Highbury, lo stadio che non c’è più, oggi residence di lusso

Oggi il vecchio Highbury, dopo aver avuto milioni di persone sugli spalti,  è stato convertito in appartamenti di lusso. Conosciamo la sua storia.

Passato alla storia per mille battaglie, lo stadio di Highbury chiuse definitivamente i battenti il 7 maggio del 2006, con la vittoria per 4-2 dell’Arsenal contro il Wigan. Dell’atmosfera che si respirava al suo interno ne parlò anche lo scrittore Nick Hornby nel libro Febbre a 90° seppure non fosse noto per la sua grandezza, dotato infatti, al momento della chiusura, di appena 38.419 posti a sedere. D’altronde veniva considerato il salotto calcio inglese per la sua facciata esterna, di chiaro stampo decò sulla quale si trovava il famoso orologio Clock Endorologio clock end highbury

Con il trasferimento dei Gunners all’Emirates Stadium nel settembre del 2006, in una struttura capace di contenere ben 60.000 spettatori (la terza in Inghilterra per dimensione), il vecchio palcoscenico ha seguito un percorso decisamente opposto. Da teatro di eventi sportivi è diventato un mega complesso residenziale di lusso, composto da 650 fra appartamenti e attici, di cui 70 a prezzo calmierato.

Tuttavia i realizzatori dell’opera hanno voluto conservare la memoria del luogo, lasciando intatta la facciata esterna con la scritta ed il simbolo, il cannone appunto, a fare bella mostra di sè. Ma i prezzi degli appartamenti, tenendo conto anche del costo della vita a Londra, sono da Premier League, se pensate che la richiesta per un lussuoso due locali è pari a 650.000 sterline inglesi, al cambio attuale circa 880.000 euro!

Inoltre nel corso dei lavori, durati all’incirca tre anni, si è provveduto a mantenere i locali addetti alle biglietterie così com’erano mentre il tunnel che permetteva ai calciatori di accedere al prato verde è rimasto nella sua versione originale.

oggi highbury arsenal

Örjans Vall, stadio di Halmstad – Mondiali Svezia 1958

Terminato il 30 luglio 1922 e chiamato Halmstads Idrottsplats (centro sportivo), venne inaugurato dall’allora Principe Gustaf Adolf, divenuto successivamente Re di Svezia, alla presenza di 12,000 persone più fortunate rispetto alle migliaia che dovettero rimanere nelle vie adiacenti causa l’enorme afflusso.

Qualche giorno più tardi prese la definizione attuale di Örjans Vall, dal nome dell’ospedale che nel MedioEvo sorgeva sullo stesso terreno. Il 3 settembre sempre del 1922 si giocò la prima partita. La struttura era polivalente, venendo utilizzata per molteplici sports in special modo l’atletica leggera, la cui pista fu mantenuta intorno al terreno di gioco fino agli Anni Ottanta.

Nell’inverno del 1956 invece, approfittando delle temperature rigide, la pista fu allagata intenzionalmente creando una pista per svolgere una gara di pattinaggio – velocità a cui prese parte anche il campione Sigvard “Sigge” Ericsson, fresco vincitore di un oro ed un argento nelle Olimpiadi. Nel 1972 la tribuna centrale ed il tabellone vennero rifatti, sostituendo l’originale struttura in legno.

Il record di presenze sugli spalti si è registrato, strano a dirsi, per un match del campionato cadetto svedese: per IS Halmia-Landskrona BoIS nel 1962 accorsero sulle tribune 20.381 spettatori.

Ospitò due partite del Mondiale 1958

8 giugno 1958 Irlanda del Nord – Cecoslovaccchia 1-0

11 giugno 1958 Argentina – Irlanda del Nord 3-1

stadio halmstad 1958

Foixarda, lo stadio del Barcellona negli Anni Venti

La Foixarda fu costruita per le Olimpiadi che la città di Barcellona voleva ospitare negli Anni Venti. Poi il progetto fallì e la struttura venne abbandonata.

Il Nou Camp, “casa” del Barcellona, fu inaugurato soltanto nel 1957. L’immagine ritrae più precisamente l’Estadi Català, rinominato successivamente campo di Foixarda, che fu costruito sulla collina del Montjuïc, che dall’alto dei suoi “ben” 177 metri, domina la città. Nel 1917 il sindaco Manel Rius e il Presidente della federazione Atletica Catalana crearono un comitato per la candidatura di Barcellona ad ospitare le Olimpiadi del 1924: l’idea era realizzare una grande area dedicata agli impianti sportivi. Fu l’architetto Jaume Mestres a presentare il piano, individuando una zona disabitata della collina per la costruzione.

Barcelona foixarda stadio 1920

L’idea era grandiosa: lo stadio avrebbe dovuto accogliere 50.000 persone, utilizzando le terrazze naturali dell’area con una grande tribuna coperta sul lato nord, dotata di palchi privati, bars ed uffici mentre l’entrata principale avrebbe simboleggiato un Arco di Trionfo. Così nel gennaio del 1921 si diede inizio ai lavori e dopo soli tre mesi si disputò il primo match, non ufficiale, fra un team di architetti ed uno formato da giornalisti, con i primi che prevalsero per 6 a 3. Tuttavia, a distanza di sole due settimane, la gioia per la realizzazione dello stadio svanì. Il CIO infatti, decise di assegnare i Giochi Olimpici del 1924 a Parigi: in un primo momento la delusione per l’insuccesso ebbe il sopravvento, ma poi i lavori ripresero e in occasione del Natale del 1921 si poté inaugurare lo stadio con la sfida fra il Barcellona e lo Sparta Praga, a quei tempi vera potenza del calcio mondiale.

Furono 32.000 gli spettatori assiepati intorno al campo, con molti tifosi che scalarono, è proprio il caso di dire, la collina per non perdersi lo spettacolo. Le due squadre diedero vita d una doppia esibizione, con la prima vinta dagli ospiti per 3-2 mentre nella seconda i catalani vinsero per 2-0.

Lo stadio però non fu completato: dapprima le mancate Olimpiadi ed in seguito la Guerra Civile Spagnola, fecero andare in disuso la struttura. Il franchismo determinò anche il cambio di nome, che passò da Català a Fiuxarda, diventando campo municipale di rugby e tuttora esistente.

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Lo stadio Foixarda oggi, ospita il rugby

 

Pocitos: stadio della prima partita dei Mondiali di Calcio Uruguay 1930

Il primo Campionato Mondiale di calcio fu disputato in Uruguay nel 1930 e nella capitale Montevideo, designata per la finalissima, fu costruito un grande stadio da centomila posti, l’Estadio del Centenario. Avrebbe dovuto però anche essere il teatro della prima partita della rassegna mondiale.

I lavori tuttavia tardarono, cosicché Francia – Messico fu dirottata in un altro stadio poco lontano. Alle ore 15.00 di domenica 13 luglio 1930 iniziò la storia del Mondiale, ospitata nella casa del Penarol, presso lo stadio Pocitos alla presenza di circa un migliaio di spettatori.

Non durò molto la vita del Pocitos: verso la fine degli anni trenta fu abbattuto, lasciando spazio a nuove costruzioni, essendo la zona molto interessante dal punto di vista immobiliare.
Per ricordare l’evento, fu posto un piccolo monumento in calle Coronel Alegre, presso l’intersezione con calle Charrúa, nel punto in cui sorgeva il centro del terreno di gioco.

Il monumento che ricorda il centro del campo
Il monumento che ricorda il centro del campo

Analogo ricordo è posizionato invece nella zona il cui il francese Laurent siglò la prima rete, dopo 19 minuti, dei Mondiali, raffigurante un incrocio fra palo e traversa.

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Lo Stadio del Centenario vedrà la sua inaugurazione per il primo match dei padroni di casa dell’Uruguay e tenne a battesimo anche la prima finale nella storia con la Celeste che trionfò per 4-2 contro i rivali dell’Argentina.

I 10 stadi che verranno inaugurati nel 2016

Con Olimpiadi ed Europei di calcio in vista, il 2016 si presenta come un anno importante per l’inaugurazione di parecchi nuovi stadi pronti ad accogliere migliaia di tifosi e milioni in futuro. Ma l’attenzione degli appassionati, di architettura sportiva e non, potrà rifarsi gli occhi anche per alcune opere che rimarranno impresse.

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Suita City Stadium, Osaka (Giappone)

Prossima casa del Gamba Osaka, militante in J-League, avrà una capienza di 40.000 posti. Costato all’incirca 100 milioni di euro, è stato progettato per resistere ai terremoti, evento non raro nel paese ed al suo interno è stato dotato di un centro di prima accoglienza in caso di necessità.

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CSKA Mosca Stadium (Russia)

L’omonima casa del club della capitale, capienza pari a 30.000 posti, avrà la particolarità di presentare una grattacielo in uno degli angoli che è ispirato al trofeo consegnato ai vincitori dell’Europa League.

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Allianz Stadion, Vienna (Austria)

La nuova casa del Rapid Vienna, sorto sulle ceneri del vecchio stadio  Gerhard Hanappi Stadium, è stato realizzato in poco più di 12 mesi di lavoro. Costato circa 53 milioni di euro, ha una capienza di 28.000 posti. Ha la curiosità di presentare un lungo tunnel, posizionato alle spalle della Tribuna Centrale, che potrà ospitare i tifosi per bere qualcosa prima, durante e dopo i matches.

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Arena 92, Parigi (Francia)

Sport popolare  in Francia il rugby, tanto da meritarsi una struttura avveniristica. Interamente coperto, cosa assai rara in Europa, ospiterà gli incontri del Top14, il massimo torneo francese, del Racing Metro 92, squadra parigina. 32.000 persone potranno comodamente assistere agli incontri della gloriosa equipe transalpina, è costato non poco: 320 milioni di euro, sarà utilizzabile anche per concerti ed altri eventi sportivi. Sarà sede dei Mondiali di pallamano del 2017.

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Orlando City Stadium, Orlando (USA)

Kakà potrebbe fare in tempo a disputare con il club della MLS il prossimo torneo qualora decidesse di rimanere in Florida. L’Arena, che potrebbe tranquillamente fare impallidire molti clubs di Premier League, sarà accesso fino a 25.500 fans, ed è costato circa 120 milioni di euro.

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Piter Arena, San Pietroburgo (Russia)

Lo Zenit, dopo dieci anni di lavoro costati ben 900 milioni di euro, potrà finalmente scendere in campo nell’arena (tetto retraibile) che ricorda tanto un’astronave. Sede anche dei prossimi Mondiali di Russia 2018, ospiterà 66.000 persone, il triplo dell’attuale casa del club di San Pietroburgo.

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Timsah Arena, Bursa (Turchia)

Lo stadio a forma di coccodrillo è ormai pronto per il taglio fatidico del nastro: casa del Bursaspor, squadra della Serie A turca, potrà ospitare 43.877 tifosi. Chiamata anche Crocodile Arena, la particolare forma ricorda l’animale mascotte del club.

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New Mosaic Stadium, Regina, Saskatchewan (Canada)

Lo stadio canadese vedrà scendere in campo il team di football americano dei Saskatchewan Roughriders. Grande abbastanza per contenere fino a 33.000 spettatori, sarà inaugurato il prossimo agosto. E’ costato circa 230 milioni di euro, di cui un terzo circa prestato dalle casse dello stato mentre il 40% del costo verrà recuperato tramite l’applicazione di una sovratassa sui biglietti venduti.

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US Bank Stadium, Minneapolis (USA)

Per i Minnesota Vikings, compagine della NFL, sarà la terza casa nella loro storia. Con un costo complessivo lievitato fino a 970 milioni euro (!!!), presenta un tetto retraibile curioso. Essendo il Minnesota uno stato famoso per le forti nevicate, permetterà tramite la realizzazione delle pendenza di far defluire verso il basso la neve caduta in modo da non pesare interamente sulla struttura. La capienza è pari 65.000 posti e verrà inaugurato nella prossima estate.

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Estadio La Peineta, Madrid (Spagna)

Noto anche con il nome di stadio Olimpico di Madrid, vedrà i colchoneros inaugurarlo per la prossima stagione calcistica. Rimpiazzerà il mitico Vicente Calderon ed accoglierà 70.000 tifosi. La ristrutturazione dell’impianto esistente, inaugurato nel 1994 con l’intento di candidare la capitale alle Olimpiadi del 2012, costerà alle casse del club circa 240 milioni euro.

Sampdoria: quando giocava allo stadio di Villa Scassi – Anni Venti

 

Non si chiamava ancora Sampdoria, ma la Sampierdarenese, una delle società che darà vita poi all’attuale club blucerchiato nel secondo dopoguerra, giocava in questo vero e proprio catino, lo stadio Villa Scassi sito nel comune di Sampierdarena, autonomo dalla città di Genova fino al 1926.

Definito affettuosamente La scatola di pillole, il piccolo stadio conteneva al massimo 5000 persone ed era stato costruito all’interno del parco della cinquecentesca villa Imperiale Scassi, detta La Bellezza, acquistata nel 1888 dall’allora comune di Sampierdarena.

Le tribune erano interamente in legno e venne inaugurato nel 1920 con  la disputa di un derby amichevole tra i padroni di casa della Sampierdarenese e l’Andrea Doria terminato con il risultato di 4-1.

Breve fu la vita dell’impianto che venne chiuso e demolito per fare spazio all’attuale Via Cantore, nei pressi della tangenziale di Genova. La stessa compagine, A.C. Sampierdarenese, verrà sciolta dal regime fascista, per dare vita alla A.C. La Dominante.

Milton Keynes: storia dello stadio con le mucche

Il National Hockey Stadium era una struttura multisportiva situata a Milton Keynes con una capienza di 4000 posti, temporaneamente incrementata a 9000 nel periodo 2003-2007. Lo stadio ora non esiste più, in seguito a demolizione e la zona è stata interamente rimpiazzata dalle costruzioni dedicate a Network Rail, la compagnia ferroviaria britannica privata.

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Nell’estate 2007 i Dons (diminutivo del club) si spostarono nel nuovo stadio Bletchey, lasciando la struttura in totale abbandono. La demolizione ebbe luogo solo nel 2009 mentre nel luglio 2012 la destinazione d’uso è stata definitivamente cambiata.
L’opera era stata realizzata nel 1995, quando lo sport a cui era dedicata era l’hockey su prato. Sul prato sintetico, la nazionale britannica infatti disputava i matches internazionali, come avvenne regolarmente fino al 2003.

Nell’estate dello stesso anno, lo stadio fu affittato al Wimbledon FC, che si era appena trasferito in maniera assai turbolenta dalla capitale.
Il terreno sintetico venne rimpiazzato dall’erba naturale e l’hockey dovette emigrare altrove.

La capienza fu portata a 9000 posti, in quanto l’ex club londinese militava in First Division (all’epoca la nostra Serie B). Adiacente alle tribune per i tifosi di casa, note come The Cowshed, poichè vi furono collocate le Concrete Cows, un’opera artistica moderna consistente in tre mucche e tre vitellini, realizzata dall’artista canadese Liz Leyh. Mai si è saputo se si trattasse dell’opera originale o di una delle tante repliche posizionate in diversi luoghi della città.

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Donny e Mooie, mascotte del club

L’opera dette lo spunto per la mascotte del club appena trasferito: due mucche chiamate Donny e Mooie divennero l’emblema della squadra. talvolta però i fans si divertivano ad abusare dei modellini, venendo spostate e posizionate in maniera hard, come potete immaginare. Nel luglio 2007 il club si trasferì definitivamente nel nuovo stadio a Denbigh North, vicino Bletchey, in tempo per l’inizio della stagione.
Il settore riservato ai fans dei Dons ha conservato il nome di The Cowshed, sebbene l’opera dell’artista canadese non abbia seguito i propri colori nei pressi della nuova struttura.

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