La prima partita con luci artificiali: a Sheffield nel 1878!

Normalità giocare di sera oggi, con l’ausilio delle luci artificiali. Ma quando venne disputato in assoluto il primo incontro di calcio senza la luce solare? Nel 1878!

Ebbene si, bisogna tornare agli albori del calcio moderno per ritrovare la partita inaugurale svolta grazie alle luci dei lampioni: il 14 ottobre 1878 al Bramall Lane di Sheffield due rappresentative locali si sfidarono in notturna.

E fu anche un successo notevole di pubblico, visto che accorsero ben 12.000 spettatori paganti per vedere un’assoluta novità e, secondo le cronache, circa 8.000 spettatori si nascosero nell’ombra pur di non perdersi un’azione di gioco.

bramall-lane- referto primo matchL’impianto era dotato di due generatori della potenza di  8 cavalli vapore sistemati dietro le due porte, mentre vennero montate quattro torri dell’altezza di circa 9 metri e sistemate negli angoli. In questo modo, venendo illuminato soltanto il terreno di gioco, si può spiegare perchè diverse persone poterono guardare il match senza essere accusati di essere “portoghesi”.

Il numero di spettatori fu comunque un record, se si pensa che solo qualche mese prima la finale di Fa Cup vide solo (si fa per dire) 4500 persone sulle tribune.

Arbitro stende calciatore con un braccio in Premier League

Che un calciatore colpisca un arbitro (purtroppo) lo si legge nelle cronache del lunedì riguardo partite delle categorie inferiori, ma che nella Premier League un fischietto si permetta una cosa del genere….

L’episodio, del tutto involontario, avvenne in un match del 30 agosto 2003, quando Matt Messias, girandosi colpì Robbie Savage al volto. Alan Shearer, bomber del Newcastle, seppe stemperare il tutto espellendo (per gioco) la giacchetta nera.

FA CUP: quando ci vollero 6 partite per passare il turno (record imbattibile)

Fa parte della categoria dei record imbattibili il match di Coppa d’Inghilterra 1971-72 fra Oxford City e Alvechurch, che dovettero affrontarsi per 6 volte(!) nell’arco di soli 17 giorni per decidere chi avrebbe superato il Quarto turno di qualificazione preliminare

L’evento che mise le coronarie a rischio avvenne al minuto (complessivo) 449, ultimo minuto del quarto scontro, Tommy Eales del City colpì di testa un pallone da calcio d’angolo e la sferà toccò la parte inferiore della traversa per poi sfilare a bordocampo. fra le cronache risulta anche la frattura del perone capitata ad Eric Metcalfe dell’Oxford.

La curiosità

Colin Pinder, responsabile commerciale dell’Aldershot, il team che aspettava di conoscere gli avversari, si recò allo stadio in occasione del primo replay con un bouquet di biglietti da consegnare ai vincitori come omaggio. Dopo la quarta ripetizione, lasciò il carnet ai dirigenti dell’Oxford con la promessa di darli agli avversari in caso avessero perso.

L’Alvechurch ebbero un solo giorno di riposo prima della disputa del match di primo turno di FA Cup: persero 4-2 contro l’Aldershot mentre il difensore Ralph Punsheon, che aveva giocato tutte e sei le partite, dovette saltare la sfida in seguito ad un’infezione per carbonchio.

Da qualche anno non è più possibile battere questo record: infatti se al termine della prima ripetizione, persiste la parità, si prosegue con i tempi supplementari e poi con gli eventuali rigori, in quanto i calendari ormai intasati complicherebbero non poco le cose.

Jim Rosenthal, giovane cronista dell’Oxford Mail, raccontò la sfida eterna come evento formativo per la sua crescita professionale e nel descrivere il goal risolutivo per il passaggio del turno scrisse:  “Spaventato dalla possibilità di avere un’ulteriore  possibilità di recuperare la sfera prima che superasse la linea, (il portiere) Peter Harris allungò la sua mano destra per prenderla, ma il pallone guizzò libero, lo colpì sul tacco e strisciò come un cane sgridato sopra la linea”.

datastadiosquadra 1squadra 2risultato
06-novLye MeadowAlvechurchOxford City2–2*
09-novWhite HouseOxford CityAlvechurch1–1
15-novSt Andrew’sAlvechurchOxford City1–1
17-novManor GroundOxford CityAlvechurch0–0
20-novManor GroundOxford CityAlvechurch0–0
22-novVilla ParkOxford CityAlvechurch0–1*

*il match proseguì con i tempi supplementari

Crioterapia? All’Arsenal negli Anni Trenta era cosa nota

Non è uno scherzo di carnevale o un errore nel riempire la vasca da bagno di sapone. Il giocatore immerso è Wilf Copping dell’Arsenal, fotografato mentre svolgeva una primordiale crioterapia nel 1934. In quell’epoca i Gunners erano guidati da Herbert Chapman, vero e proprio santone del calcio britannico, che fu anticipatore in campo sportivo anche per quel che riguarda i rimedi per un pronto recupero dopo i duri matches.

arsenal wilf copping crioterapia foto curiosa

Minuto di silenzio: quando a Germania74 si tenne durante il match

Abituati alla presenza del minuto di silenzio sui campi di calcio (e non solo) come forma di rispetto prima dell’inizio della battaglia (sportiva), ci potrebbe apparire strana la sospensione dell’incontro nel bel mezzo della sfida.

Eppure la storia del calcio racconta che ai Mondiali di Germania 74, la morte sopraggiunta di Juan Domingo Peron in seguito ad un infarto il primo luglio, venne ricordata nei matches del secondo turno della fase finale con una sospensione, pressapoco intorno al decimo minuto del primo tempo e della durata di 30 secondi, degli incontri che si disputarono due giorni dopo:

Polonia – Germania Ovest;  Svezia – Jugoslavia; Argentina – Germania Est;  Olanda – Brasile.

La FIFA non rese mai pubblica la motivazione per cui la sospensione avvenne durante e non prima, come consuetudine.

Lucas Castroman, l’argentino famoso per un goal alla Roma

Doveva essere la freccia della fascia destra della Lazio, ma fu solo una breve illusione. Castroman arrivò forse troppo giovane in Italia. Due campionati argentini, un ritiro a 30 anni, il tentativo (fallito) di rientrare, ora una scuola calcio e tante attività benefiche.

Lucas Castroman, fra le decine di campioni provenienti dall’Argentina che sono sbarcati nella Serie A italiana, è stato uno che ha lasciato poca traccia. Cresciuto in patria nelle fila del Vélez Sarsfield, con cui vinse un titolo, sbarcò nella Capitale nella stagione del dopo scudetto, nel gennaio 2001.

Allora appena 21enne, Castroman si presentava alla ribalta laziale con la prospettiva di diventare l’uomo assist per il centravanti, il connazionale Crespo. E l’esordio non poteva che essere uno dei migliori: in Champions League all’Olimpico contro il Real Madrid, una sua discesa sulla destra impressionante, dopo pochi minuti, fornì l’assist per il goal iniziale di Salas (finirà poi 2-2).

Ma le premesse non vennero confermate: in due anni e mezzo di permanenza in biancoceleste, siglò 4 reti in 37 presenze. Nel mercato estivo 2003, prima venne rifiutato dall’Udinese, che poi tornò sui suoi passi e Castroman si trasferì in Friuli: 20 presenze ed una sola rete, proprio da ex contro la Lazio.

Il rientro in Argentina fu quasi obbligatorio: dopo il rientro al club natio, il Velez con cui vinse un altro campionato, indossò le casacche dei messicani dell’America, poi Boca Juniors ed infine Racing Club, chiudendo ad appena 30 anni la carriera, complici una serie di infortuni e la difficoltà di rimanere nel peso forma.

Nello scorso autunno, Lucas Castroman riapparve in pubblico annunciando che avrebbe fatto di tutto per rientrare nel calcio giocato con la maglia del suo amato Velez. Intervistato castroman lucasdall’emittente TyC Sports, dichiarò: “Ho perso 7 chili in un mese e mezzo, però fisicamente non mi sono allenato. Prima di tutto voglio vedere se il club mi vuole, senza dare fastidio e non impegnare nessuno. Non voglio mettere pressione. Da li in avanti è un percorso lungo, perchè ci vuole il consenso di Raúl Gamez, Miguel Angel Russo, i giocatori e vedere come mi sento”. L’appello rimase inascoltato.

L’ex calciatore attualmente vive nella città natale Lujan, dove ha aperto una scuola calcio e si dedica ad attività benefiche, avendo creato una fondazione che porta il nome di “Luján Camino Solidario“. Nell’agosto scorso l’ennesima inondazione della città mise a rischio la vita di molti suoi concittadini e Castroman scese in campo per primo con aiuti finanziari per alleviare le prime difficoltà.

Castroman rimarrà scolpito nelle menti e nei cuori dei tifosi laziali per un goal nel derby, nella stagione 2000-01 che vedrà i laziali scucirsi lo scudetto per andare sulla maglia della Roma. Sotto di una rete ed in pieno recupero…

Stadio evacuato in Scozia: sospetta bomba era scatola cioccolatini

I timori nel mondo occidentale sono sempre molto forti: dopo gli attentati di Parigi che cercarono di colpire anche lo stadio St Denis prima di Francia – Germania, hanno alzato l’allerta nel mondo del calcio.

Ma nel caso del Falkirk, compagine scozzese militante nella serie cadetta, per fortuna l’evacuazione avvenuta subito dopo il triplice fischio finale del match vinto per 3-1 contro il Queen of the South è stata un’operazione atta a prevenire qualunque problema.

Infatti in un settore dello stadio era era ritrovato per terra un pacchetto sospetto e mentre si procedeva con l’evacuazione, svolta in massima tranquillità, gli artificieri preposti al caso potevano accertarsi che si trattava per fortuna soltanto di una scatola di cioccolatini, avvolta in carta regalo. Il caso vuole che nello scorso week end il club abbia festeggiato i primi 10 anni nel su

Sul sito ufficiale, il Falkirk ha reso noto che si trattava di un allarme prontamente rientrato. Il club, che nel suo vanta quattro titoli nazionali, si trova al terzo posto in classifica, a 13 punti dal capoclassifica Rangers.

 

 

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