Coca-Cola e ciclismo: quando nasce l’unione

Parlare di Coca-Cola come alimento nello sport pare strano: notiamo campeggiare la pubblicità della bibita di Atlanta negli stadi e nelle arene di tutto il mondo, tuttavia limitatamente all’uso che possono farne gli spettatori assistendo all’evento. Ma pensare che qualche atleta professionista possa farne regolare uso durante la gara, a storcere il naso non sarebbero solo i dietologi.

Ebbene sapete che il primo spot della Coke è legato addirittura al mondo del ciclismo? Ebbene si, perchè gli americani Jack Prince e Bobby Walthour, nel lontano 1903, comparvero assieme sul giornale locale, “Atlanta Journal” manifestando il loro apprezzamento nei confronti della bevanda definita “deliciously refreshing”, ovvero piacevolmente rinfrescante. Walthour, che aveva appena trionfato nella Sei Giorni di New York svoltasi presso il Madison Square Garden, affermava che “i risultati della competizione sarebbero potuti essere diversi senza Coca-Cola”.

E pensate che le corse in piste di un secolo erano davvero una fatica estrema, con i ciclisti che riposavano il minimo nell’arco delle 24 ore. Da allora, Coca Cola e ciclismo sono spesso andate a braccetto, tanto che il marchio rosso è da anni sponsor del Tour de France, il più grande evento mondiale delle due ruote.

Napoli-Juventus 5-1: la Supercoppa Italiana 1990, ultimo trionfo di Maradona

Finiti i Mondiali di Italia 90, Baggio e Schillaci erano le speranze del nuovo calcio italiano. Ed entrambi militavano nella Juventus, che scese a Napoli per affrontare gli azzurri di Diego Armando Maradona che proprio al San Paolo aveva “fatto male” alla nostra nazionale.

Ma i bianconeri non si presentavano con il Comandante in Capo della stagione precedente, quel Dino Zoff così tanto facilmente liquidato sulla strada del bel gioco e dello splendore (presunto). Sulla panchina, al suo posto, sedeva Gigi Maifredi, tecnico della novelle vague che aveva portato il Bologna in Serie A e pareva proseguire la filosofia del sacchismo.

Mai tale idea fu così sbagliata: nel match di Supercoppa Italiana la sua banda veniva travolta per 5-1, viatico di un fallimento finale che vide la Juve esclusa dalle competizioni europee.

Per il Napoli invece il successo fu un sorriso prontamente spento: prima l’eliminazione al secondo turno in Coppa dei Campioni a rigori contro lo Spartak Mosca. Poi lo scandalo doping del Pibe de Oro, trovato positivo nella primavera successiva per uso di cocaina, con successiva squalifica e fuga dall’Italia. Fu la sua ultima vittoria, così come per il patron Ferlaino mentre i tifosi partenopei dovranno attendere Mazzarri ed il successo in Coppa Italia 2012, sempre contro i bianconeri.

IL TABELLINO

Sabato 1 settembre 1990 – ore 20:30 Stadio San Paolo

NAPOLI-JUVENTUS 5-1

NAPOLI: Galli G., Ferrara, Francini, Crippa (80′ Rizzardi), Baroni, Corradini, De Napoli, Alemao, Careca, Maradona, Silenzi (80’Mauro). Allenatore Bigon

JUVENTUS: Tacconi, Napoli, Bonetti (46′ De Marchi), Galia, Julio Cesar, De Agostini, Haessler (46′ Fortunato), Marocchi, Casiraghi, Baggio, Schillaci. Allenatore Maifredi

MARCATORI: 9′ Silenzi, 21′ Careca, 39′ R. Baggio (J), 43′ Crippa, 45′ Silenzi, 72′ Careca

ARBITRO: Longhi

Le rimonte impossibili: Angola-Mali da 4-0 a 4-4

Fu una Coppa d’Africa difficile e triste quella svoltasi nel 2010: la tragedia che colpì la nazionale del Togo, il bus fu vittima di una grave attentato, un vero e proprio assalto in Angola, il paese ospitò la rassegna continentale. E poichè lo sport non si ferma mai (ad ognuno il suo personalissimo giudizio), la manifestazione prese avvio con il match inaugurale fra i padroni di casa e la forte selezione del Mali.

Quando tutto faceva pensare ad un successo travolgenti degli angolani, in vantaggio per 4-0 all’ultimo minuto di gioco, accade quel che nessun bookmaker avrebbe osato pensare.

IL TABELLINO

ANGOLA-MALI 4-4

MARCATORI: 36′ Flavio (A), 42′ Flavio (A), 68′ Gilberto (A) su rigore, 74′ Machedo (A) su rigore, 79′ Keita (M), 89′ Kanoute (M), 93′ Keita (M), 94′ Yatabarè (M)

ANGOLA (3-5-2): Carlos; Kali, Marques, Zuela; Stelvio, Dedè (25′ Campos), Mabinà, Xara, Gilberto (80′ Enoque); Manucho, Flavio (84′ Love). Ct. Josè

MALI (4-3-3): Sidibe; Berthe, Diamoutene, Soumare, Tamboura; M.Diarra, B.Traorè (57′ Fané), M.Traorè; Maiga (35′ Keita), Bakayoko (75′ Yatabaré), Kanoute. Ct Keshi

Juventus-Barcellona: 1-0 di Baggio nel 1991 non basta

Juventus-Barcellona al Delle Alpi nello stadio del Post-Mondiale di Italia 90: la sfida che poteva costituire il sigillo su una carriera per qualcuno. La Juve di Baggio, Schillaci e Maifredi, il nuovo corso post Zoff-Boniperti avrebbe dovuto conquistare ogni trofeo ponendo alla base il bel gioco. Con Luca Cordero di Montezemolo sulla sedia della presidenza, la Juventus sceglieva e giocava per il new-style.

Ma le cose non andarono come sperato: la sconfitta in Catalogna per 3-1 nell’andata della semifinale di Coppa delle Coppe poneva i piemontesi con le spalle al muro. Vincere per 2-0 poteva sembrare ostico, ed infatti il goal splendido del Divin Codino su punizione ad inizio di ripresa non bastò. Per la Juve poi, la stagione terminò ancora peggio, finendo esclusa dalle coppe europee.

Ed a fine anno tornò in sella il buon vecchio Giovanni Trapattoni da Cusano Milanino.

IL TABELLINO DEL MATCH

Coppa delle Coppe 1990-1991 – Semifinali, ritorno Torino – Stadio Delle Alpi Mercoledì 24 aprile 1991, ore 20.30

JUVENTUS-BARCELLONA 1-0 (pt 0-0)

Juventus: Tacconi, Napoli, Fortunato, Galìa, Júlio César, De Agostini, Hässler, Marocchi, Casiraghi (dal 38 pt Schillaci), R. Baggio, Corini( dal 1 st Di Canio). A disposizione: Bonaiuti, de Marchi, Alessio. Allenatore: Maifredi
Barcellona: Zubizarreta, Ferrer, Soler; R. Koeman, Serna, Bakero, Goikoetxea, Stoichkov (dal 25 st Julio Salinas), M. Laudrup( dal 20 st Herrera), Amor, Eusebio Mena. A disposizione:  Angoy, Ortega, Pinilla. Allenatore: Cruijff

Arbitro: Kurt Röthlisberger (Svizzera)

Rete: R. Baggio (J) al 16 st

Note: Espulsioni Amor (B) doppia ammonizione al 20′ st
Ammonizioni Zubizarreta (B), De Agostini (J), Marocchi (J), Bakero (B), Goikoetxea (B), Amor (B) gioco falloso, Ferrer (B), Amor (B) gioco falloso

Giro delle Fiandre: Muro di Paterberg costruito da un contadino?

Da poco inserito nel tracciato del Giro delle Fiandre, il Muro di Paterberg ha già acquisito spessore ed importanza nella storia della corsa. Con un picco di 20.33% ed un media del 12% di pendenza, la salita ha conquistato lo scettro della pendenza maggiore, strappandola al Koppenberg che l’ha mantenuta per anni con i suoi 19.42%.

Altro elemento caratterizzante è il fatto di essere, assieme all’Oude Kwaremont, l’unica ascesa ad essere percorsa per due volte. La seconda poi, spesso diventa il punto fondamentale per stabilire chi potrà vincere la classica fiamminga, venendo affrontata a soli 13 km dalla linea d’arrivo.

Entrata “in corsa” nel 1986, è sempre stata inserita nel programma della gara da quel momento, elemento indicativo di come venga riconosciuta dagli organizzatori come un Muro storico, dove migliaia di fans si assiepano fin dalle prime ore del mattino per assistere al passaggio degli eroi del Nord.

Una storia curiosa legata all’asperità indica i motivi che diedero vita alla sua costruzione. Le leggende locali indicano nella gelosia di un contadino, che viveva nei pressi del Paterberg, la causa scatenante. Infatti l’agricoltore non vedeva di buon’occhio che il  Koppenberg diventasse celebre ogni anno per un giorno. Ed allora, armato di buona volontà, comiciò a posare pietra dopo pietra, ricoprendo quella che fino ad allora era una semplice strada di campagna.

Varie fonti “ufficiali” smentiscono però questa versione leggendaria. Sarebbe stato merito del consiglio comunale di Kluisbergen che nel 1983 avrebbe deciso di ricoprire d’asfalto quella via polverosa e fangosa nei giorni di pioggia.

“Fino a che il Paterberg fosse stata una pessima strada, soltanto i trattori avrebbero potuto percorrerla”, disse l’assessore locale ai Lavori Pubblici Philippe Willequet.

“Dunque il consiglio comunale decise di porre asfalto lungo il tracciato e lo comunicai al mio amico Paul Vandewalle, che viveva sulla sommità. Egli stesso mi consigliò di porre delle pietre. Sarebbe stato più costoso ma esteticamente più bello e speravo che un giorno il Giro delle Fiandre ci sarebbe passato sopra”.  E così fu: solo qualche anno più tardi gli organizzatori inserirono il Paterberg nel tracciato di gara e da allora è uno dei punti più emozionanti della Classica delle Fiandre.

Francia: i soprannomi delle squadre di calcio

Se il soprannome è un modo comune in Inghilterra, un pò meno lo è in Francia dove però le squadre di calcio assumono, a differenza dell’Italia, un diminutivo per rendersi più comune ed identificativo il proprio club. Ecco allora un elenco delle principali compagini transalpine.

Ligue 1

Ajaccio = L’ACA / L’Ours (l’orso)

AJ Auxerre = L’AJA

Bordeaux = Les Girondins

Le Mans = Le MUC (dalla sigla del club Le Mans Union Club 72)

Lens = Le Sang et Or

Lille = LOSC / Les Dogues (I cani)

Lyon = Les Gones (i bambini)

Metz = Les Grenats

Monaco = Les Monégasques / Les Prinicipautaires / l’ASM

Nancy = L’ASNL

Nantes = Les Canaris

Nice = Le Gym

PSG = Les Rouges et Bleus

Rennes = Les Rouges et Noirs

Saint-Etienne = Les Verts

Sochaux = Les Lions

Strasbourg = Le Racing

Toulouse = Le TFC / Les Violets

Troyes = L’ESTAC

Amiens = L’ASC

Bastia = Le SCB / Les Corses / Les Bleus

Brest = Les Brestois

Caen = Le SMC

Châteauroux = Les Berrichons

Clermont Ferrand = Le CFA

Créteil = Les Béliers (The Rams)

Dijon = Le DFCO

Grenoble = Les Grenoblois

Guegnon = Les Forgerons (The Blacksmiths)

Guingamp = Les Costarmoricains

Istres = FCIVN / Les Violets

Le Havre = L’HAC

Lorient = Les Merlus

Montpeillier = Les Pailladins

Sedan = Les Sangliers (The Boars)

Altre squadre

Besaçon = Les Bisontins

Nimes = Les Crocodiles

Rouen = Les Diables Rouges

Niort = Les Chamois (i camosci)

Laval = Les Tango