Serie A 2017-18: gli allenatori delle squadre, il loro passato da calciatore

La stagione della Serie A 2017-18 non è ancora alle porte ma gli organici tecnici delle 20 squadra della massima serie sono stati tutti definiti. Diamo allora uno sguardo al passato da calciatore dei “comandanti” che dovranno condurre in porto la loro barca dopo 10 mesi di navigazione che, siamo sicuri, non saranno semplici per nessuno.

A guidare la speciale classifica degli allenatori più vincenti quando giocavano, è ancora il “bolognese” Roberto Donadoni che, con il Milan, scrisse le prime pagine memorabili della presidenza Berlusconi. Segue, a distanza, il serbo Mihajlovic del Torino che vanta trionfi a ripetizione divisi fra Italia ed Jugoslavia quando indossava la maglia della Stella Rossa.

Anche il neo “viola” Stefano Pioli vanta una Coppa dei Campioni in bacheca, sebbene nella stagione della triste notte dell’Heysel non fu tra i protagonisti principali, relegato spesso in panchina da Giovanni Trapattoni.

Mancherà in questa stagione un tecnico Mondiale: l’anno scorso, con la presenza del Pescara nella massima serie, Massimo Oddo portava in dote anche il titolo iridato di Germania 2006. Tuttavia l’ex di Milan e Lazio non ha concluso positivamente l’esperienza, venendo esonerato nel corso del girone di ritorno.

Anche quest’anno la Serie A ci regala un tecnico vergine dall’aver calcato i campi: Maurizio Sarri è infatti l’unico allenatore a non vantare un passato da professionista.

squadraallenatoreseriesquadra/e da calciatoretrofei da calciatore
AtalantaGasperiniAPescara
BeneventoBaroniAUdinese, Roma, Napoli1S, 1SI
BolognaDonadoniAMilan6 S, 3 CC, 2 CI
CagliariRastelliAPiacenza, Reggina
ChievoMaranBChievo
CrotoneNicolaASiena
FiorentinaPIOLIAJuventus, Verona, Fiorentina, Padova1S, 1CC, 1 CI, 1SU
GenoaJuricAGenoa, Hajduk SpalatoCampionato, coppa e Supercoppa in Croazia
InterSPALLETTICEmpoli, Viareggio, Spezia
JuveAllegriACagliari, Pescara
LazioInzaghi S.ALazio, Atalanta, Sampdoria1 S, 3 Ci, 2 SI, 1SU
MilanMontellaARoma, Sampdoria1 S, 1 SI
NapoliSarrimai
RomaDI FRANCESCOARoma1S
SampdoriaGiampaoloBFidelis Andria
SassuoloBUCCHIAPerugia, Ancona, Siena, Napoli
SpalSempliciCGrosseto, Arezzo
TorinoMihajlovicARoma, Lazio, Sampdoria, Inter, Stella Rossa2 S, 4Ci, 3SI, 1 CC, 1CI, 1 CdC, 3 SJ
UdineseDelneriAUdinese1 Mitropa Cup
VeronaPecchiaAJuventus, Napoli, Bologna, Como, Ascoli1S, 1SI

Legenda

S Scudetto
CC Coppa Campioni
Ci Coppa Italia
CI Coppa Intercontinentale
SU Supercoppa Uefa
CdC Coppa delle Coppe
SI Supercoppa Italiana
SJ Scudetto Jugoslavia

Maglia Sampdoria 2017-18: Baciccia torna sul braccio

La Sampdoria torna all’amore di una vita e Baciccia si “riprende” il suo posto: la maglia per la stagione 2017/2018 vedrà infatti il simpatico ometto con la pipa spostarsi dal petto alla manica  come nell’anno dello Scudetto e dell’avventura in Coppa dei Campioni, ma anche nella stagione in cui proprio la maglia della Sampdoria è stata eletta come la più bella del mondo (2012/13).

Lo sponsor tecnico Joma ha voluto così esaltare nel nuovo kit l’essenza dei colori blucerchiati e tra gli ulteriori dettagli ha inserito la scritta La maglia più bella del mondo nella parte interna del colletto, dove è previsto anche un inserto blucerchiato, realizzato con un rib smacchinato e visibile anche nella parte posteriore, al di sopra della scritta U.C. Sampdoria nel font ufficiale del club.

Tra le altre  qualità, Joma ci tiene a sottolineare l’applicazione di tutti gli standard qualitativi previsti sia per quanto riguarda le maglie da gioco dei calciatori sia per le le maglie destinate alla vendita, identiche a quelle fornite alla squadra.

Inoltre, l’azienda ha esaltato i segni distintivi e d’identità dell’U.C. Sampdoria: la banda blucerchiata che, come vuole la tradizione, compie un giro completo di tutti i colori che da più di 70 anni rendono unica la maglia della Sampdoria, e lo scudo di Genova, posto al centro del petto.

 

La partita di tennis più corta della storia

Il match di tennis più veloce della storia: Nieminen-Tomic 6-0,61 in 28 minuti

La partita di tennis può durare un’infinità oppure uno spazio breve, qualora un infortunio capiti ad uno dei contendenti. Ma il record della partita più veloce appartiene ad torneo del Master 1000, quello di Miami, quando il finlandese Jarkko Nieminen battè con un perentorio 6-0, 6-1 l’australiano Bernard Tomic, rimanendo in campo soltanto 28 minuti e 20 secondi.

Sebbene a differenza di età fosse a vantaggio dell’australiano  (21 anni), quest’ultimo rientrava da un infortunio che non gli permetteva di rendere al meglio. E così sul cemento della Florida il 33-enne finnico ebbe la meglio in meno di mezz’ora.

Il record precedente spettava apparteneva all’incontro Rusedski – Arriens con il primo che superò agilmente con un doppio 6-0 in 29 minuti nel torneo di Sydney del 1996 il tedesco.

Tornando a Nieminen, non fece molta strada nel torneo americano, venendo battuto al secondo turno dall’ucraino Dolgopolov.

 

 

 

Basket NBA: il giocatore che ha disputato più finali

Giocare la finale NBA è un vanto per pochi, ancora meno per chi può mettere l’anello al dito della vittoria nel campionati di basket più importante al mondo. e quando diventa consuetudine arrivare all’atto ultimo, allora le porte della Leggenda si aprono automaticamente.

E’ Bill Russell il giocatore a detenere il primato di apparizione nelle Serie Finali: attenzione, non stiamo parlando di partite di finale giocate, quanto di Finals raggiunte. Ed il centro americano degli Anni 50-60 detiene il primato con ben 12 Serie finali disputate, di cui ben 11 vinte!!!!

Tanto per rendere l’indea della grandezza del personaggio, è utile ricordare che al momento vi sono sette franchigie che non sono mai nemmeno arrivate all’evento clou del basket americano (tra parentesi anno di ingresso nella NBA), ovvero Charlotte Hornets (2004), Denver Nuggets (1976), Los Angeles Clippers (1970), Memphis Grizzlies (1995), Minnesota Timberwolves (1989), New Orleans Pelicans (1988)
Toronto Raptors (1995).

Ed a voler aggiungere elementi al suo già noto spessore, Russell giocò 13 stagioni in NBA, sempre e solo con i Boston Celtics, perdendo una sola finale e non riuscendo a portare la squadra in finale soltanto in un’occasione, nel 1967.

Russell detiene inoltre il record per il maggior numero di campionati vinti in una lega nordamericana; il solo atleta ad aver pareggiato questo record è Henri Richard, stella dell’hockey su ghiaccio NHL con i Montreal Canadiens.

In totale ha disputato 70 partite di Finali, una media stratosferica di 5.8 per ogni annata, merito anche del fatto che in ben 5 occasione i suoi Celtics arrivarono a gara-7.

Di seguito la classifica All-Time

FinalsGiocatoreSquadra/e (Periodo)
12Bill RussellBOS (’57-’69)
11Sam JonesBOS (’58-’69)
10Kareem Abdul-JabbarMIL, LAL (’71-’89)
9Jerry WestLAL (’62-’73)
9Magic JohnsonLAL (’80-91)
9Tom HeinsohnBOS (’57-’65)
8Elgin BaylorMNL, LAL (’59-’70)
8Frank RamseyBOS (’57-’64)
8John HavlicekBOS (’63-’76)
8K.C. JonesBOS (’59-’66)
8Michael CooperLAL (’80-’89)
8Tom SandersBOS (’61-’69)

Eurolega 2017-18: le squadre ammesse

Definito il tabellone delle 16 squadre europee ammesse a disputare l’Eurolega 2017-18 che vedrà confermata la formula del suo primo anno. Girone all’italiana con andata e ritorno per un totale di 30 partite. Al termine della stagione regolare  le prime 8 verranno ammesse a disputare i quarti di finale con una serie al meglio delle 5 partite (bella in casa della miglior classificata).

Le quattro squadre vincenti andranno a contendersi il titolo nella Final Four che nella primavera 2018 si disputerà a Belgrado.

La divisione per nazioni vede premiata la Spagna che passa addirittura a cinque compagini: Real Madrid, Barcellona e Baskonia, saranno accompagnate da Valencia (l’ufficialità dovrebbe arrivare nel mese di luglio), attuale finalista in Acb con il Real, e Malaga, che ha ottenuto una licenza come vincitrice dell’Eurocup.

Poi, a scendere due turche (Fenerbahçe ed Efes) che perdono Galatasaray, vincitrice dell’Eurocup 2015-16 e Darussafaka, titolare di una wild card, due greche (Olympiacos e Panathinaikos), due russe (Cska Mosca e Khimki, che prende il posto di Kazan), gli israeliani del Maccabi Tel Aviv, i lituani dello Zalgiris Kaunas, l’Olimpia Milano, i serbi della Stella Rossa, vincitrici della Lega Adriatica, e i campioni di Germania del Bamberg.

LE SQUADRE — Licenza A (pluriennale): Fenerbahçe Istanbul (Turchia), Efes Istanbul (Turchia), Cska Mosca (Russia), Olympiacos Pireo (Grecia), Panathinaikos Atene (Grecia), Olimpia Milano (Italia), Real Madrid (Spagna), Barcellona (Spagna), Baskonia Vitoria (Spagna), Maccabi Tel Aviv (Israele), Zalgiris Kaunas (Lituania). Licenza B (annuale): Valencia (Spagna), Khimki Mosca (Russia), Stella Rossa Belgrado (Serbia), Bamberg (Germania). Licenza C (annuale): Malaga (Spagna).

Terminare una stagione con punti, goals fatti/subiti uguali

Il Peterborough United, compagine inglese che milita nella League One, ha appena terminato la stagione 2016-17 all’undicesimo posto con una curiosa sequenza di numeri: ha infatti registrato nello score personale 62 punti, 62 goals fatti e 62 subiti, davvero un tris incredibile se si pensa che il tutto è avvenuto dopo ben 46 partite.

E nel passato ricorrono eventi statistici del genere? Nella stagione 1973-74 il Millwall registrò una sequenza altrettanto interessante: 14 vittorie, 14 pareggi, 14 sconfitte, 51 goals fatti, 51 subiti, 42 partite giocate, 42 punti totalizzati!!!

Il Port Vale invece, che militò in quarta serie nel 1968-69, seppe forse far di meglio: 46 partite disputate, 46 goals fatti e 46 subiti, 46 punti fatti. Simmetria interessante se si valuta lo score finale, con 16 vinte, 14 pareggi, 16 perse. Messi in sequenza i numeri, si avrebbe una serie palindroma (46-46-16-14-16-46-46), fatto da far svenire un matematico. 

Altre sequenze attraenti furono quelle del Leicester che nella Premier League 1999-00 fece (GF55, GA55, Pts55), il Rochdale nella Terza Divisione 1996-97 (GF58, GA58, Pts58) ed il Wimbledon che nella First Division (attuale Premier League) 1991-92 registrò un (GF53, GA53, Pts53).”

Calcio: Il presidente rimasto in carica più a lungo

La carica di presidente del Milan (nonchè di proprietario) mantenuta da Silvio Berlusconi per ben 31 anni, dopo aver acquisito il club nel lontano 1986 ed averlo da poco ceduto in mani cinesi nella primavera 2017, rimane un primato italiano al 100%.

Ma si può far di meglio. Non è una critica al Super presidente dei rossoneri, quanto un confronto con chi, nel calcio professionistico, è riuscito a superare il primato di longevità. L’attuale numero uno del Porto, Jorge Nuno Pinto da Costa, è infatti ancora saldamente al comando della squadra lusitana, essendo in carica dal 17 aprile 1982, dunque da ben 35 anni e non pare abbia intenzione affatto di mollare. Tale “presidio” della carica lo ha fatto divenire inoltre il dirigente sportivo con più titoli al mondo ben 58. Fra i successi più importanti meritano citazione 2 Coppe dei Campioni, 2 Europa League, 2 Coppe Intercontinentali ed una Supercoppa Europea. Fra i suoi meriti sicuramente vi è quello di aver lanciato Josè Mourinho come allenatore, con cui vinse nei primi anni 2000 in campo europeo dopo un decennio di pausa.

Manca poco al lusitano per superare colui che è in cima alla classifica, il turco Ilhan Cavcav, presidente del Gençlerbirligi, società che ha sede in Ankara. Guidò la società dal 1978 fino alla sua morte, avvenuta il 22 gennaio 2017 all’età di 81 anni in seguito ad un’emorragia cerebrale. Cavcav, durante i suoi quasi 40 anni di regno, non fu però un presidente tenero, tanto da aver avuto alle sue dipendenze ben 41 allenatori e conquistando solo due coppe nazionali.

Scendendo nelle categorie inferiori, Jim Edwards fu il numero uno del Peacehaven & Telscombe, compagine del calcio dilettantistico inglese per ben 36 anni, ritirandosi a “vita privata” nel 2014. La sua impresa sportiva fu di condurre il club dall’anonimato della Sussex league alla promozione in Isthmian League Division One South (l’ottavo gradino della piramide del calcio inglese) e lasciando la carica appena raggiunto l’obbiettivo. Il Peacehaven & Telscombe è situato nella cittadina di Peacehaven, distante solo pochi chilometri da Brighton, la cui squadra locale ha raggiunto nella stagione 2016-17 la promozione in Premier League dopo ben 34 anni d’assenza.