Blanc: il tecnico del PSG esordì in Champions a 36 anni!

Per il tecnico francese del PSG Laurent Blanc l’approccio con la Champions League non è stato uno dei più facili da allenatore, ma nemmeno da calciatore. Nonostante avesse giocato nella sua lunga carriera con clubs del calibro di Napoli, Barcellona, Marsiglia ed Inter, Blanc assaggiò il massimo palcoscenico europeo solo alla tenera età di 36 anni!

Infatti nel corso del suo peregrinare vestendo maglie di top teams, arrivò sempre nel posto giusto al momento sbagliato e soltanto alla fine della sua “corsa”, quando firmò con il Manchester United nell’estate del 2001, il nazionale francese ebbe l’onore di giocare la prima partita di Champions League, scendendo in campo nel match inaugurale del girone contro i connazionali del Lille, il 18 settembre 2001. Il match terminò con la vittoria dei Red Devils per 1-0, che però arrivarono fino alle soglie della finalissima, fermandosi in semifinale contro i tedeschi del Bayer Leverkusen, che perderanno poi contro il Real Madrid, nel match che vide la prodezza firmata da Zinedine Zidane.

Complessivamente il difensore disputerà 24 presenze, condite da tre segnature. Nel 2003 appenderà le scarpe al chiodo, iniziando nel 2007 la carriera di allenatore, sedendosi sulla panchina del Bordeaux.

 

Dab Dance: cos’è la danza così popolare per i campioni dello sport

Dab Dance non è un rito e nemmeno la danza dello starnuto. Da dove arriva, i campioni dello sport che la utilizzano, come eseguirla davanti agli amici.

Si chiama Dab Dance il modo di gioire che Paul Pogba (e non solo) stanno rendendo celebre negli ultimi mesi. Ma non si tratta di un rito tribale importato dal campione francese e nemmeno è collegato qualche grosso sponsor (vedi il rito della maglietta sollevata).

Il dabbing, questo il termine corretto, vede la sua origine negli ambienti Hip-Hop di Atlanta. Comincia ad apparire nell’inverno 2014, per poi diventare virale rapidamente grazie alle stelle degli sport americani che cominciarono ad eseguirla in segno di esultanza.

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Skippa da Flippa

Un padre riconosciuto della dab dance non esiste: sono diversi gli autori che si contendono il primato. In realtà i primi realizzatori possono essere ritrovati nelle fila dell’etichetta musicale indipendente Quality Control Music quali Migos, OG Maco e Peewee Longway e Skippa da Flippa, tutti nomi ben  noti nell’ambiente musicale Made In USA.

I primi sportivi a renderla pubblica

dab danceL’esordio è avvenuto su un campo della NFL, quando il running back dei Cincinnati Bengals Jeremy Hill lo esibì dopo un touch down. Dai campi verdi del football ame ericano alle arenedel basket il passo è stato breve: appena la stella NBA LeBron James si è esibito prima di un match, la danza è diventata subito un tormentone. Lo sbarco in Italia con il numero  10 della Juve Pogba, che ha subito esteso la moda ai suoi compagni di squadra ed al presidente Andrea Agnelli.

Come impararla?

Sono ormai diversi i tutorial presenti in Rete per il modo per realizzarla; facendola semplice la questione, l’obbiettivo è far ciondolare, apparentemente in maniera del tutto casuale gli arti purchè a tempo di musica, meglio se rap.

Flamengo di Piaui, l’inno dei fratellini del più noto Flamengo

L‘Esporte Clube Flamengo è una squadra della città di Teresina nella stato di Piaui, città di circa 1.300.000 abitanti a nord della più nota Rio De Janeiro (2000 km distante). Fondato l’8 dicembre 1937, gioca le sue partite interne presso lo stadio Albertão, con una capienza pari a 52.296 persone che lo posiziona al decimo posto  Lo stemma è analogo a quello del più noto Flamengo di Rio, la squadra che ha avuto Zico e Junior fra i più noti calciatori.

A livello di palmares vanta ben 17 titoli statali, ma l’ultima partecipazione al massimo torneo nazionale risale addirittura al 1985.

Il Testo (in portoghese)

Flamengo a tua glória é lutar

Flamengo é o campeão dos campeões

Flamengo é o mais querido da cidade

Flamengo vive em nossos corações

Eu sou Flamengo

Sou rubronegro com amor

Eu sou sou Flamengo

Em qualquer lugar eu sou

Quem é Flamengo

Pode dizer

Vencer, vencer, vencer

Juro por Deus que sou Flamengo até morrer

Salve 8 de dezembro de 37

Foi nessa data que o Flamengo nasceu

Salve a fiel, salve o povão

Salve o mais querido de nosso torrão
Flamengo tem mania de ganhar

Flamengo é raça, arte e emoção

Vermelho e preto são as cores mais queridas

Mengo eu sou teu e tu és meu por toda a vida

Athirson, il terzino che la Juve acquistò per avere il nuovo Roberto Carlos

Athirson Mazzoli De Oliveira (16.01.1977) era nato in una famiglia benestante: il padre era un ufficiale in pensione ed il calcio non era una necessità di vita quanto un piacere.  Presto però balzò agli occhi dei talent scouts del Flamengo: indossò la maglia dei rossoneri per una stagione per poi passare in prestito ai rivali del Santos.

La classe era però notevole, tanto che fu ben presto accostato a Roberto Carlos, il terzino che fece la fortuna del Real Madrid e della nazionale verdeoro. Allora il ritorno al Flamengo è cosa fatta: due stagioni con 99 presenze condite da 18 reti. Lo sbarco in Europa diventa il passaggio immediato, il suo nome infatti finisce ben presto sui taccuini dei principali operatori di mercato.

Luciano Moggi anticipa la concorrenza e se lo aggiudica già nella primavera del 2000. Tuttavia non tutto fila per il verso giusto: il Flamengo punta i piedi e la Juve decide pertanto di aspettare la data dello svincolo, il 31 gennaio 2000, per poterlo tesserare ad inizio del nuovo anno.

Non è ancora finita: il Flamengo, basandosi su un accordo precedente con il procuratore del giocatore, costringe la dirigenza bianconera ad aprire un contenzioso legale e solo grazie ad un permesso provvisorio ottenuto dalla Fifa, riesce a cartellinare il 23 Febbraio 2001 Athirson.

Durante la conferenza stampa di presentazione il difensore brasiliano va giù netto: “Una vicenda che mi ha tenuto in ansia si sono comportati in modo ingiusto con me quelli del Flamengo, ma sono felice che ora sia tutto risolto e non vorrei più parlare di questa vicenda”. Moggi, da par suo, è convinto di aver portato a Torino un pezzo da novanta anche se qualche dubbio pare già averlo: “La Juventus cercava da tempo un laterale sinistro, capace di andare sulla fascia e crossare per le punte. Troppo caro e inarrivabile Roberto Carlos, si spera che Athirson sia il suo erede, anche se le sue attitudini preferite sono gli assist e i gol”.

Scenderà in campo con il contagocce, cinque presenze e nessuna rete, e per dip iù la Juventus perderà il tricolore al photofinish con la Roma. Inizia la nuova stagione, il giocatore va in ritiro pronto per iniziare finalmente senza problemi, ma non entra mai nelle grazie del tecnico Lippi e pertanto fa ritorno in Brasile nel gennaio 2002.

Da li in avanti la sua professione si svolgerà sempre in madre patria, tanto che la Juve è disposta a rescindere il suo contratto nell’ottobre 2003, pagandogli un indennizzo di 2,3 milioni di euro circa. Uscirà definitivamente dal giro della nazionale.

Athirson è stato allenatore del São Cristóvão a Rio de Janeiro, una società di calcio giovanile nella quale mossi i primi passi il Fenomeno Ronaldo. I colori sociali del club, manco a dirlo, sono bianconeri.

Nella prossima stagione sarà il tecnico del Flamengo do Piaui, compagine della città di Teresina nello stato di Piaui, distante circa 2000 km in linea retta da Rio de Janeiro.

Stagione   Squadra           Presenze   Reti
1996-98    Flamengo                30             2
1998-99    Santos                    25             1
1999-00    Flamengo               26             1
gen. 01      Juventus                  5             –
2001-02    Juventus                  –              –
gen. 02      Flamengo                23            4
2004-05    Cruzeiro                  27            5
2005-07    Bayer Leverkusen    30            2
2007-08    Botafogo                    7            –
gen. 08      Brasiliense (B)           6            –
2008-09    Portuguesa               13           3
2009-10    Cruzeiro                    11          –
2010-11    Portuguesa                36          3

Full Members Cup, il torneo inglese nato dopo l’Heysel

La Full Members Cup fu una competizione calcistica inglese che si disputò fra il 1985 e il 1992, ed organizzata in conseguenza dell’esclusione delle compagini inglesi dai tornei europee subito dopo la strage dell’Heysel.

Erano ammessi a partecipare unicamente le squadre militanti nelle prime due divisioni inglesi (l’attuale Premier e la Championship) in quanto la lega inglese prevedeva per le prime due categorie diritto di voto completo mentre la Terza e la Quarta Divisione godevano di diritto parziali, da qui la definizione di Associate Members. Per queste ultime venne istituita la Associate Members Cup.

Poichè non era obbligatorio partecipare, alcune squadre declinarono l’invito. Seppure l’esclusione dalle coppe fu estesa fino al 1990, la competizione visse ancora per un paio di stagioni, per poi essere cancellata definitivamente dopo la settima edizione.

Venne conosciuta anche, per ragioni di sponsorizzazione, coi nomi di Simod Cup (1987-1989) e Zenith Data Systems Cup (1990-1992).

Albo d’oro

1985-1986 Chelsea
1986-1987 Blackburn
1987-1988 Reading
1988-1989 Nottingham Forest
1989-1990 Chelsea
1990-1991 Crystal Palace
1991-1992 Nottingham Forest

chelsea maglia 1986 full members cup

Quando il Messico giocò in biancazzurro a Brasile 1950

La Coppa del Mondo 1950, oltre al Maracanazo, vide un episodio curioso verificarsi in occasione dell’incontro Svizzera – Messico, valido per il gruppo A, quello in cui erano inseriti anche i padroni di casa del Brasile.

Entrambe eliminate, le due squadre si affrontarono in un match che non aveva più nulla dia dire se non per l’orgoglio personale. Tuttavia ci fu un ritardo prima del fischio iniziale: la Svizzera era in possesso unicamente della sua divisa classica rossa mentre il Messico, che non aveva ancora adottato il verde, disponeva di una muta color granata.

L’arbitro svedese Eklind, notando la cosa, non era intenzionato a dare avvio regolare fino a che non si fosse risolto il caso.

La soluzione? Che una delle due compagini utilizzare la maglietta biancazzurra di una compagine locale, il Cruzeiro di Porto Alegre. Il direttore di gara effettuò un sorteggio che scegliesse la squadra che si dovesse cambiare. La sorte “premiò” i messicani che , con un gesto di cavalleria, declinarono in favore degli elvetici. L’incontro terminò con la vittoria degli europei per 2-1.

Quando Socrates indossò una maglia rosa cioccolato

Socrates, purtroppo scomparso nel dicembre 2011, è rimasto impresso nelle menti soprattutto per lo storico Italia – Brasile del Sarria, quando in quel luglio del 1982 che fece impazzire tutti gli italiani, Paolo Rossi e gli azzurri furono capaci di sconfiggere la nazionale verdeoro.

Il passaggio in Italia alla Fiorentina invece  non fu degno di nota e Socrates fece ritorno subito in patria. Ma la storia che vogliamo raccontare parte da migliaia di chilometri di distanza dal Brasile.

Nel 1939 nella cittadine inglese di Tolwort, distante circa 15 chilometri da Londra, nacque una squadra di calcio il Corinthian-Casuals FC, in realtà la fusione di due società: il Corinthian FC, società risalente all’Inghilterra vittoriana e che fu tra i capostipiti del calcio anglosassone ed il Casuals FC, fondato nel 1883. Il nome di quest’ultimo si doveva alla provenienza dei giocatori da diverse scuole ed università, da qui appunto la casualità della formazione.

Le due società si fusero appunto nel 1939 ed adottarono i colori del Casuals per le partite casalinghe, ovvero un’incredibile associazione del marrone cioccolato e del rosa mentre per le partite esterne fu adottato il bianco ed azzurro del Corinthian.

Il club, nato poco prima dell’inizio della Seconda Guerra Mondiale, non ebbe certamente un avvio fortunato perché il conflitto lo costrinse ad avviare l’attività sportiva solo al termine nel 1945. Rimasto sempre a livello amatoriale, occupa attualmente il settimo gradino della scala del calcio inglese, disputando la Isthmian League.

corinthians socratesNel 1988, “padre e figlio” sportivo si incontrarono: la compagine inglese effettuò una tourneè in Brasile dove affrontò fra le altre una selezione del Corinthians composta da vecchie glorie fra le quali Rivelino e Socrates. E fu proprio quest’ultimo a siglare l’unica rete dell’incontro ma, in particolare, quando l’orologio scorreva verso il 90°, cambiò formazione ed indossò la camiseta rosa e cioccolato in segno di rispetto e cordialità.

Nel gennaio 2015 il Corinthian-Casuals ha ripetuto il viaggio transoceanico: stavolta nel secondo incontro amichevole i brasiliani hanno visto la meglio con un punteggio netto di 3-0, mentre l’attaccante Danilo ha ripetuto il gesto di Socrates, “lasciando” momentaneamente il Timao per indossare la maglia dei rivali.

Il rispetto vicendevole continua tuttora: non è raro notare sugli spalti del Arena Corinthians tifosi brasiliani che indossano la curiosa maglietta degli “amici” mentre sul sito ufficiale del club inglese il negozio on-line presenta la versione anche in lingua portoghese.