La prima squadra campione di calcio dell’Argentina

Sabato 12 aprile 1891 si giocava a Buenos Aires la prima giornata del primo campionato di calcio argentino. In quel pomeriggio solo due erano le partite in programma, essendo soltanto cinque le squadre esistenti e dunque ammesse, nel grande paese sudamericano.

Ad aggiungere fascino alla giornata, era anche il primo torneo che poteva essere considerato campionato nazionale, disputato al di fuori del Regno Unito e dell’Olanda, le uniche due nazioni al mondo ad averlo finora adottato. Ed al via del campionato si presentava anche il Saint Andrew, scuola di origini scozzesi; le altre contendenti erano Old Caledonians, Buenos Aires e Rosario Railway (la compagnia ferroviaria), Belgrano FC ed il Buenos Aires FC. Si era iscritto anche l’Hurlingham FC, ma non si presentò.

Nella giornata inaugurale i biancazzurri del Saint Andrew vinsero per 5-2 contro il Buenos Aires FC, mentre gli Old Caledonians trionfarono nettamente per 6-0 contro il Belgrano FC. Le due squadre continuarono nel corso del torneo a braccetto, inanellando successi a ripetizione ed arrivando, alla conclusione, a pari merito: sei vittorie, un pareggio ed una sconfitta. A 13 punti, vennero considerati campioni a pari merito.

Ma, per attribuire le medaglie, si decise di disputare uno spareggio in gara secca, il 13 settembre, presso il Flores Polo Club, nel quale il Saint Andrew s’impose per 3-1 dopo un tempo supplementare grazie ad una tripletta di Charles Douglas Moffatt.

La prima edizione non ebbe però immediato seguito: nel 1893 infatti venne creata una nuova istituzione, con il medesimo nome. La Federazione nazionale del calcio argentino, che vedrà la luce appunto in questa data, non darà mai il riconoscimento ufficiale a quel primo torneo nazionale.

Il St. Andrew’s Scots School era un’istituto privato senza fini di lucro di origini scozzesi e fondata il primo settembre 1838 da un gruppo di emigranti che aveva come obbiettivo educare i propri figli secondo la cultura, la lingua e la religione tipiche della Scozia.

Tali emigranti erano giunti in Argentina il 22 maggio 1825: originariamente il collegio era misto, e situato presso la chiesa presbiteriana di calle Piedras 55, in Buenos Aires e successivamente trasferita presso  Ituzaingó 1026, nel quartiere della metropoli noto con il nome di Constitución. Nel 1947 un altro trasferimento ad Olivos, come scuola unicamente per alunni maschi. Nel 1966 venne invece aperta la sezione femminile, mantenendo comunque la rigorosa separazione fra i sessi.

Nel 1980 venne finalmente introdotta la “parità dei sessi” ed inaugurato il nuovo istituto a Punta Chica (Beccar), sempre nella zona nord della Grande Buenos Aires. Nel 1988 infine, il grande passo, con l’inaugurazione dell’Università di San Andrés.

La conquista del primo titolo, sebbene in compartecipazione con gli Old Caledonians, diede grande prestigio all’istituto in quella fase storica. Addirittura fu ispirazione per l’Independiente, celebre club del calcio nazionale, che 15 anni dopo venne fondato. Tuttora, in segno di rispetto, la seconda divisa porta sul petto come simbolo la croce di Sant’Andrea inseita in una bandiera che ricorda quella scozzese.

La vita calcistica importante della scuola ebbe però vita breve. Dopo il successo del 1891, e la non disputa nel 1892, nel 1893 non effettuò l’iscrizione.  Sarà invece affiliata nel 189, arrivando penultimo ed i dirigenti preferirono cancellare l’affiliazione, facendolo definitivamente sparire dalla piramide del calcio.

La salita di Oropa: altimetria ed albo d’Oro

La salita- i dati essenziali

Lunghezza complessiva 13 km,

Vetta 1174 m

Pendenza media 5.8%.

La storia

Il Santuario della Madonna di Oropa è uno dei luoghi di culto più importanti e frequentati dell’Italia settentrionale e rappresenta probabilmente il più antico santuario mariano dell’Europa occidentale.
E’ situato in una splendida posizione paesaggistica alla base dei monti Mucrone (2335m) e Tovo (2230m).

La salita ad Oropa nel Giro d’Italia

La salita al santuario ha scritto alcune pagine belle della storia del ciclismo: nel 1993 vide lo spagnolo Miguel Indurain soffrire le pene dell’inferno quando Ugrumov riuscì a staccarlo, dopo numerosi tentativi, mandandolo quasi in crisi nella penultima tappa del Giro. Nel 1999 fu invece Marco Pantani che, dopo aver forato, seppe risalire dall’ultima posizione del gruppo, recuperando un distacco che pareva incolmabile ed il Pirata vincerà la tappa.  Sarà l’ultima gioia, perchè il giorno seguente verrà fermato per i valori dell’ematocrito oltre il consentito.

L’albo d’Oro dei vincitori della tappa al Monte Oropa

EdizioneTappaDataPercorsokmVincitore di tappaLeader cl. generale
196311ª29 maggioAsti > Santuario di Oropa130Italia Vito TacconeItalia Diego Ronchini
199320ª11 giugnoTorino > Santuario di Oropa162Italia Massimo GhirottoSpagna Miguel Indurain
199915ª30 maggioRacconigi > Santuario di Oropa160Italia Marco PantaniItalia Marco Pantani
200713ª25 maggioBiella > Santuario di Oropa (cron. individuale)12,6Italia Marzio BruseghinItalia Danilo Di Luca
201414ª24 maggioAgliè > Oropa184Italia Enrico BattaglinColombia Rigoberto Urán

Aston Villa, il club di calcio più titolato nell’Epoca Vittoriana

Uno dei clubs più vincenti dell’epoca cosiddetta Vittoriana del calcio inglese arrivava da Birmingham, e rispondeva al nome di Aston Villa Wesleyan Chapel cricket team, e nella compagine, composta in maggioranza da giovani leve, spiccava Walter Price, che fu il primo a vedersi assegnata la fascia di capitano.

Inizialmente il responso del campo non era assai favorevole: ma le fortune del club svoltarono in positivo con l’arrivo di George Ramsay, 21enne scozzese che impressionò da subito compagni ed avversari per il talento e l’abilità con la palla al piede, diventando leader ben presto.

Ramsay intuì che i successi andavano di pari passo con l’amministrazione: così, fece di tutto per trovare un campo che potesse essere cintato in modo che per accedervi si sarebbe dovuto pagare un biglietto d’ingresso. Ed il campo di Perry Barr divvene la residenza dei Villans. Nel frattempo a Ramsay era succeduto come capitano un altro scozzese, Archie Hunter, e fu lui a portare il club alla prima finale vittoriosa di FA Cup nel 1887, quando sconfissero il West Brom per 2-0.

Il presidente del Villa William McGregor fondò invece la Football League nel 1888, e la società si piazzò al secondo posto della classifica finale nella stagioen seguente. Torneranno al successo ben presto: il campionato verrà vinto nel 1894, si “doppierà” la FA Cup nel 1895, il torneo nuovamente nel 1896, mentre nel 1897 si arriverà addirittura al doble, coppa e campionato nella stessa annata!!
Fra gli eroi di questa annata straordinaria, capitanata da Albert Evans, il roccioso difensore Jimmy Crabtree, ed in attacco la coppia John Campbell-Fred Wheldon farà sfracelli, segnando entrambi nella finale di Coppa mentre Wheldon sarà capocannoniere con 22 reti complessive.

A guidare la squadra? Ancora quel personaggio così influente che rispondeva al nome di George Ramsay!!! Ancora due successi in campioanto (1897 e 1899), portando l’Aston Villa sul podio virtuale dellla squadra più vincente dell’epoca, mettendo il sigillo su complessive otto competizioni, tre FA Cup e cinque campionati.

La squadra nel frattempo si era spostata, andando a a giocare nella zona della città chiamata Aston Lower Grounds (1897), dove costruì un nuovo stadio che si chiamerà poi Villa Park. Nuove stelle brillarono all’orizzonte come Billy Garraty e Billy George ma i risultati non seguirono l’epoca precedente. Tornerà a vincere il titolo solo nel 1909-10, per poi “dormire” placidamente fino agli anni degli Anni 80 quando dapprima vincerà il campionato e l’anno seguente, a sorpresa, alzerà al cielo la Coppa dei Campioni (1982).

Per capire cosa significa Ramsey nella storia del club di Birmingham, basta sapere che rimarrà sulla panchina del club fino al 1926, una permanenza complessiva, sommando gli anni in cui scese lui stesso in campo, di ben 59 anni con i Claret and Blue!!

Solo Blackburn Rovers e Wanderers saranno capaci di vincere più dei Villans nell’Epoca Vittoriana, con cinque successi in FA Cup ciascuna, che in quella fase storica del calcio attribuiva maggior prestigio. A realizzare il “double”, assieme appunto all’Aston Villa, saranno capaci solo Preston North End e Sheffield United, rispettivamente nel 1888-89 e nel 1896-97.

SERIE D: GIOVANI “D VALORE” CON 10 IN CONDOTTA !!

Il Calcio Montebelluna non solo “Cantera di talenti sportivi” ma anche di Disciplina !!

La Prima Squadra del Monte, da cinque anni la più giovane d’Italia, si è posizionata al SECONDO POSTO NELLA CLASSIFICA NAZIONALE di Coppa Disciplina, trofeo che premia la squadra che meglio si è comportata nel corso della Stagione Sportiva.

I giovani “D valore” hanno lasciato alle spalle 160 squadre, incorrendo in sole 47 ammonizioni in 34 giornate di campionato; significa che in media in ogni partita è stato ammonito un solo giocatore !!

Mister Zulian, lo scorso anno si era aggiudicato il trofeo alla giuda della squadra Juniores Nazionale del Monte.

Il primato nazionale è stato consolidato dal buon comportamento dei dirigenti biancocelesti mai incorsi in sanzioni sportive.

Il Capitano Perosin afferma: ”Per noi raggiungere il secondo posto nella Coppa Disciplina è motivo di orgoglio. In partita ci possono essere momenti dove un giocatore può perdere la testa, ma in questa squadra, nonostante ci fossero personalità forti, si è sempre stati corretti, grazie alla coesione dello SPOGLIATOIO. Lo stile del Calcio Montebelluna è uscito ancora una volta”.

Uno spogliatoio di ragazzi di grandi valori umani e comportamentali in linea con lo stile della Società del Presidente Marzio Brombal che esprime così la sua soddisfazione: “Squadra Brava, Giovane e…. Corretta!”.

 

Il Metodo Monte lo fanno i comportamenti !!

Ufficio Stampa _ Calcio Montebelluna 1919

Giro d’Italia 1987: quando la crono fu la discesa del Poggio!

Per l’edizione 1987 del Giro d’Italia, gli organizzatori vollero sconvolgere il piano classico della corsa rosa proponendo ben tre tappe, nei soli primi quattro giorni, contro il tempo. Dopo il cronoprologo di 4 km a Sanremo e prima di una tappa contro il tempo dal chilometraggio classico (43 km), venne inserita una tappa speciale per la sua conformazione, la discesa del Poggio, 8 km fondamentali per stabilire chi potrebbe vincere (e chi al contrario non vincerà) la Milano-Sanremo.
Il prologo venne vinto dal bresciano Roberto Visentini, il vincitore della corsa rosa dell’anno precedente, battendo di stretta misura il canadese Steve Bauer.

La mattina seguente, la semitappa vide salire agli onori della cronaca l’olandese Erik Breukink che riuscì ad avere la meglio, sui limitatissimi 31 km complessivi, su Phil Anderson, secondo a 16 secondi. Il pomeriggio, i ciclisti si sarebbero dovuti trasformare in discesisti sopraffini, ma i pareri non erano concordi. L’asfalto era ritenuto molto più pericoloso di quello attuale e l’irlandese Stephen Roche non ebbe timori ad esprimere la sua opinione: “Quest’anno sono già morti tre colleghi-disse ai giornalisti-mi sembra che stiano cercando di avere il quarto”.

A differenza dei favoriti per la vittoria finale, Roche scelse di utilizzare una bici classica e la sua scelta fu fondamentale. Battè il polacco Lech Piasecki, uno degli specialisti dell’epoca, di tre soli secondi mentre Erik Breukink, staccato di ulteriori tre secondi, prese la maglia rosa.
Per Roche basterà attendere la terza tappa pr conquistare il sigillo del primato, che lascerà poi al compagno di squadra Visentini. Alla tappa n° 15 Roche strapperà la testa della classifica all’italiano, conducendo fino alla fine ed iniziando l’anno che lo porterà alla vittoria al Tour e poi al Mondiale di Villach, realizzando un clamoroso Triplete.

Qual’è l’inno della Roma: Venditti e la sua passione per i giallorossi

Sebbene tanti ritengano la popolare canzone di Antonello Venditti l’inno ufficiale del club giallorosso, la canzone iscritta come la musica che deve accompagnare ogni partita casalinga dei Lupi è “Roma (non si discute, si ama)” (noto anche come Roma Roma o Roma Roma Roma), sembra scritta e cantata dal popolare cantautore romano, pubblicata per la prima volta nel 1975 come tredicesima traccia della raccolta Canzone d’autore ed uscita nello stesso anno come singolo.

La canzone nasce da una sfida: uno degli autori, Giampiero Scalamogna, alias Gepy & Gepy, (gli altri furono Sergio Bardotti e Franco Latini), raccontò che nel 1974, come sfida, dopo un incontro presso gli studi della RCA italiana con Giorgio Chinaglia e gli Oliver Onions.

Il brano venne presentato alla squadra, alla presenza del presidente Gaetano Anzalone e dell’allenatore Nils Liedholm ed il derby cittadino con la Lazio fu l’occasione, il 1° dicembre 1974, per sentirlo allo stadio. Poi, fatto curioso, nel successivo match casalingo contro la Fiorentina del 15 dicembre 1974, la canzone venne diffusa dagli altoparlanti dello stadio Olimpico dopo la rete di Domenico Penzo, il che portò la società ad essere sanzionata.

La canzone divenne l’inno ufficiale della Roma, diffuso prima dell’inizio della partita, tranne la parentesi 1978-1983, quando venne sostituito dal brano “Forza Roma Forza Lupi” di Lando Fiorini, “sembra per volontà del presidente Dino Viola che non gradiva avere un inno composto da un cantautore all’epoca politicamente esposto come Venditti”[4].
Nel 2013, a seguito di un’intervista radiofonica nella quale Venditti dichiarò che lo spirito della sua canzone non si identificava più con l’attuale impostazione della società, si diffuse sulla stampa italiana la notizia, poi smentita dallo stesso Venditti, che l’autore volesse “Togliere l’inno” alla squadra.
Sul lato B del singolo era presente “Derby” che conteneva “cori, suoni e rumori” registrati durante una partita, intervallati da una musica firmata da Sergepy ed eseguita dalla Pyrol.

Il testo dell’Inno della Roma

Roma Roma Roma
core de ‘sta Città
unico grande amore
de tanta e tanta ggente
che fai sospirà.
Roma Roma Roma
lassace cantà,
da ‘sta voce nasce n’coro
so’ centomila voci
ciai fatto ‘nnamorà.
Roma Roma bella,
t’ho dipinta io
gialla come er sole
rossa come er core mio
Roma Roma mia
nun te fà ‘ncantà
tu sei nata grande
e grande hai da restà
Roma Roma Roma
core de ‘sta Città
unico grande amore
de tanta e tanta gente
m’hai fatto ‘nammorà

Rosario Central, il club di Messi nato grazie alla ferrovia

Da quale squadra arriva Leo Messi? Tanti sanno che è nato nella città di Rosario, spesso definita la Milano d’Argentina per la sua impronta industriale e d’affari, ma nello specificare il nome del club, per chi conosce la geografia calcistica, a prima vista si tratta di rispondere con il 50% di probabilità

E’ il Rosario Centrale la squadra che vide nascere e svilupparsi il talento del numero 10 albiceleste e del Barcellona. Il club rosarino nacque il 24 dicembre 1889, quando un gruppo di lavoratori delle ferrovie della provincia di Santa Fè, diedero origine al Central Argentine Railway Athletic Club, più semplicemente conosciuto come Rosario Central.

Il club è uno dei più antichi del paese ancora esistenti, creato soltanto 20 anni dopo l’introduzione del gioco del calcio da cittadini inglesi emigrati per lavoro nel lontano 1868. Dominarono la lega locale, vincendo nel complesso 12 titoli fra il 1908 ed il 1938, inclusa una striscia consecutiva dal 1914 al 1917.

Nel 1939 entrarono a far parte della lega nazionale, ma dovettero aspettare fino al 1971 per togliersi la soddisfazione di trionfare nel campionato. Finora vantano tre successi, di cui l’ultimo risale al 1987. Nel palmares vantano anche un coppa CONMEBOL, che diventerà poi la Coppa Sudamericana.

La casa del Rosario, l’Estadio Gigante de Arroyito, ha visto scendere sul terreno di gioco assi del calibro di Mario Kempes, poi vincitore del Mondiale di casa del 1978, oltrechè top-scorer e l’attuale stella del PSG  Ángel di María (35 presenze dal 2005 al 2007).

Tuttavia nella storia delle “canaglie” vi è anche l’onta della retrocessione, subita nel 201o.

Tra i suoi tifosi più celebri vi fu senza ombra di dubbio Ernesto Che Guevara, rosarino di nascita, tanto che la sua effigie è riportata in svariati stendardi dai sostenitori del Central.