Albo d’Oro Champions League Volley maschile

La Champions League è la massima competizione di volley per squadre a livello europeo. La prima edizione si svolse nella stagione sportiva 1959-60 e da allora, continuativamente, ogni anno, vede le migliori squadre del continente contendersi  il trofeo.

Il torneo ha però modificato nel corso degli anni denominazione  e formula. Vediamo come.

1959 – 2000: Coppa dei Campioni
2000 – 2008: European Champions League
2008 – : CEV Champions League

In merito alla formula del torneo, le prime cinque edizioni prevedevano una serie di incontri ad eliminazione diretta con il sistema della somma dei sets in caso di 1-1 nel conto delle vittorie. Anche la sfida finale consisteva in un doppio incontro giocato nelle città delle squadre finaliste.

Poi, una prima modifica introdotta nel 1965 e fino al 1971, prevedeva che in caso di vittoria alternata delle due formazioni, un terzo e decisivo incontro si sarebbe disputato su campo neutro.
A partire dal 1971 è stata resa ancor più spettacolare la fase finale del torneo con l’introduzione della formula della Final Four, dove le quattro squadre finaliste si incontrano per le semifinali e le finali in una due giorni su campo unico.

Nell’edizione in corso, 2016-17, sono 36 le squadre che hanno preso parte alla manifestazione, con una squadra per ogni federazione nazionale che ne ha fatto richiesta. Poi, sullo stile della Champions League del calcio, il ranking CEV ha assegnato ulteriori squadre ad alcune federazioni, più precisamente: Italia, Polonia, Turchia e Russia, con tre squadre, mentre con due squadre si sono presentate Belgio, Francia e Germania.

 

AnnoSede finaliCampioneSecondaTerza
1959-60 Mosca-BucarestURSS CSKA MoscaRomania Rapid Bucarest
1960-61 Mosca-BucarestRomania Rapid BucarestURSS CSKA Mosca
1961-62 Mosca-BucarestURSS CSKA MoscaRomania Rapid Bucarest
1962-63 Mosca-BucarestRomania Rapid BucarestURSS CSKA Mosca
1963-64Lipsia-ZagabriaGermania Est VC LipsiaJugoslavia Mladost Zagabria
1964-65 Bruxelles[1]Romania Rapid BucarestBulgaria Minjor Pernik
1965-66 BucarestRomania Dinamo BucarestRomania Rapid Bucarest
1966-67 BucarestRomania Dinamo BucarestRomania Rapid Bucarest
1967-68 La Louvière[1]Cecoslovacchia VC Spartak BrnoRomania Dinamo Bucarest
1968-69Sofia-BucarestBulgaria CSKA SofiaRomania Steaua Bucarest
1969-70 Alma-Ata-BrnoURSS Burevestnik Alma-AtaCecoslovacchia Zbrojovka Brno
1970-71 Bruxelles[1]URSS Burevestnik Alma-AtaCecoslovacchia Zbrojovka Brno
1971-72 BruxellesCecoslovacchia Zbrojovka BrnoPaesi Bassi AMVJ AmstelveenItalia Ruini Firenze
1972-73 DeurneURSS CSKA MoscaPolonia AKS RzeszówCecoslovacchia Ruda Hvezda Prague
1973-74 ParigiURSS CSKA MoscaRomania Dinamo BucarestGermania Est VC Lipsia
1974-75 AmstelveenURSS CSKA MoscaGermania Est VC LipsiaBulgaria VC Slavia Sofia
1975-76 BruxellesCecoslovacchia Dukla LiberecBulgaria VC Slavia SofiaJugoslavia OK Spartak Subotica
1976-77 PieksämäkiURSS CSKA MoscaRomania Dinamo BucarestBulgaria CSKA Sofia
1977-78 BasileaPolonia Plomien MilowicePaesi Bassi VoorburgCecoslovacchia Aero Odolena Voda
1978-79 BruxellesCecoslovacchia VKP BratislavaRomania Steaua BucarestPolonia Plomien Milowice
1979-80 AnkaraItalia Pallavolo TorinoCecoslovacchia VKP BratislavaTurchia Eczasibasi Istanbul
1980-81 Palma di MaiorcaRomania Dinamo BucarestURSS CSKA MoscaPolonia Gwardia Wroclaw
1981-82 ParigiURSS CSKA MoscaItalia Pallavolo TorinoRomania Dinamo Bucarest
1982-83 ParmaURSS CSKA MoscaFrancia AS CannesItalia Pallavolo Parma
1983-84 BasileaItalia Pallavolo ParmaJugoslavia Mladost ZagabriaCecoslovacchia Dukla Liberec
1984-85 BruxellesItalia Pallavolo ParmaJugoslavia Mladost ZagabriaBulgaria CSKA Sofia
1985-86 ParmaURSS CSKA MoscaItalia Pallavolo ParmaPaesi Bassi Martinus Amstelveen
1986-87 HertogenboschURSS CSKA MoscaItalia Pallavolo ModenaPaesi Bassi Martinus Amstelveen
1987-88 LorientURSS CSKA MoscaItalia Pallavolo ModenaPaesi Bassi Martinus Amstelveen
1988-89 Il PireoURSS CSKA MoscaItalia Pallavolo ModenaJugoslavia Vojvodina Novi Sad
1989-90 AmstelveenItalia Pallavolo ModenaFrancia AS FréjusSpagna Palma Volley
1990-91 ModenaURSS CSKA MoscaItalia Pallavolo ParmaItalia Pallavolo Modena
1991-92 Il PireoItalia Ravenna VolleyGrecia OlympiakosRussia CSKA Mosca
1992-93 Il PireoItalia Ravenna VolleyItalia Pallavolo ParmaGrecia Olympiakos
1993-94 BruxellesItalia Ravenna VolleyItalia Pallavolo ParmaBelgio Zellik
1994-95 ModenaItalia Sisley TrevisoItalia Ravenna VolleyGrecia Olympiakos
1995-96 BolognaItalia Pallavolo ModenaGermania ASV DachauJugoslavia Vojvodina Novi Sad
1996-97 ViennaItalia Pallavolo ModenaBelgio Noliko MaaseikCroazia Mladost Zagabria
1997-98 Novi SadItalia Pallavolo ModenaSpagna Unicaja AlmeríaFrancia Paris Volley
1998-99 AlmeriaItalia Sisley TrevisoBelgio Noliko MaaseikGermania VfB Friedrichshafen
1999-00 TrevisoItalia Sisley TrevisoGermania VfB FriedrichshafenBelgio Noliko Maaseik
2000-01 ParigiFrancia Paris VolleyItalia Sisley TrevisoItalia Roma Volley
2001-02 OpoleItalia Lube MacerataGrecia OlympiakosGrecia Iraklis Salonicco
2002-03 MilanoRussia Lokomotiv-Belogor’eItalia Pallavolo ModenaPolonia ZAKSA Kedzierzyn-Kozle
2003-04 BelgorodRussia Lokomotiv-Belogor’eRussia Iskra OdincovoFrancia Tours Volley-Ball
2004-05 SaloniccoFrancia Tours Volley-BallGrecia Iraklis SaloniccoRussia Lokomotiv-Belogor’e
2005-06 RomaItalia Sisley TrevisoGrecia Iraklis SaloniccoRussia Lokomotiv-Belogor’e
2006-07 MoscaGermania VfB FriedrichshafenFrancia Tours Volley-BallRussia Dinamo Mosca
2007-08 LódzRussia Zenit KazanItalia Pallavolo PiacenzaPolonia Skra Belchatów
2008-09 PragaItalia Trentino VolleyGrecia Iraklis SaloniccoRussia Iskra Odincovo
2009-10 LódzItalia Trentino VolleyRussia Dinamo MoscaPolonia Skra Belchatów
2010-11 BolzanoItalia Trentino VolleyRussia Zenit KazanRussia Dinamo Mosca
2011-12 LódzRussia Zenit KazanPolonia Skra BelchatówItalia Trentino Volley
2012-13 OmskRussia Loko NovosibirskItalia PV CuneoRussia Zenit-Kazan’
2013-14 AnkaraRussia Belogor’eTurchia HalkbankPolonia Jastrzebski Wegiel
2014-15 BerlinoRussia Zenit-Kazan’Polonia Resovia RzeszówGermania SCC Berlino
2015-16 CracoviaRussia Zenit-Kazan’Italia Trentino VolleyItalia Lube Treia
2016-17 Roma

Nota Bene:

^ a b c Sede della terza sfida di spareggio, le prime due si sono disputate in casa delle due finaliste.

Le frasi famose di Mauro Icardi

Di Mauro Icardi, finchè giocherà a calcio, i tifosi ricorderanno le sue reti che, a soli 23 anni, sono già arrivate a pioggia. Poi, probabilmente una volta appese le scarpette al chiodo, i biografi si scateneranno nella caccia a gossip in merito alla sua storia d’amore, al momento felicemente culminata nel matrimonio, con Wanda Nara.

Eppure, il calciatore argentino non si fa problemi a difendere la sua privacy: fulgido esempio il libro scritto e pubblicato nell’ottobre 2016 che tanto scosse l’ambiente dell’Inter, società e tifosi inclusi, che portò il giocatore a ridimensionare alcune citazioni inserite. Ecco allora alcune fra le frasi più famose che Icardi finora ha rilasciato al pubblico.

Le frasi famose di Icardi

Barcellona è sul mare ed è piena di centri commerciali. A Genova sono stato benissimo, mi mancavano solo i negozi. Ora sono a Milano, i top dello shopping, ma non c’è il mare. Cosa compro?

Sono concentrato sul lavoro e voglio dare il massimo in ogni partita. Al Mister non posso che dire grazie perché appena ho potuto allenarmi con continuità mi ha concesso una chance che ho cercato di sfruttare al meglio.

Da uomo… tante cose che si dicono anche nello spogliatoio. Ognuno sa tirare fuori il meglio da ognuno. Non parlo con tutti allo stesso modo, alcuni gli fa piacere e si parla di questo. Incoraggio compagno a fare il meglio (dopo la sconfitta rocambolesca dell’Inter a Firenze nell’aprile 2017)

L’allegria per me è come la carne grigliata: il piatto migliore al mondo.

Messi è grandioso, ma il mio mito è Batistuta, che l’Italia conosce. Vorrei essere come lui.

È una questione di cuore, mi sento sudamericano.

Nel calcio non si sa mai quello che può succedere. Il Barcellona ha i migliori giocatori al mondo, ma non sempre vince in Spagna e in Europa. Può succedere anche alla Juventus. Ecco perché dobbiamo essere pronti ad approfittarne.

Alle giovanili del Barcellona vivevo dentro il Camp Nou, praticamente dietro la porta. E i giorni di gara me ne stavo in camera a guardare film. E non creda che sia l’unico: ce ne sono parecchi di giocatori a cui non frega niente del calcio.

Io lavoro per migliorarmi, per giocare bene e per mettere in difficoltà l’allenatore.

Il calcio è uno sport che mi fa divertire. Però ci gioco e basta. Le partite non le guardo mai e di quel che succede nell’ambiente non so nulla.

Avevo nove e dieci in tutte le materie. Mia madre mi obbligava a studiare e io, zitto, lo facevo.

È da quando ho dieci anni che so di essere più maturo della mia età, e pure le madri dei miei amici me lo dicevano sempre. Merito di mia mamma, che m’ha lasciato libero di prendere le mie belle musate, facendomi capire che la vita non è Disneyland.

E senza dimenticare le frasi incriminate della sua autobiografia che tanto rumore hanno provocato……

“Ho trovato il coraggio di affrontare la Curva a fine gara, insieme a Guarin. Mi tolgo maglia e pantaloncini e li regalo a un bimbo. Peccato che un capo ultrà gli vola addosso, gli strappa la maglia dalle mani e me la rilancia indietro con disprezzo. In quell’istante non ci ho più visto, lo avrei picchiato per il gesto da bastardo appena compiuto. E allora inizio a insultarlo pesantemente: ‘Pezzo di merda, fai il gradasso e il prepotente con un bambino per farti vedere da tutta la curva? Devi solo vergognarti, vergognatevi tutti’. Detto questo gli ho tirato la maglia in faccia. In quel momento è scoppiato il finimondo”.

Le conseguenze: “I dirigenti temevano che i tifosi potessero aspettarmi sotto casa per farmela pagare. Ma io ero stato chiaro: “Sono pronto ad affrontarli uno a uno. Forse non sanno che sono cresciuto in uno dei quartieri sudamericani con il più alto tasso di criminalità e di morti ammazzati per strada. Quanti sono? Cinquanta, cento, duecento? Va bene, registra il mio messaggio, e faglielo sentire: porto cento criminali dall’Argentina che li ammazzano lì sul posto, poi vediamo”. Avevo sputato fuori queste frasi esagerate per far capire loro che non ero disposto a farmi piegare dalle minacce […] “Una settimana dopo, un capo storico viene da me: pretende ancora le mie scuse. Io risposi così “Non devo chiedere scusa a nessuno di voi, se vi va bene perfetto, altrimenti ciao”

Quando il Chelsea perse il titolo per una scappatella

Punireste il vostro miglior giocatore per una marachella quando manca poco alla fine del campionato e siete in lizza per il titolo?

Questo il dilemma che si pose il tecnico del Chelsea a tre giornate dal termine del campionato 1964-65, con i Blues che avevano tutte le carte in regola per aggiudicarsi la vittoria finale.

Il club londinese doveva disputare le ultime tre partite del torneo tutte in trasferta, nel nord-est del paese, cosa insolita se paragonata ai tempi moderni.  Liverpool, Burnley e Blackpool erano le tre tappe finali del cammino, e tutte da effettuare in una sola settimana.

Così la dirigenza decise di rimanere lontano da case nel momento-clou, per evitare lunghe trasferte su e giù per il paese. Blackpool venne eletta a sede del ritiro: grosso errore. Dopo aver perso per 2-0 contro il Liverpool il 19 aprile 1965, bisognava attendere nella località, nota per essere uno dei centri balneari più importanti del paese, fino al sabato successivo prima di scendere in campo. Il coprifuoco deciso dall’allenatore non fermò però otto giocatori del Blues che lasciarono l’hotel di nascosto in piena notte.

Quando il tecnico Tommy Docherty venne informato dal portiere notturno che una porta d’emergenza era rimasta aperta e che alcuni elementi del team mancavano dalle loro stanze, si mise ad attenderli sull’uscio.

I “fuggiaschi” fecero rientro alle quattro del mattino: il giorno seguente Barry Bridges, George Graham, Marvin Hinton, John Hollins, Eddie McCreadie, Bert Murray, Terry Venables e la riserva Joe Fascione vennero immediatamente rispediti a casa, saltando il match successivo. Il Chelsea venne travolto per 6-2 dal Burnley, perdendo così tutte le speranze di vincere il campionato.

Per vincere lo scudetto, i Blues dovranno attendere 40 anni, quando nel 2004-05 la truppa guidata da Josè Mourinho (altro tecnico inflessibile), potrà alzare al cielo il trofeo dei vincitori della Premier League.

Quando ad Anfield i tifosi del Liverpool si fecero la doccia

A volte può piovere quando c’è il sole, a volte può piovere dal basso!! Così fu nel novembre 2012 per una parte di tifosi del Liverpool che, assiepati nelle prime file vicino al terreno di gioco, vennero innaffiate da uno spruzzatore guasto che si mise a funzionare in maniera irregolare poco prima del rientro in campo dei Reds e del Newcastle, la squadra ospitante.

I tifosi delle prima 20 fila del settore cosiddetto Paddock ebbero così una doccia inattesa e non gradita, data la stagione autunnale. La partita si chiuse sul punteggio di 1-1: per il Liverpool, guidati da Brendan Rodgers, la Premier League si chiuse con un dignitoso settimo posto mentre i Magpies si salvarono a stento all’ultimo turno.

Che differenza c’è fra football e soccer

Confondere calcio e football americano? A prima vista impossibile, eppure se parlate con un americano, fate ben attenzione ad usare la parola soccer invece di football, che si riferisce allo sport americano, sempre giocato in 11vs11, ma ben protetti da casco ed imbottiture resistenti sulle articolazioni e sul petto.

Ma perchè in USA si usa solo e soltanto la parola Soccer? Scopriamolo.

Un recente studio a cura del professor Stefan Szymanski dell’Università del Michigan ci aiuta nel comprendere perché, sebbene la lingua anglosassone sia comune, esista tale differenza.

La parola “soccer,” che arriva dalla Gran Bretagna dove venne coniata più o meno 200 anni fa, deriva dall’assonanza con il nome ufficiale del gioco “association football.” Siccome da tale disciplina nacquero altre “costole”, primo fra tutti il Rugby Football, c’è da credere che i britannici abbiano accorciato in un più colloquiale soccer per facilitare la comprensione del discorso.

“Il gioco del rugby football venne accorciato in ‘rugger,’ un termine riconosciuto dall’attuale lingua inglese britannica fino ai giorni nostri mentre association football game venne plausibilmente accorciato in ‘soccer’” come riporta Szymanski.

Gradualmente, la parola “soccer” guadagnò in popolarità negli Stati Uniti per distinguersi dal football americano appunto. A partire dagli Anni 80 poi, anche i britannici cominciarono a farne uso, in quanto cominciava a risentire sempre più del marchio a stelle e strisce.

Sempre nel suo interessante report, il docente adduce al fatto che negli USA sembra aver assunto un significato più democratico, in quanto l’uso è sempre più comune, oltre ad aver assunto lo status di nome proprio della disciplina, distinguendolo dall’altro football (quello americano).

Inoltre in Inghilterra, il termine soccer è stato declinato sempre più spesso per indicare il gioco del calcio praticato negli States, tanto che nella decade 80 la NASL, grazie all’arrivo ed ex-campioni dall’Europa, stava prendendo piede.

Le diatribe poi, a livello letterario, sono cresciute anche con riferimento al modo di seguire lo sport. Se in America le discipline devono essere soprattutto spettacolo, i fans sugli spalti devono aver il tempo di gustarsi del buon cibo (spazzatura) come se fossero davanti ad un teleschermo gigante. Mentre in Europa il calcio, in primis, viene spesso vissuto in equilibrio sul filo delle emozioni, tanto che allo stadio nei settori più caldi il match viene vissuto in piedi.

Infine, aggiunge Szymanski, il calcio nacque all’incirca fra il 220 ed il 680 d.c. e venne chiamato Football. Invece, quello che gli americani chiamano (a loro veduta) allo stesso nome, per il professore pare più simile ad una sfida tra motociclisti. Il casco infatti, non appartiene ad alcuno sport giocato con i piedi, tanto meno con le mani. Ed allora perchè non chiamarlo American Rugby ?

 

Monaco-Juventus 3-2: i bianconeri soffrono e vanno in finale di Champions 1998

Il ritorno della semifinale (stagione 1997-97) nel Principato Monaco-Juventus pareva una passeggiata: il 4-1 con cui i bianconeri si erano sbarazzati all’andata, seppure soffrendo, dei monegaschi, metteva su un piatto d’argento l’accesso alla finale di Amsterdam.

Ma sotto gli occhi del Principe, l’1-0 parziale ad opera di Nick Amoruso, non chiudeva la sfida. Ribaltamento del punteggio e sotto 1-2, la Juve sembrava in balia degli avversari. Poi l’ennesima prodezza di Del Piero chiudeva definitivamente i conti. Il 3-2 finale assegnava una platonica vittoria al Monaco che dovrà attendere ancora qualche anno prima di assaggiare l’atto finale della Champions League.

Il tabellino di Monaco-Juventus 1998

Il video di Monaco-Juventus 1998


Monaco – Juventus (3-2) 15.4.1998 di juventusmemories

Champions League: Derby di Madrid chi vincerà e perchè

Il Derby di Madrid sta assumendo sempre più carattere europeo: sarà il quarto confronto in Champions League fra le due compagini e finora hanno sempre avuto la meglio i Blancos, due volte addirittura alzando la coppa al termine del match.

Per l’Atletico di Simeone sarà la terza semifinale negli ultimi quattro anni mentre il Real sarà alla settima consecutiva.

Stavolta l’equilibrio pare dominare, vediamo perchè.

I Cinque Motivi Per Cui Vincerà il Real Madrid

1/ I Blancos sono gli unici ad aver superato i colchoneros quando sono stati guidati in panchina da Simeone. Accadde nei quarti di finale dell’edizione 2014-2015, quando un gol di Chicharito Hernandez li eliminò nel match di ritorno.

2/ Cristiano Ronaldo, è il Re della Champions. Il portoghese ha segnato finora 32 delle sue 100 reti complessive dai quarti alle finali finora disputate ed arriva dalla cinquina infilata alla difesa ermetica del Bayern.

3/ Il fattore psicologico. Il Real arriva da un triennio fantastico, super vincente e che solo la Juve seppe fermare nella semifinale di due anni fa.

4/ I giocatori sono tutti  in perfette condizioni. Soltanto Bale è leggermente indietro, sebbene sarà pronto ai primi di maggio.

5/ Se non fossero sufficienti i titolari, le riserve sono pronte e che riserve: Asensio, Isco, James, Morata, Kovacic costituiscono una sicurezza per Zidane.

I Cinque Motivi Per Cui Vincerà l’Atletico Madrid

1/ Il Calderón è un vero fortino in Europa. Sono ben 723 i minuti in cui i padroni di casa non subiscono una rete in un incontro ad eliminazione diretta. Sette partite ( con un supplementare incluso) più i 63 minuti contro il Milan. L’ultima rete fu infatti il goal di Kakà nel 4-1 inferto ai rossoneri nella stagione 2013-14.

2/ Griezmann è al top della condizione. Se a mister Simeone serve scegliere chi lo aiuterà nell’impresa, questo è sicuramente il francese, che ha una gran voglia di rivincita nei confronti dei blancos.

3/ Oblak e la miglior  difesa d’Europa. L’Atlético si sta dimostrando  nei numeri come il miglior reparto arretrato, assieme alla Juventus, della competizione.

4/ Il doppio confronto aiuta Simeone che si sta dimostrando nel corso degli anni un tattico sopraffino nei matches di 180 minuti.

5/ Il ritorno in casa al Calderon. Le statistiche parlano in favore dei colchoneros che quando sono stati guidati da Simeone hanno sempre avuto la meglio (PSV, Barça, Leverkusen, Milan e Barcellona ancora).Sarà anche l’ultimo match di Champions League disputato nello storico teatro madrileno, occasione da non perdere per  i fans dell’Atletico.