Che differenza c’è fra football e soccer

Confondere calcio e football americano? A prima vista impossibile, eppure se parlate con un americano, fate ben attenzione ad usare la parola soccer invece di football, che si riferisce allo sport americano, sempre giocato in 11vs11, ma ben protetti da casco ed imbottiture resistenti sulle articolazioni e sul petto.

Ma perchè in USA si usa solo e soltanto la parola Soccer? Scopriamolo.

Un recente studio a cura del professor Stefan Szymanski dell’Università del Michigan ci aiuta nel comprendere perché, sebbene la lingua anglosassone sia comune, esista tale differenza.

La parola “soccer,” che arriva dalla Gran Bretagna dove venne coniata più o meno 200 anni fa, deriva dall’assonanza con il nome ufficiale del gioco “association football.” Siccome da tale disciplina nacquero altre “costole”, primo fra tutti il Rugby Football, c’è da credere che i britannici abbiano accorciato in un più colloquiale soccer per facilitare la comprensione del discorso.

“Il gioco del rugby football venne accorciato in ‘rugger,’ un termine riconosciuto dall’attuale lingua inglese britannica fino ai giorni nostri mentre association football game venne plausibilmente accorciato in ‘soccer’” come riporta Szymanski.

Gradualmente, la parola “soccer” guadagnò in popolarità negli Stati Uniti per distinguersi dal football americano appunto. A partire dagli Anni 80 poi, anche i britannici cominciarono a farne uso, in quanto cominciava a risentire sempre più del marchio a stelle e strisce.

Sempre nel suo interessante report, il docente adduce al fatto che negli USA sembra aver assunto un significato più democratico, in quanto l’uso è sempre più comune, oltre ad aver assunto lo status di nome proprio della disciplina, distinguendolo dall’altro football (quello americano).

Inoltre in Inghilterra, il termine soccer è stato declinato sempre più spesso per indicare il gioco del calcio praticato negli States, tanto che nella decade 80 la NASL, grazie all’arrivo ed ex-campioni dall’Europa, stava prendendo piede.

Le diatribe poi, a livello letterario, sono cresciute anche con riferimento al modo di seguire lo sport. Se in America le discipline devono essere soprattutto spettacolo, i fans sugli spalti devono aver il tempo di gustarsi del buon cibo (spazzatura) come se fossero davanti ad un teleschermo gigante. Mentre in Europa il calcio, in primis, viene spesso vissuto in equilibrio sul filo delle emozioni, tanto che allo stadio nei settori più caldi il match viene vissuto in piedi.

Infine, aggiunge Szymanski, il calcio nacque all’incirca fra il 220 ed il 680 d.c. e venne chiamato Football. Invece, quello che gli americani chiamano (a loro veduta) allo stesso nome, per il professore pare più simile ad una sfida tra motociclisti. Il casco infatti, non appartiene ad alcuno sport giocato con i piedi, tanto meno con le mani. Ed allora perchè non chiamarlo American Rugby ?

 

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Monaco-Juventus 3-2: i bianconeri soffrono e vanno in finale di Champions 1998

Il ritorno della semifinale (stagione 1997-97) nel Principato Monaco-Juventus pareva una passeggiata: il 4-1 con cui i bianconeri si erano sbarazzati all’andata, seppure soffrendo, dei monegaschi, metteva su un piatto d’argento l’accesso alla finale di Amsterdam.

Ma sotto gli occhi del Principe, l’1-0 parziale ad opera di Nick Amoruso, non chiudeva la sfida. Ribaltamento del punteggio e sotto 1-2, la Juve sembrava in balia degli avversari. Poi l’ennesima prodezza di Del Piero chiudeva definitivamente i conti. Il 3-2 finale assegnava una platonica vittoria al Monaco che dovrà attendere ancora qualche anno prima di assaggiare l’atto finale della Champions League.

Il tabellino di Monaco-Juventus 1998

Il video di Monaco-Juventus 1998


Monaco – Juventus (3-2) 15.4.1998 di juventusmemories

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Champions League: Derby di Madrid chi vincerà e perchè

Il Derby di Madrid sta assumendo sempre più carattere europeo: sarà il quarto confronto in Champions League fra le due compagini e finora hanno sempre avuto la meglio i Blancos, due volte addirittura alzando la coppa al termine del match.

Per l’Atletico di Simeone sarà la terza semifinale negli ultimi quattro anni mentre il Real sarà alla settima consecutiva.

Stavolta l’equilibrio pare dominare, vediamo perchè.

I Cinque Motivi Per Cui Vincerà il Real Madrid

1/ I Blancos sono gli unici ad aver superato i colchoneros quando sono stati guidati in panchina da Simeone. Accadde nei quarti di finale dell’edizione 2014-2015, quando un gol di Chicharito Hernandez li eliminò nel match di ritorno.

2/ Cristiano Ronaldo, è il Re della Champions. Il portoghese ha segnato finora 32 delle sue 100 reti complessive dai quarti alle finali finora disputate ed arriva dalla cinquina infilata alla difesa ermetica del Bayern.

3/ Il fattore psicologico. Il Real arriva da un triennio fantastico, super vincente e che solo la Juve seppe fermare nella semifinale di due anni fa.

4/ I giocatori sono tutti  in perfette condizioni. Soltanto Bale è leggermente indietro, sebbene sarà pronto ai primi di maggio.

5/ Se non fossero sufficienti i titolari, le riserve sono pronte e che riserve: Asensio, Isco, James, Morata, Kovacic costituiscono una sicurezza per Zidane.

I Cinque Motivi Per Cui Vincerà l’Atletico Madrid

1/ Il Calderón è un vero fortino in Europa. Sono ben 723 i minuti in cui i padroni di casa non subiscono una rete in un incontro ad eliminazione diretta. Sette partite ( con un supplementare incluso) più i 63 minuti contro il Milan. L’ultima rete fu infatti il goal di Kakà nel 4-1 inferto ai rossoneri nella stagione 2013-14.

2/ Griezmann è al top della condizione. Se a mister Simeone serve scegliere chi lo aiuterà nell’impresa, questo è sicuramente il francese, che ha una gran voglia di rivincita nei confronti dei blancos.

3/ Oblak e la miglior  difesa d’Europa. L’Atlético si sta dimostrando  nei numeri come il miglior reparto arretrato, assieme alla Juventus, della competizione.

4/ Il doppio confronto aiuta Simeone che si sta dimostrando nel corso degli anni un tattico sopraffino nei matches di 180 minuti.

5/ Il ritorno in casa al Calderon. Le statistiche parlano in favore dei colchoneros che quando sono stati guidati da Simeone hanno sempre avuto la meglio (PSV, Barça, Leverkusen, Milan e Barcellona ancora).Sarà anche l’ultimo match di Champions League disputato nello storico teatro madrileno, occasione da non perdere per  i fans dell’Atletico.

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Rachele Perinelli: chi è la moglie di Vincenzo Nibali

Rachele Perinelli, moglie di Vincenzo Nibali, detto lo Squalo dello Stretto, non arriva dalla Sicilia, bensì da Acuto, un piccolo centro della provincia di Frosinone.

Essere la moglie di un ciclista non è fra i lavori più semplici: con il calendario ormai esteso a 10-11 mesi di sole gare a cui aggiungere gli stages invernali, per la compagna di un corridore spesso la casa è “vuota”. Ecco perchè Vincenzo Nibali, come tanti atleti del pedale, preferiscono portare all’altare la propria donna mentre la carriera è in pieno svolgimento, segnale che le distrazioni “femminili” non fanno parte dei pensieri.

Per Nibali, che ben presto ha dovuto lasciare la sua isola per inseguire il sogno di diventare un ciclista professionista, l’Italia non ha segreti, avendo vissuto diversi anni in Toscana ed in Lombardia. Non appare strano che Rachele arrivi dal piccolo centro frusinate, dove tuttora abita la famiglia d’origine. Nata il 4 ottobre 1985, ha dato alla luce la piccola Emma Vittoria nel febbraio 2014, portandola sul podio dei Campi Elisi nel luglio successivo dove la famiglia ha potuto festeggiare il successo di Vincenzo nel Tour de France.

Rachele non manca d’ironia ed usando i social, all’inizio della stagione 2017 ha saputo stimolare  in maniera simpatica il marito nella rincorsa a nuovi successi. Con una foto in cui vengono ritratti i trofei in bacheca, nel profilo di Rachele il messaggio per il marito più che eloquente: “spolverare casa!! Missione troppo lunga !!! #vincenzonibali non finirò mai”. Siamo sicuri che il messaggio non sia una provocazione ma una speranza, che nella stagione a venire e nel futuro, in casa Nibali siano necessarie molte più mensole e che negli armadi le maglie rosa e gialla diventino una felice ossessione.

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Le frasi famose di Pierluigi Pardo

Pierluigi Pardo è da un paio di stagioni l’uomo della Champions League, prima voce delle telecronache su Mediaset Premium e su Canale 5 in occasioni dei grandi matches della Coppa delle Grandi Orecchie.

NOn solo calcio live, ma anche trasmissioni tv come Tiki-Taka, il lunedì sera su Italia 1 e la partecipazione radiofonica a Tutti Convocati, dal lunedì al venerdì dalle 14.00 alle 15.00 su Radio24, senza tralasciare i suoi interventi sulla carta stampata. Ecco allora che il suo modo particolare di raccontare il calcio è diventato ormai uno status, nell’esultanza per una rete o nel commentare una prodezza.

Le frasi famose di Pierluigi Pardo

Cassano parla italiano, poi all’improvviso comincia a urlare in barese: “Vin’ d’da’! Vin’ d’dou!….

Ecco Silva, ancora Balotelli, c’è Dzeko avanzato, palla per lui, occhio al bosniaco… in pressione… il raddoppio di marcatura… palla dentro, ARONICA SPAZZA MALE, OCCHIO ALLA CONCLUSIONE! DE SANCTIS… [boato] e c’è l’1-1… e c’è l’1-1! Ma l’errore clamoroso… Balotelli non esulta, ma più del solito… l’errore clamoroso è stato al momento del rinvio; il pallone era del Napoli…

E allora De Jong, cerca Dzeko… trova la pancia di Aronica… che tiene il pallone, che prova a ripartire, che mette in movimento Cavani. Attenzione a Lavezzi che prova a partire, Cavani in possesso di palla, De Jong su di lui, palla verso Lavezzi. Attenzione alla sovrapposizione, il cross dentro, CAVANIIII! [boato] CAVANIIII! CAVANIIII! CAVANIIII! HA SEGNATO… CAVANI! 2-1 NAPOLI! [… ] Cavani, 4° gol in Champions League in questa stagione, 11° gol europeo! Sempre di più nella storia del Napoli! È l’uomo delle notti grandi, è l’uomo delle notti che valgono una vita intera, è l’uomo delle grandi partite, è l’uomo delle 5 triplette in azzurro, è l’uomo del 2-1 Napoli! E adesso cambia tutto, di nuovo…

Occhio alla battuta, cercato Cavani, ECCOLO! [boato] 1-0 NAPOLI! 1-0 NAPOLI! FORSE HA TOCCATO IL MATADOR! 1-0 NAPOLI! CAMBIA TUTTO, PRIMA DEL 20′!

Manca ancora qualche secondo, bisogna gestire un ultimo pallone [fischio finale e boato] È FINITA! È FINITA! È FINITA! 2-1 NAPOLI! SI VA A VILLARREAL! SI VA CON LA POSSIBILITÀ DI SOGNARE ANCORA! SI VA CON GLI OCCHI LUCIDI, DI GIOIA, NON PIÙ DI PAURA! Si va con la consapevolezza di aver fermato la squadra più in forma d’Europa, la squadra che aveva vinto le ultime 9 partite. Si va con gli occhi del matador Cavani! Si va, pronti a cantare Oje vita mia, per 30 secondi, dopo il super-spot!

Mancano 600 secondi alla fine della partita

Salgono i 5 saltatori

Ecco il cambio, fuori Alessandro Del Piero. E allora, adesso, l’unica colonna sonora dev’essere lo stadio. È un momento storico. Dentro Pepe, fuori Del Piero. Eccoci qui. Le strette di mano degli avversari, le braccia verso l’alto, questo giocatore è di tutti, è di tutto il calcio italiano, è di tutti quelli che amano il calcio, è di tutti quelli che amano il bello, è di qualsiasi bambino quando comincia a giocare a pallone, quando istintivamente rincorre un pallone, sogna di essere un grandissimo, sogna di essere un grande dentro il campo e fuori. 704 presenze, 289 goal. Sempre dalla stessa parte, sempre con la stessa maglia. Anche Colantuono, quasi con una carezza. PELLE D’OCA!

Duecento volte Del Piero! La storia, l’esempio, la maglia. […] È un momento storico per la Juve, per Del Piero, per il calcio italiano perché quest’uomo è davvero una leggenda vivente, un esempio assoluto e oggi ha toccato un traguardo straordinario: duecento gol con la stessa maglia.

Una nuova possibilità, 49:35, uno contro uno, se la porta sul mancino, va morbido dentro! [boato] Dentro! Sergi Roberto! Sergi Roberto! Sergi Roberto! Sergi Roberto! Sergi Roberto! Sergi Roberto! Sei volte Barça! Sei volte Barça! Io non ci capisco niente! Io non ci capisco niente! […] Se siamo pazzi di questo gioco è per questo motivo! [gol di Sergi Roberto al 95′]
Non ha più tempo. Vince il Barça! Vince 6-1! Per la prima volta in 186 tentativi una squadra riesce a ribaltare il 4-0, e c’è qualcosa di logico nel pensare che questa squadra sia il Barcellona. E che tutto sia avvenuto in questo stadio, con questa musica, con questa spinta, e con questi giocatori. [fischio finale]

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Albo d’Oro Giro di Romandia

Il Giro di Romandia, la cui prima edizione si disputò nel secondo dopoguerra, anno 1947, è ormai da qualche anno punto di riferimento per chi vuole vincere il Tour de France. L’albo d’oro della corsa romanda parla spesso italiano: sono ben 13 le vittorie azzurre, sebbene l’ultimo successo risalga nel lontano (ormai) 2000 quando Dario Frigo seppe bissare il trionfo dell’annno precedente.

Nella classifica All-time segue la Svizzera con 12 successi mentre la Francia si ferma a 10.

L’Albo d’Oro del Giro di Romandia
annoprimosecondoterzo
1947(BEL) Désiré Keteleer(ITA) Gino Bartali(SVI) Ferdi Kübler
1948(SVI) Ferdi Kübler(LUX) Jean Goldschmit(LUX) Mathias Clemens
1949(ITA) Gino Bartali(SVI) Ferdi Kübler(ITA) Settimio Simonini
1950(FRA) Edouard Fachleitner(SVI) Hugo Koblet(FRA) Kléber Piot
1951(SVI) Ferdi Kübler(SVI) Hugo Koblet(SVI) Fritz Schär
1952(NED) Wout Wagtmans(SVI) Hugo Koblet(BEL) Raymond Impanis
1953(SVI) Hugo Koblet(ITA) Pasquale Fornara(FRA) Louison Bobet
1954(FRA) Jean Forestier(ITA) Pasquale Fornara(SVI) Carlo Clerici
1955(SVI) René Strehler(SVI) Hugo Koblet(SVI) Max Schellenberg
1956(ITA) Pasquale Fornara(SVI) Carlo Clerici(SVI) René Strehler
1957(FRA) Jean Forestier(ITA) Guido Carlesi(SVI) Hugo Koblet
1958(FRA) Gilbert Bauvin(BEL) Pino Cerami(ITA) Giovanni Pettinati
1959(SVI) Kurt Gimmi(SVI) Rolf Graf(SVI) Alfred Rüegg
1960(FRA) Louis Rostollan(FRA) Édouard Delberghe(BEL) Joseph Hoevenaers
1961(FRA) Louis Rostollan(ITA) Giuseppe Fezzardi(ITA) Imerio Massignan
1962(ITA) Guido De Rosso(ITA) Franco Cribiori(FRA) Joseph Novales
1963(BEL) Willy Bocklant(ESP) Federico Bahamontes(ITA) Guido De Rosso
1964(SVI) Rolf Maurer(NED) Hubertus Zilverberg(ITA) Gastone Nencini
1965(ITA) Vittorio Adorni(SVI) Rolf Maurer(SVI) Robert Hagmann
1966(ITA) Gianni Motta(FRA) Raymond Delisle(SVI) Rolf Maurer
1967(ITA) Vittorio Adorni(SVI) Louis Pfenninger(BEL) Armand Desmet
1968(BEL) Eddy Merckx(FRA) Raymond Delisle(SVI) Robert Hagmann
1969(ITA) Felice Gimondi(ITA) Vittorio Adorni(BEL) Antoine Houbrechts
1970(SWE) Gösta Pettersson(ITA) Davide Boifava(NED) Joop Zoetemelk
1971(ITA) Gianni Motta(ITA) Antonio Salutini(BEL) Willy Van Neste
1972(FRA) Bernard Thévenet(BEL) Lucien Van Impe(FRA) Raymond Delisle
1973(BEL) Wilfried David(BEL) Lucien Van Impe(BEL) Michel Pollentier
1974(NED) Joop Zoetemelk(ITA) Wladimiro Panizza(NED) Fedor den Hertog
1975(ESP) Francisco Galdós(SVI) Josef Fuchs(NOR) Knut Knudsen
1976(BEL) Johan De Muynck(BEL) Roger De Vlaeminck(BEL) Eddy Merckx
1977(ITA) Gianbattista Baronchelli(NED) Joop Zoetemelk(NOR) Knut Knudsen
1978(NED) Johan van der Velde(NED) Hennie Kuiper(BEL) Johan De Muynck
1979(ITA) Giuseppe Saronni(ITA) Gianbattista Baronchelli(NED) Henk Lubberding
1980(FRA) Bernard Hinault(ITA) Silvano Contini(ITA) Giuseppe Saronni
1981(SWE) Tommy Prim(ITA) Giuseppe Saronni(NED) Peter Winnen
1982(NOR) Jostein Wilmann(SWE) Tommy Prim(ITA) Silvano Contini
1983(IRL) Stephen Roche(AUS) Phil Anderson(SWE) Tommy Prim
1984(IRL) Stephen Roche(SVI) Jean-Marie Grezet(SVI) Niki Rüttimann
1985(SVI) Jörg Müller(POR) Acácio da Silva(SWE) Tommy Prim
1986(BEL) Claude Criquielion(FRA) Jean-François Bernard(FRA) Bruno Cornillet
1987(IRL) Stephen Roche(FRA) Jean-Claude Leclercq(FRA) Ronan Pensec
1988(NED) Gerard Veldscholten(SVI) Tony Rominger(SVI) Urs Zimmermann
1989(AUS) Phil Anderson(FRA) Gilles Delion(GBR) Robert Millar
1990(FRA) Charly Mottet(GBR) Robert Millar(BEL) Luc Roosen
1991(SVI) Tony Rominger(GBR) Robert Millar(USA) Mike Carter
1992(USA) Andrew Hampsten(ESP) Miguel Indurain(FRA) Charly Mottet
1993(SVI) Pascal Richard(ITA) Claudio Chiappucci(USA) Andrew Hampsten
1994(SVI) Pascal Richard(FRA) Armand de Las Cuevas(USA) Andrew Hampsten
1995(SVI) Tony Rominger(LET) Pëtr Ugrumov(ITA) Francesco Casagrande
1996(ESP) Abraham Olano(UCR) Oleksandr Honcenkov(ITA) Giuseppe Guerini
1997(RUS) Pavel Tonkov(GBR) Chris Boardman(SVI) Beat Zberg
1998(SVI) Laurent Dufaux(SVI) Alex Zülle(ITA) Francesco Casagrande
1999(FRA) Laurent Jalabert(SVI) Beat Zberg(ITA) Wladimir Belli
2000(ITA) Paolo Savoldelli(ESP) Joseba Beloki(SVI) Laurent Dufaux
2001(ITA) Dario Frigo(ESP) Félix García Casas(ITA) Wladimir Belli
2002(ITA) Dario Frigo(SVI) Alex Zülle(AUS) Cadel Evans
2003(USA) Tyler Hamilton(SVI) Laurent Dufaux(ESP) Francisco Pérez
2004(USA) Tyler Hamilton(SVI) Fabian Jeker(ITA) Leonardo Piepoli
2005(COL) Santiago Botero(ITA) Damiano Cunego(RUS) Denis Men’šov
2006(AUS) Cadel Evans(ESP) Alberto Contador(ESP) Alejandro Valverde
2007(NED) Thomas Dekker(ITA) Paolo Savoldelli(KZK) Andrej Kašeckin
2008(GER) Andreas Klöden(CEZ) Roman Kreuziger(ITA) Marco Pinotti
2009(CEZ) Roman Kreuziger(RUS) Vladimir Karpec(EST) Rein Taaramäe
2010(SLO) Simon Špilak*(RUS) Denis Men’šov(AUS) Michael Rogers
2011(AUS) Cadel Evans(GER) Tony Martin(KZK) Aleksandr Vinokurov
2012(GBR) Bradley Wiggins(USA) Andrew Talansky(POR) Rui Costa
2013(GBR) Chris Froome(SLO) Simon Špilak(POR) Rui Costa
2014(GBR) Chris Froome(SLO) Simon Špilak(POR) Rui Costa
2015(RUS) Ilnur Zakarin(SLO) Simon Špilak(GBR) Chris Froome
2016(COL) Nairo Quintana(FRA) Thibaut Pinot(ESP) Jon Izagirre
2017

In Rosso i ciclisti che vinsero nello stesso anche il Tour de France*L’edizione 2010 venne vinta dallo spagnolo Valverde, poi squalificato dal TAS di Losanna per due anni dal 1º gennaio 2010, quindi i risultati ottenuti da quella data vennero successivamente cancellati.

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Romania-Italia 1-0: finisce l’era Bearzot nella primavera 1983

Romania – Italia: da campioni del mondo nell’estate 1982, gli azzurri di Bearzot avrebbero dovuto fare un sol boccone degli avversari nel girone di qualificazione agli Europei che si sarebbero svolti a casa di Michel Platini, nel giugno 1984. Chi non ricordava la rapidità di Paolo “Pablito” Rossi, le corse di Cabrini sulla fascia, i “morsi” di Claudio Gentile alle caviglie di assi come Maradona e Zico oppure il grido di gioia di Tardelli che mostrò a tutto il mondo cosa significa segnare in una finale mondiale.

Ebbene pochi mesi e tutto si dissolse: fu l’est europeo a sbarrarci la strada, prima la Cecoslovacchia e poi la Romania guidata in panchina da quella volpe che risponde al nome di Mircea Lucescu che lasciò le sue impronte anche nella Serie A italiana.

La notte di Bucarest fu l’inizio del declino per tanti, a partire da Enzo Bearzot che rimarrà ancora sulla panchina chiudendo mestamente il ciclo a Messico 1986. La critica, che aveva dovuto ingoiare l’amaro successo in Spagna dopo averlo seppellito durante la fase di preparazione ed i primi tre matches del girone di Vigo, non aspettava altro.

Le curiosità del match

-Match numero 315 per la Romania e numero 404 per l’Italia

-Era il nono confronto fra le due nazionali.

-La Romania non aveva mai battuto gli azzurri.

– Il precedente incontro aveva visto, il 4 dicembre 1982, terminare 0-0 a Firenze. L’Italia schierò nuovamente Zoff, Gentile, Marini, Collovati, Conti, Tardelli, Rossi, Antognoni ed Altobelli mentre la Romania giocò ancora con Rednic, Ungureanu, Iorgulescu, Stefanescu, Andone, Klein, Camataru, Augustin, Boloni e Balaci.
Fra gli azzurri Bordon e Vierchowod rimasero ancora in panchina mentre la Romania fece rimanere seduti ancora Moraru e Geolgau.

-Italia non vinceva dalla notte del Bernabeu contro la Germania Ovest. Tornerà alla vittoria soltanto il 5 ottobre di quell’anno contro la Grecia in amichevole per 3-0.

-Fu la prima apparizione di Roberto Bettega dopo il tremendo infortunio che aveva subito nel novembre 1981 in uno scontro di gioco con il portiere dell’Anderlecht. Fu anche la sua ultima partita con la maglia azzurra.

Il tabellino del match

Aprile 16, 1983 Romania 1-Italia 0
Qualificazione Europei Francia 1984-Gruppo5 5
Stadio: 23 Agosto di Bucarest
Spettatori: 80,000
Arbitro: Michel Vautrot (Francia)
Marcatore: Ladislau Boloni 23

Romania:
1-Dumitru Moraru (Dinamo Bucurest) [23 caps / 0 goals]
2-Mircea Rednic (Corvinul) [18 caps / 0 goals]
6-Gino Iorgulescu (Sportul Studentesc) [18 caps / 0 goals]
3-Costica Stefanescu (Universitatea Craiova) [40 caps / 0 goals]
4-Nicolae Ungureanu (Universitatea Craiova) [12 caps / 0 goals]
5-Ionel Augustin (Dinamo Bucurest) [21 caps / 2 goals] (14-Ioan Andone (Corvinul) [15 caps / 1 goals] 70)
10-Ladislau Boloni Tîrgu) [60 caps / 15 goals]
8-Michael Klein (Corvinul) [18 caps / 4 goals]
11-Ilie Balaci (Universitatea Craiova) [61 caps / 8 goals]
7-Ion Geolgau (Universitatea Craiova) [9 caps / 0 goals] (16-Sorin Cirtu (Universitatea Craiova) [6 caps / 0 goals] 87)
9-Rodion Doru Gorun Camataru (Universitatea Craiova) [27 caps / 8 goals]

Coach: Mircea Lucescu
Booked: Ungureanu,Camataru

Other Subs:
12-Vasile Iordache (Steaua)
13-Nicolae Negrilla Universitatea Craiova)
15-Zoltan Crisan (Universitatea Craiova)

Italia:
1- Dino Zoff (Juventus) [111 caps / 0 goals]
2-Claudio Gentile (Juventus) [67 caps / 1 goals]
3-Antonio Cabrini (Juventus) [43 caps / 4 goals]
4- Giampiero Marini (Internazionale) [20 caps / 0 goals]
5-Fulvio Collovati (Internazionale) [38 caps / 3 goals]
6-Gaetano Scirea (Juventus) [60 caps / 2 goals]
7-Bruno Conti (Roma) [24 caps / 3 goals]
8-Marco Tardelli (Juventus) [67 caps / 6 goals]
9-Paolo Rossi (Juventus) [32 caps / 13 goals]
10-Giancarlo Antognoni (Fiorentina) [71 caps / 7 goals] (15-Giuseppe Dossena (Torino) [12 caps / 1 goals] 56)
11-Roberto Bettega (Juventus) [42 caps / 19 goals] (16-Alessandro Altobelli (Internazionale) [17 caps / 4 goals] 69)

Coach: Enzo Bearzot
Booked: Collovati, Antognoni

A disposizione:
12-Ivano Bordon (Internazionale)
13-Pietro Vierchowod (Roma)
14-Carlo Ancelotti (Roma)

 

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