Gli Allenatori e capitani delle squadre vincitrici degli europei di calcio

La finale di Euro 2016 ra riservato la classica sorpresa estiva nonchè la prima volta: il Portogallo che, se in termini di vittorie a livello europeo poteva già vantare i successi di Benfica, Porto e Sporting Lisbona, a livello di nazionale aveva ancora la bacheca desolatamente vuota.

E così, con il successo dei lusitani, non si è realizzata una curiosa statistica: se infatti i transalpini avessero trionfato allo Stade de France, Didier Deschamps sarebbe stato il primo ad aver alzato il trofeo sia come allenatore che capitano della sua nazionale, vittoria ottenuta ad Euro 2000 in finale contro l’Italia.

AnnoSquadraAllenatoreCapitano
1960URSSGavriil KacalinIgor’ Netto
1964SpagnaJosé VillalongaFernando Olivella
1968ItaliaFerruccio ValcareggiGiacinto Facchetti
1972Germania OvestHelmut SchönFranz Beckenbauer
1976CecoslovacchiaVáclav JežekAnton Ondruš
1980Germania OvestJupp DerwallBernard Dietz
1984FranciaMichel HidalgoMichel Platini
1988Paesi BassiRinus MichelsRuud Gullit
1992DanimarcaRichard Møller NielsenLars Olsen
1996GermaniaBerti VogtsJürgen Klinsmann
2000FranciaRoger LemerreDidier Deschamps
2004GreciaOtto RehhagelTheodoros Zagorakis
2008SpagnaLuis AragonésIker Casillas
2012SpagnaVicente del BosqueIker Casillas
2016PortogalloFernando SantosCristiano Ronaldo

Russia: brutte figure ad Euro 2016, sciogliamo la nazionale

Mancano due anni ai Mondiali di Russia 2018 ed il paese si sta preparando per tempo ad accogliere le 32 nazionali che lotteranno per la Coppa del Mondo. Il paese, che ospita per la prima volta, sta facendo le cose in grande: stadi avveniristici ospiteranno i matches, veri e propri fiori all’occhiello in termini architettonici.

Ma in campo tecnico le cose non stanno filando per il verso giusto: la sconfitta per 3-0 subita ieri sera contro il Galles ha estromesso la nazionale da Euro 2016, non certamente il viatico migliore per affrontare la prossima rassegna casalinga.

Ed oltre i danni all’immagine causati dagli hooligans nelle città francesi prima e dopo le partite, anche la squadra non sta mostrandosi all’altezza, tanto che Dmitry Svischev, il capo del comitato della Duma di stato sulla cultura fisica, lo sport e la gioventù, ha proposto di sciogliere la nazionale russa di calcio.

“Ce l’aspettavamo. Tutti semplicemente speravano in un miracolo, ma non è accaduto. Forse, i miracoli non esistono. Tutto è giunto alla conclusione logica: andiamo a casa. Non c’è da discutere. Bisogna cambiare tutto in maniera radicale: cacciare via tutti e ripartire da zero”, dice Dmitry Svischev.

A questo si aggiunge che il ct Leonid Sluckij ha di fatto annunciato le sue dimissioni dopo il misero risultato europeo, un solo punto in tre partite e peraltro guadagnato in pieno recupero nel primo incontro con l’Inghilterra. Dopo l’abbandono di Fabio Capello in seguito all’eliminazione dai mondiali brasiliani, non certamente la migliore pubblicità per Russia 2018.

russia

Euro2016: la Svizzera pronta ad “incendiare” la fase finale

Non avere mai alzato al cielo una coppa, europea o mondiale, sia da parte di un club che della nazionale poco importa. Ad Euro 2016 la Svizzera vuole  dire la sua e, dopo aver spaventato l’Argentina di Messi in Brasile 2014, gli uomini di Petkovic sorprenderanno.

1. La Storia non è dalla parte dei rossocrociati

La Svizzera ha terminato al primo posto del Gruppo 1 le qualificazioni ad Euro 2016, evento accaduto in tutte e tre le volte in cui i rossocrociati si sono guadagnati al’accesso al torneo finale.
I tifosi locali però non ritengono che la loro nazionale possa avere grandi chance: il precedente favorevole riguarda Euro 96, quando nel match inaugurale affrontarono i padroni di casa dell’Inghilterra strappando un pareggio per 1-1 nel tempio di Wembley. Tuttavia persero i due incontri successivi contro Olanda e Scozia e dovettero fare le valigie per casa subito.

Nel 2004 iniziarono con un pareggio a reti inviolate contro la Croazia e poi vennero sconfitti da Inghilterra e Francia. Nel 2008, quando ospitarono in coabitazione con l’Austria il torneo, persero contro Repubblica Ceca e Turchia e dovettero attendere il match finale quando superarono per 2-0 il Portogallo che nell’occasione non schierò Cristiano Ronaldo.

2. Titolari di un record “sfortunato” ai Mondiali

Nella Coppa del Mondo 2006 in Germania, la porta della Svizzera rimase inviolata in tutti e Quattro gli incontri: ai 16-esimi di finale infatti persero ai rigori contro l’Ucraina senza neppure segnare un penalty, venendo sconfitti per 3-0. L’imbattibilità venne prorogata fino al secondo incontro dei Mondiali 2010, quando il Cile vinse per 1-0 contro gli elvetici, fermatisi a 559 minuti senza subire un goal.

3. Sono una multinazionale

La partita inaugurale Svizzera – Albania dell’undici giugno vedrà affrontarsi in un derby familiare i fratelli Xhaka: Granit, fresco di passaggio all’Arsenal, indossa la maglia della Svizzera mente Taulant, nato a Basilea, ha optato per la nazione d’origine, l’Albania.

Le due “rose” hanno almeno sei giocatori che potrebbero giocare a parti invertite: Xerdan Shaqiri, visto in Italia con l’Inter ed ora allo Stoke City, emigrò dalla natia Albania con i genitori in Svizzera, optando poi a livello calcistico per i rossocrociati.

4. La superstar

Il 19-enne Breel Embolo, nato in Camerun,sarà uno dei calciatori più osservati durante la competizione dagli operatori di mercato. L’anno scorso il suo club, il Basilea, rifiutò l’offerta di 27 milioni di euro recapitatagli dal Wolfsburg. E Mourinho non ha fatto mancare di far notare  il suo interesse per il giovanissimo attaccante.

Embolo ha acquistato la nazionalità svizzera nel dicembre 2014 ed appena quattro mesi dopo era già in campo con la nazionale maggiore. Al momento vanta nove presenze ed una rete, su dischetto, nel 7-0 contro San Marino.

5. Seferovic, il nazionale strappato alla Bosnia

Haris Seferovic, attualmente top scorer della nazionale, avrebbe potuto non disputare questi europei. Il giocatore dell‘Eintracht Francoforte infatti, nato in Svizzera nel 1992, proviene da una famiglia bosniaca. Nel 2013 annunciò che avrebbe voluto indossare la maglia come Pjanic e gli campioni bosniaci, tuttavia arrivò prima la federazione elvetica ed accettò la proposta: già nel febbraio dello stesso anno debuttò contro la Grecia.

Seferovic, spesso utilizzato partendo dalla panchina, ha finora segnato sette reti con gli svizzeri.

Il nuovo stadio del Lione, casa di Euro 2016: Parc Olympique Lyonnais

Il Grand Stade di Lyon (Lione) sarà il più grande della rassegna continentale di Euro 2016, espressione della cultura e della comunità del club, come ci tiene a precisare il club plurivincitore in Ligue 1. Sebbene siamo soliti ad associare il termine grandezza con capienza, vedremo che i “lyonnais” intendono un altro primato.

L’arena, che presenta le migliori comodità disponibili per un fan, è ovviamente multidisciplinare, con la presenza di bar, sale meeting, ristoranti. Con una capienza pari a 59.186, la struttura può essere espandibile fino a 60mila per ospitare i matches di rugby ed altri eventi come concerti.

Peculiare il tetto dell’arena, uno dei più grandi al mondo: la superficie di 53,700 metri quadrati diventa punto focale nel panorama della città, rendendo la struttura facilmente localizzabile a vista d’occhio.

La partita inaugurale si è disputata il 9 gennaio 2016 tra Olympique Lione e Troyes per la ventesima giornata di Ligue 1, con la vittoria dei padroni di casa per 4-1. L’impianto è stato scelto anche dalla pop star americana Rihanna come tappa del suo Anti World Tour il 19 luglio 2016.

stadio lione
Il Parc Olympique di Lione dall’alto

Il Project Architect Garry Reeves, in merito all’opera, ha motivato il perché di alcune scelte: “Lo stadio è stato pensato come  una scintilla per l’area, e siamo stati estremamente fortunati nel lavorare con un team di persone entusiaste rappresentatrici sia del club che della città. Molte delle caratteristiche sono ispirate da questo club speciale che è il Lione; in particolare i settori nord e sud (le due curve) sono state disegnate in questo modo per facilitare l’effetto sonoro dei tradizionali canti dei fans di casa, creando un effetto cacofonico che sia stimolante per i propri beniamini”.

lione stadio mappa

Come arrivare allo stadio di Lione

Il Parc Olympique Lyonnais si trova alla periferia della città, Décines, nella parte est, ad appena 10 km dal centro della città.

Lo stadio è facilmente  raggiungibile, essendo vicino alla strada N346 / E15. Prendendo la N346 proveniendo dalla A42 direzione nord oppure dalla A43 direzione sud e prendere l’uscita numero 6.

Con i mezzi pubblici invece

– Dalla stazione ferroviaria Part-Dieu: tramway T3
– Dalla stazione ferroviaria Lyon-Perrache: metro linea A fino alla fermata Vaux-en-Velin la Soie, poi proseguire con il tramway T3
– Il comune di Décines-Charpieu è raggiungibile con le linee di autobus 7, 16, 67, 79, 85 e 95 oltre che la linea T3 del tramway

I parcheggi

Il Grand stade dispone di 6700 posti per parcheggiare l’auto. Parcheggi ulteriori (8800 posti) sono disponibili nelle località limitrofe Chassieu – Eurexpo e Meyzieu – Pannettes. Da qui un servizio navetta accompagna i fans allo stadio.

Dati generali

Dove si trova: 10 Avenue Simone Veil, 69150 Décines-Charpieu, Francia
Inizio lavori: 2012
Inaugurazione: 2016
Proprietario: Olympique Lione
Progetto: Populous

Le partite di Euro 2016 a Lione

1°Turno: 13/06/2016 ore 21.00 Belgio – Italia 0-2

2°Turno: 16/06/2016 ore 18.00 Ucraina – Irlanda del Nord 0-2

3°Turno: 19/06/2016 ore 21.00 Romania – Albania 0-1

3°Turno: 22/06/2016 ore 18.00 Ungheria – Portogallo 3-3

Ottavi di finale: 26/06/2016 ore 15.00 Francia – Eire 2-1

Semifinale: 06/07/2016 ore 21.00 Portogallo – Galles 2-0

Il trofeo consegnato ai vincitori dell’Europeo di calcio: la storia

Il trofeo assegnato ogni quattro anni alla nazionale vincitrice degli Europei porta il nome di Henri Delaunay, il primo ad aver pensato ad una competizione continentale per nazioni.

Nel 1957, tre anni prima della disputa della prima edizione, fu quasi naturale dedicare la coppa a colui che diede lustro allo sport ed al calcio in generale, motivo per cui gli venne dedicato. Questo primo trofeo fu realizzato dall’orafo Chobillon, su progetto di Arthus Bertrand: aveva un’altezza di 42,5 cm per un peso di 10 kg.

La seconda versione del trofeo

In occasione dell’Europeo 2008, fu presentata una nuova versione. Venne rimosso il piedistallo su cui era inciso il nome della Nazionale vincitrice, ora inserito sul retro: realizzata dalla Asprey London, la nuova coppa pesa 2 chili in più rispetto alla precedente, con un’altezza maggiore di 18 centimetri rispetto al precedente poiché l’UEFA riteneva troppo piccola la versione originale.

Attualmente la Spagna è l’unica nazionale ad essere riuscita a conquistare le due versioni del trofeo.

Henri Delaunay padre del Campionato d’Europa

Henri Delaunay (15 giugno 1883 – 9 novembre 1955) è stato un dirigente sportivo francese che ha contribuito in maniera importante allo sviluppo e all’organizzazione del calcio su scala mondiale.
Svolse per qualche tempo anche la carriera di arbitro, e dopo essere stato primo segretario generale della Federazione calcistica della Francia nel 1919, fondandola assieme a Jules Rimet, divenne membro della FIFA, facendo parte del Board nel periodo 1924 – 1928, partecipando alla nascita della Coppa del Mondo, che si tenne per la prima volta in Uruguay nel 1930.

Sempre negli Anni Venti, spinse per la creazione di una competizione europea riservata alle rappresentative Nazionali europee, a differenza della vecchia Coppa Europa, riservata solo alle Nazionali italiana, svizzera, jugoslava, ungherese, austriaca e cecoslovacca. Inoltre si fece promotore di una rassegna dedicata ai club: la Mitropa Cup, che prese il via nel 1927, era una costola di un grande torneo che nacque soltanto nel 1955 grazie al quotidiano francese L’Equipe.

Quando nel 1954 nacque l’UEFA, Delaunay venne eletto segretario generale e la sua idea di creare un Campionato europeo di calcio in sostituzione della “Coppa Europa” venne approvata, programmando la prima edizione per il 1960.

Delaunay però venne a mancare nel 1955: senza dubbio il dirigente francese era nella mente di molti quando si dovette pensare al nome da attribuire al trofeo da consegnare ai vincitori del torneo.
Alla sua morte, avvenuta il 9 novembre 1955, il figlio Pierre prese il suo posto alla segreteria generale dell’UEFA.

Alla Francia si devono dunque i natali delle più importanti competizioni sportive: oltre alle due rassegne calcistiche, Mondiali ed Europeo, i Giochi Olimpici moderni furono ideati e fondati dal transalpino Pierre de Coubertin.