di Oropa: altimetria ed albo d’Oro

La salita- i dati essenziali

Lunghezza complessiva 13 km,

Vetta 1174 m

Pendenza media 5.8%.

La storia

Il Santuario della Madonna di Oropa è uno dei luoghi di culto più importanti e frequentati dell’Italia settentrionale e rappresenta probabilmente il più antico santuario mariano dell’Europa occidentale.
E’ situato in una splendida posizione paesaggistica alla base dei monti Mucrone (2335m) e Tovo (2230m).

La salita ad Oropa nel Giro d’Italia

La salita al santuario ha scritto alcune pagine belle della storia del ciclismo: nel 1993 vide lo spagnolo Miguel Indurain soffrire le pene dell’inferno quando Ugrumov riuscì a staccarlo, dopo numerosi tentativi, mandandolo quasi in crisi nella penultima tappa del Giro. Nel 1999 fu invece Marco Pantani che, dopo aver forato, seppe risalire dall’ultima posizione del gruppo, recuperando un distacco che pareva incolmabile ed il Pirata vincerà la tappa.  Sarà l’ultima gioia, perchè il giorno seguente verrà fermato per i valori dell’ematocrito oltre il consentito.

L’albo d’Oro dei vincitori della tappa al Monte Oropa

EdizioneTappaDataPercorsokmVincitore di tappaLeader cl. generale
196311ª29 maggioAsti > Santuario di Oropa130Italia Vito TacconeItalia Diego Ronchini
199320ª11 giugnoTorino > Santuario di Oropa162Italia Massimo GhirottoSpagna Miguel Indurain
199915ª30 maggioRacconigi > Santuario di Oropa160Italia Marco PantaniItalia Marco Pantani
200713ª25 maggioBiella > Santuario di Oropa (cron. individuale)12,6Italia Marzio BruseghinItalia Danilo Di Luca
201414ª24 maggioAgliè > Oropa184Italia Enrico BattaglinColombia Rigoberto Urán

Aston Villa, il club di calcio più titolato nell’Epoca Vittoriana

Uno dei clubs più vincenti dell’epoca cosiddetta Vittoriana del calcio inglese arrivava da Birmingham, e rispondeva al nome di Aston Villa Wesleyan Chapel cricket team, e nella compagine, composta in maggioranza da giovani leve, spiccava Walter Price, che fu il primo a vedersi assegnata la fascia di capitano.

Inizialmente il responso del campo non era assai favorevole: ma le fortune del club svoltarono in positivo con l’arrivo di George Ramsay, 21enne scozzese che impressionò da subito compagni ed avversari per il talento e l’abilità con la palla al piede, diventando leader ben presto.

Ramsay intuì che i successi andavano di pari passo con l’amministrazione: così, fece di tutto per trovare un campo che potesse essere cintato in modo che per accedervi si sarebbe dovuto pagare un biglietto d’ingresso. Ed il campo di Perry Barr divvene la residenza dei Villans. Nel frattempo a Ramsay era succeduto come capitano un altro scozzese, Archie Hunter, e fu lui a portare il club alla prima finale vittoriosa di FA Cup nel 1887, quando sconfissero il West Brom per 2-0.

Il presidente del Villa William McGregor fondò invece la Football League nel 1888, e la società si piazzò al secondo posto della classifica finale nella stagioen seguente. Torneranno al successo ben presto: il campionato verrà vinto nel 1894, si “doppierà” la FA Cup nel 1895, il torneo nuovamente nel 1896, mentre nel 1897 si arriverà addirittura al doble, coppa e campionato nella stessa annata!!
Fra gli eroi di questa annata straordinaria, capitanata da Albert Evans, il roccioso difensore Jimmy Crabtree, ed in attacco la coppia John Campbell-Fred Wheldon farà sfracelli, segnando entrambi nella finale di Coppa mentre Wheldon sarà capocannoniere con 22 reti complessive.

A guidare la squadra? Ancora quel personaggio così influente che rispondeva al nome di George Ramsay!!! Ancora due successi in campioanto (1897 e 1899), portando l’Aston Villa sul podio virtuale dellla squadra più vincente dell’epoca, mettendo il sigillo su complessive otto competizioni, tre FA Cup e cinque campionati.

La squadra nel frattempo si era spostata, andando a a giocare nella zona della città chiamata Aston Lower Grounds (1897), dove costruì un nuovo stadio che si chiamerà poi Villa Park. Nuove stelle brillarono all’orizzonte come Billy Garraty e Billy George ma i risultati non seguirono l’epoca precedente. Tornerà a vincere il titolo solo nel 1909-10, per poi “dormire” placidamente fino agli anni degli Anni 80 quando dapprima vincerà il campionato e l’anno seguente, a sorpresa, alzerà al cielo la Coppa dei Campioni (1982).

Per capire cosa significa Ramsey nella storia del club di Birmingham, basta sapere che rimarrà sulla panchina del club fino al 1926, una permanenza complessiva, sommando gli anni in cui scese lui stesso in campo, di ben 59 anni con i Claret and Blue!!

Solo Blackburn Rovers e Wanderers saranno capaci di vincere più dei Villans nell’Epoca Vittoriana, con cinque successi in FA Cup ciascuna, che in quella fase storica del calcio attribuiva maggior prestigio. A realizzare il “double”, assieme appunto all’Aston Villa, saranno capaci solo Preston North End e Sheffield United, rispettivamente nel 1888-89 e nel 1896-97.